Manca ormai pochissimo a uno degli appuntamenti astronomici più importanti del 2026. Mercoledì 12 agosto la Luna passerà davanti al Sole, producendo un’eclissi totale lungo una fascia che attraverserà Groenlandia, Islanda, Russia settentrionale, Spagna e una piccola parte del Portogallo. In Italia il fenomeno sarà invece parziale, ma in diverse zone del Nord il disco solare apparirà coperto per oltre il 90%.
Alla vigilia dell’evento, martedì 11 agosto alle 21:20 Focus, canale 35 del digitale terrestre, trasmetterà in prima TV “Eclissi – Il giorno in cui il Sole sparisce”, speciale scritto e condotto da Luigi Bignami.
La serata non sarà soltanto un conto alla rovescia verso l’eclissi. Il programma proverà a spiegare che cosa accade quando Sole, Luna e Terra si allineano, perché un’eclissi totale può essere osservata soltanto all’interno di una fascia relativamente stretta del pianeta e soprattutto che cosa possiamo imparare studiando quei pochi minuti in cui la luce della nostra stella viene oscurata.
Eclissi – Il giorno in cui il Sole sparisce: quando va in onda su Focus

L’appuntamento è fissato per questa sera, 11 agosto 2026, alle 21:20 su Focus, canale 35.
Lo speciale è scritto e condotto dal divulgatore scientifico Luigi Bignami, mentre regia e montaggio sono affidati a Gianluca Genovese.
Il programma partirà dalle basi dell’astronomia per ricostruire progressivamente il fenomeno:
- come nasce un’eclissi solare;
- quale differenza c’è tra eclissi totale e parziale;
- perché la fascia della totalità è così limitata;
- come le antiche civiltà riuscivano a prevedere alcuni di questi eventi;
- che cosa possono osservare gli astronomi durante la totalità;
- perché le eclissi hanno avuto un ruolo importante nella storia della scienza.
Il palinsesto ufficiale di Mediaset Infinity indica per “Eclissi – Il giorno in cui il Sole sparisce” la fascia 21:20-22:07.
Dalle antiche civiltà alla corona solare
Uno degli aspetti più interessanti dello speciale riguarderà il rapporto tra le eclissi e la storia dell’uomo.
Molto prima dell’astronomia moderna, diverse civiltà avevano imparato a riconoscere la periodicità di alcuni fenomeni celesti. Osservazioni accumulate per generazioni permisero di sviluppare sistemi sempre più sofisticati per anticipare il possibile verificarsi delle eclissi.
Il programma affronterà quindi anche il lavoro degli archeoastronomi, mostrando come osservazioni astronomiche, calendari e testimonianze antiche possano essere utilizzati ancora oggi per ricostruire il rapporto tra le popolazioni del passato e il cielo.
È un argomento che abbiamo incontrato anche parlando dell’eclissi assira del 763 a.C., uno degli esempi più interessanti di come un’eclissi possa diventare persino un punto di riferimento per datare eventi storici.
Lo sguardo passerà poi all’astronomia moderna e alla corona solare, l’atmosfera più esterna del Sole normalmente nascosta dalla fortissima luminosità della fotosfera.
Durante una totalità, invece, il disco luminoso viene coperto dalla Luna e la corona può emergere intorno alla sagoma scura del nostro satellite.
Dopo lo speciale Focus racconta l’esperimento che mise alla prova Einstein

La programmazione dedicata all’eclissi proseguirà subito dopo.
Alle 22:07 Focus trasmetterà “Curvare la luce – La teoria della relatività alla prova”, documentario dedicato a uno degli esperimenti più famosi della storia della fisica.
Il racconto ci riporta al 29 maggio 1919, quando alcune osservazioni compiute durante un’eclissi totale permisero di misurare la posizione apparente delle stelle vicine al Sole.
Una delle spedizioni raggiunse l’isola di Príncipe, al largo dell’Africa occidentale, mentre un altro gruppo effettuò osservazioni da Sobral, in Brasile.
L’obiettivo era verificare una previsione della relatività generale di Albert Einstein: una grande massa come quella del Sole dovrebbe deformare lo spazio-tempo e modificare il percorso della luce proveniente dalle stelle.
I risultati delle osservazioni guidate dall’astronomo britannico Arthur Eddington contribuirono a trasformare Einstein in una figura conosciuta in tutto il mondo.
L’eclissi del 12 agosto 2026 sarà totale in alcune zone d’Europa
Lo speciale arriva alla vigilia dell’evento vero e proprio.
Secondo la NASA, il 12 agosto 2026 l’eclissi sarà totale in parte della Groenlandia, dell’Islanda, della Russia settentrionale e della Spagna, interessando anche una piccola area del Portogallo.
Gran parte dell’Europa assisterà invece a un’eclissi parziale.
La Spagna sarà uno dei luoghi europei più interessanti per osservare la totalità, mentre in Italia la Luna coprirà soltanto una parte del disco solare.
La differenza tra una località e l’altra sarà notevole.
Indicativamente:
- Genova: circa 93,6% del disco solare oscurato;
- Torino: circa 93,3%;
- Bologna: circa 92,7%;
- Milano: circa 92,3%;
- Venezia: circa 91,3%;
- Roma: circa 69%;
- Napoli: circa 46%.
L’evento si svolgerà inoltre con il Sole molto basso verso l’orizzonte occidentale, un elemento fondamentale per scegliere il luogo dal quale osservarlo.
Per gli orari, la diretta e tutti i dettagli dell’evento abbiamo preparato una guida dedicata all’eclissi solare del 12 agosto 2026 e alla diretta NASA.
Perché un’eclissi totale è così particolare
Le eclissi solari non sono eventi eccezionalmente rari considerate sull’intero pianeta: ogni anno si verificano normalmente almeno due eclissi di Sole, comprendendo quelle parziali, anulari, totali o ibride.
Molto più difficile è trovarsi nel posto giusto per osservare una totalità.
La Luna proietta infatti sulla Terra un’ombra relativamente stretta. Solo chi si trova all’interno di quella fascia vede il Sole completamente oscurato; pochi chilometri più lontano, lo stesso fenomeno può apparire semplicemente come un’eclissi parziale.
È questo che rende particolarmente interessante l’appuntamento del 12 agosto: la fascia della totalità attraverserà anche alcune zone dell’Europa occidentale.
Durante quei pochi minuti il cielo si oscura, la temperatura può diminuire e diventa visibile la corona che circonda il Sole.
Come guardare l’eclissi in sicurezza

C’è però una regola che conta più di tutte: in Italia non bisognerà mai osservare direttamente il Sole senza una protezione adeguata.
Da noi l’eclissi resterà parziale. Non esisterà quindi nessun momento nel quale il disco solare verrà completamente nascosto.
Gli occhiali da sole tradizionali, anche molto scuri, non sono sufficienti.
La NASA raccomanda di utilizzare visori o occhiali specifici per l’osservazione solare conformi allo standard internazionale ISO 12312-2.
Attenzione anche a smartphone, fotocamere, telescopi e binocoli: non bisogna guardare il Sole attraverso uno strumento ottico utilizzando semplicemente gli occhiali da eclissi. Per questi dispositivi servono filtri solari adeguati montati davanti all’ottica.
In alternativa si può ricorrere all’osservazione indiretta, per esempio attraverso un semplice proiettore a foro stenopeico.
Eclissi e Perseidi renderanno speciale il cielo di agosto
L’eclissi arriverà inoltre praticamente nello stesso periodo delle Perseidi, lo sciame meteorico protagonista delle tradizionali “stelle cadenti” di agosto.
Nel 2026 la coincidenza è particolarmente favorevole perché l’eclissi avviene durante la Luna nuova. Nelle ore successive il cielo notturno sarà quindi quasi completamente privo della luminosità lunare, creando condizioni molto interessanti per osservare le meteore lontano dalle luci delle città.
Prima, però, arriverà l’appuntamento televisivo.
“Eclissi – Il giorno in cui il Sole sparisce” va in onda questa sera, martedì 11 agosto, dalle 21:20 su Focus, preparando il pubblico a ciò che accadrà nel cielo europeo meno di ventiquattro ore dopo.