Su alcuni smartphone Android una videochiamata WhatsApp può permettere di raggiungere la galleria fotografica anche quando il telefono è bloccato. Il problema è stato reso pubblico il 1° settembre 2026 e richiede accesso fisico al dispositivo: non si tratta di un attacco remoto, ma di un bypass della schermata di blocco che può esporre immagini personali.
Al 5 settembre 2026 non risulta una patch pubblica confermata da Meta o Google né un elenco ufficiale completo dei modelli coinvolti. Il comportamento è stato riprodotto su alcuni dispositivi Android, mentre su altri la richiesta di autenticazione interrompe correttamente l’accesso. La misura più prudente è limitare l’accesso di WhatsApp alle foto e mantenere app e sistema aggiornati.
| Domanda | Risposta |
|---|---|
| Il problema riguarda tutti gli Android? | No, il comportamento varia tra dispositivi e versioni software |
| Serve avere il telefono in mano? | Sì, è necessario accesso fisico |
| È un attacco remoto? | No |
| Può mostrare foto senza PIN? | Su alcuni dispositivi sì |
| iPhone è coinvolto nello stesso modo? | Non risulta riprodotto con lo stesso percorso |
| Esiste una patch ufficiale confermata? | Non al momento della verifica del 5 settembre |
| Prima protezione utile | Limitare il permesso Foto e video di WhatsApp |
WhatsApp può mostrare le foto con il telefono bloccato?
Sì, su alcuni smartphone Android testati. La segnalazione riguarda il passaggio dalla schermata di una videochiamata WhatsApp ad alcune funzioni collegate agli effetti e agli strumenti fotografici. Su dispositivi vulnerabili questo percorso può arrivare alla raccolta delle immagini senza richiedere nuovamente PIN, password o biometria.
Per motivi di sicurezza non serve riprodurre la sequenza completa dei tocchi. Il punto importante per l’utente è un altro: una persona che possiede fisicamente il telefono potrebbe vedere foto personali anche se lo schermo è bloccato, a condizione che il dispositivo e la versione software risultino vulnerabili.

Quali telefoni Android sono coinvolti
I test pubblici citati finora mostrano che il comportamento non è identico su ogni smartphone. È stato riprodotto su un Pixel 6 Pro con Android 17 e su un OPPO K13 con ColorOS 16. Su un Galaxy S25 Ultra con One UI 8.5, invece, il sistema ha richiesto l’autenticazione e ha bloccato l’accesso.
Questo è importante perché evita una conclusione troppo generica. Non possiamo dire che qualsiasi telefono Android con WhatsApp esponga automaticamente la galleria. Entrano in gioco versione di Android, interfaccia del produttore, gestione della schermata di blocco, versione di WhatsApp e permessi concessi all’app.
Il problema è stato descritto anche da Tom’s Hardware Italia, che riporta i test effettuati sui dispositivi coinvolti e l’assenza, al momento della pubblicazione, di una patch ufficiale confermata.
Come proteggere subito le foto da WhatsApp
La protezione più utile è ridurre ciò che WhatsApp può vedere. Su Android recenti puoi concedere all’app l’accesso soltanto a foto e video selezionati, invece di permettere l’accesso completo alla raccolta.
Il percorso cambia leggermente tra Samsung, Pixel, Xiaomi, OPPO e altri produttori, ma in genere puoi partire da:
- apri Impostazioni;
- entra in App o Applicazioni;
- seleziona WhatsApp;
- apri Autorizzazioni o Permessi;
- tocca Foto e video;
- se disponibile, scegli l’accesso a foto selezionate invece dell’accesso completo.
Google spiega nella guida ufficiale ai permessi delle app Android come controllare e modificare le autorizzazioni assegnate alle applicazioni.
Cosa cambia se limiti Foto e video
Limitare il permesso può ridurre la quantità di immagini disponibili dentro WhatsApp. Quando vuoi inviare una foto che non è compresa tra quelle autorizzate, Android può chiederti di selezionarla o di ampliare temporaneamente l’accesso.
È un piccolo compromesso in termini di comodità, ma riduce l’esposizione dell’intera galleria. Se il tuo telefono offre solo le opzioni Consenti o Non consentire, puoi anche revocare temporaneamente il permesso e concederlo di nuovo quando ti serve, anche se la gestione quotidiana diventa meno pratica.
Aggiornare WhatsApp basta?
Va fatto, ma al momento non possiamo promettere che l’ultima versione disponibile contenga già una correzione per ogni dispositivo. Aggiorna WhatsApp dal Play Store e installa anche gli aggiornamenti di sicurezza Android, perché un eventuale fix potrebbe arrivare dall’app, dal sistema o dalla personalizzazione del produttore.
Evita invece APK modificati o versioni non ufficiali che promettono di risolvere la vulnerabilità. Aggiungere software non verificato durante un problema di sicurezza può aumentare il rischio. Sul sito abbiamo già spiegato anche cosa significa quando WhatsApp segnala un client Web non ufficiale e perché conviene tornare ai canali ufficiali.
La crittografia end-to-end non evita questo problema
La crittografia end-to-end protegge messaggi e chiamate durante il trasferimento tra i dispositivi autorizzati. Qui il problema è diverso: le foto sono già memorizzate localmente sul telefono e WhatsApp ha ricevuto un permesso per consultarle.
Se un percorso dell’interfaccia permette di raggiungere quelle immagini senza richiedere nuovamente lo sblocco, la crittografia delle conversazioni non può intervenire. È la stessa ragione per cui la sicurezza di un account non dipende soltanto dalla password, ma anche da ciò che può fare una persona che ha il dispositivo in mano.
Il problema significa che WhatsApp è spiato?
No. Questa vulnerabilità non dimostra che qualcuno stia leggendo le tue chat e non crea da sola una sessione remota sul tuo account. Richiede accesso fisico al telefono e riguarda l’esposizione della galleria su alcuni dispositivi.
Se il tuo dubbio riguarda invece accessi non autorizzati, il controllo corretto è diverso. Nella nostra guida su come capire se WhatsApp è spiato trovi la verifica dei dispositivi collegati, dei codici di registrazione e delle principali impostazioni di sicurezza dell’account.
Cosa fare se lasci spesso il telefono incustodito
La vulnerabilità diventa più rilevante in tutti i contesti in cui altre persone possono avere il telefono tra le mani anche per pochi minuti. Oltre ai permessi di WhatsApp, controlla quindi le impostazioni della schermata di blocco e riduci le funzioni accessibili senza autenticazione quando il tuo modello lo permette.
- usa un PIN o una password non prevedibile;
- mantieni attiva la biometria come comodità aggiuntiva, senza usare un PIN debole;
- nascondi il contenuto sensibile delle notifiche nella schermata bloccata;
- rimuovi impronte o volti che non riconosci;
- controlla periodicamente i permessi Foto e video delle app di messaggistica;
- non lasciare il telefono incustodito in luoghi accessibili ad altre persone.
Come capire se il tuo telefono è vulnerabile senza provare il bypass
Non è necessario tentare di riprodurre la vulnerabilità sul proprio dispositivo. La scelta più sicura è comportarsi come se l’accesso completo alla galleria fosse un permesso da concedere soltanto quando serve, soprattutto finché Meta, Google e i produttori non chiariscono l’estensione del problema.
Controlla versione di WhatsApp, patch di sicurezza Android e aggiornamenti del produttore. Se nei prossimi giorni arriverà un fix documentato, il changelog o un bollettino ufficiale sarà un segnale più affidabile rispetto a test casuali con la schermata bloccata.
La soluzione più prudente al 5 settembre 2026
Finché non esiste una correzione pubblica confermata per tutti i dispositivi interessati, la combinazione più sensata è semplice: aggiorna WhatsApp e Android, limita il permesso Foto e video, proteggi bene la schermata di blocco e non installare versioni non ufficiali dell’app.
Il rischio non va trasformato in allarme generalizzato, perché richiede accesso fisico e non colpisce necessariamente ogni Android. Ma proprio perché coinvolge immagini personali e può aggirare l’autenticazione su alcuni modelli, vale la pena intervenire subito sui permessi invece di aspettare senza fare nulla.