Il telescopio spaziale Nancy Grace Roman della NASA ha raggiunto una qualità ottica superiore alle attese dopo una nuova fase di regolazione degli strumenti. Secondo l’aggiornamento ufficiale del 14 ottobre 2026, il Wide Field Instrument ha registrato un errore di fronte d’onda di 63 nanometri RMS, contro il requisito di circa 90 nanometri: un risultato quasi il 30% migliore rispetto al valore previsto.
Che cosa significa il miglioramento del 30%
Il dato non indica che Roman abbia aumentato del 30% la risoluzione in pixel, né che ogni fotografia dello spazio risulterà automaticamente il 30% più dettagliata. La NASA misura la precisione delle ottiche attraverso lo scostamento residuo del fronte d’onda rispetto a un sistema ideale, espresso in nanometri RMS. Un valore minore indica una correzione ottica più precisa.
Nel caso del Wide Field Instrument l’obiettivo tecnico era vicino a 90 nanometri RMS. Dopo gli aggiustamenti, i tecnici hanno misurato 63 nanometri. Il rapporto tra i valori equivale a una riduzione dell’errore del 30%: è questo il confronto al quale si riferisce la NASA quando parla di prestazioni superiori alle previsioni.
Come la NASA ha messo a fuoco il telescopio Roman
Il team ha compiuto regolazioni estremamente piccole, compresa la posizione relativa degli specchi. La procedura serve a concentrare nel modo più preciso possibile la luce raccolta dal telescopio sui rivelatori degli strumenti scientifici. Prima sono state svolte correzioni sul Coronagraph Instrument, progettato per schermare la luce delle stelle e studiare oggetti molto meno luminosi nelle loro vicinanze; poi è stata perfezionata la configurazione del Wide Field Instrument.
La NASA precisa che le attività di calibrazione del coronografo continueranno, quindi non si tratta dell’annuncio di una completa operatività scientifica di ogni funzione del telescopio. Il risultato rappresenta invece una tappa positiva della fase di messa in servizio dopo il lancio del 30 agosto 2026.
Perché immagini più nitide sono importanti per la scienza
Il Wide Field Instrument è pensato per osservare porzioni molto ampie di cielo conservando un’elevata definizione. Una migliore qualità ottica aiuterà gli astronomi a distinguere oggetti deboli e strutture molto vicine tra loro nei vasti rilievi del cosmo.
Gli obiettivi scientifici di Roman comprendono la distribuzione delle galassie, la materia e l’energia oscura e la ricerca di esopianeti. Il telescopio non sostituisce James Webb: i due osservatori lavorano con strategie differenti e possono offrire dati complementari. Per il contesto della missione, abbiamo già spiegato il lancio del telescopio Roman e che cosa osserverà; la missione contribuirà anche agli studi sui pianeti extrasolari, tema al centro del nostro approfondimento sul sistema OASIS e le future osservazioni di Roman.
Quando arriveranno le prime immagini scientifiche
Nel piano comunicato dalla NASA, le prime immagini scientifiche sono attese all’inizio del 2027. La data dipende dalla conclusione delle verifiche e delle calibrazioni ancora in corso: il risultato sulla messa a fuoco non equivale quindi a una nuova data di rilascio delle immagini.
La fonte primaria è il resoconto NASA Roman Team Checks Out Main Instrument, Sharpens Telescope’s Focus, pubblicato il 14 ottobre 2026. L’aggiornamento descrive le regolazioni e documenta i valori di 90 e 63 nanometri RMS. La notizia centrale è un progresso misurato dell’ottica, non la scoperta di nuovi corpi celesti.




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