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Lettura: Samsung teme una carenza di chip fino al 2028, ma non riguarda solo l’IA
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NotiziaCuriosità e rumor

Samsung teme una carenza di chip fino al 2028, ma non riguarda solo l’IA

Perché l’IA assorbe le memorie e quali effetti potrebbero esserci su PC e smartphone.

Massimo 1 ora fa Commenta! 7
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La domanda dei data center sta assorbendo memorie e capacità produttiva. Smartphone, PC e altri dispositivi potrebbero subirne gli effetti.

Contenuti di questo articolo
Perché Samsung prevede una carenza di chip fino al 2028La carenza potrebbe colpire smartphone e PCL’intelligenza artificiale sta cambiando il mercato delle memorieCosa controllare prima di acquistare un nuovo dispositivo

Samsung Electronics ritiene che la disponibilità di alcuni semiconduttori, soprattutto memorie, possa rimanere sotto pressione fino al 2028. La previsione arriva mentre la costruzione di infrastrutture per l’intelligenza artificiale continua ad aumentare la richiesta di componenti ad alte prestazioni.

Non significa che nei negozi spariranno improvvisamente smartphone e computer. Il rischio più concreto riguarda prezzi meno favorevoli, minore libertà nella scelta dei componenti e possibili ritardi per i produttori che non hanno già assicurato le proprie forniture.

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Samsung sta infatti stringendo accordi pluriennali con grandi operatori di data center. Una parte consistente della produzione futura verrebbe così prenotata in anticipo, lasciando meno capacità disponibile sul mercato aperto.

Perché Samsung prevede una carenza di chip fino al 2028

Penup

La pressione nasce soprattutto dalle memorie richieste dai sistemi di intelligenza artificiale. L’addestramento e l’esecuzione dei modelli più grandi dipendono da acceleratori dotati di memorie molto veloci, capaci di trasferire enormi quantità di dati in pochi istanti.

Tra i componenti più richiesti ci sono le HBM, High Bandwidth Memory, montate vicino ai processori dedicati all’IA. Questi chip offrono una larghezza di banda superiore rispetto alle memorie tradizionali, ma sono anche più complessi da produrre, impilare e collaudare.

Samsung, SK Hynix e Micron devono quindi decidere come distribuire investimenti e linee produttive tra HBM, DRAM convenzionale e memorie NAND. Spostare capacità verso i prodotti più redditizi per i data center può ridurre l’offerta destinata a PC, smartphone, SSD e server meno avanzati.

La produzione non può aumentare velocemente. Costruire un impianto per semiconduttori richiede miliardi di euro, attrezzature specializzate e diversi anni prima di raggiungere volumi affidabili. Anche una fabbrica completata deve migliorare progressivamente la resa, cioè la percentuale di chip utilizzabili ottenuti da ogni wafer.

Samsung ha comunicato per il secondo trimestre 2026 ricavi consolidati vicini a 171.000 miliardi di won, in un periodo sostenuto dalla domanda di semiconduttori legati all’IA.

La carenza potrebbe colpire smartphone e PC

Samsung

Il termine “chip” comprende prodotti molto diversi. La previsione di Samsung non implica necessariamente una mancanza uniforme di processori, sensori, controller e memorie. Il problema principale riguarda i segmenti nei quali la domanda cresce più velocemente della capacità produttiva disponibile.

Per gli utenti, il primo effetto potrebbe manifestarsi nel prezzo della memoria RAM e degli SSD. Se i produttori devono pagare di più per DRAM e NAND, possono trasferire una parte dell’aumento sui computer completi oppure ridurre la quantità di memoria prevista nelle configurazioni di base.

Anche gli smartphone utilizzano memorie DRAM per le applicazioni e NAND per l’archiviazione. Un aumento prolungato dei costi può rendere più difficile mantenere gli stessi prezzi, soprattutto nella fascia economica, dove i margini sono inferiori.

Samsung affronta il problema da una posizione particolare: vende telefoni, tablet, televisori e computer, ma produce anche numerosi componenti utilizzati nei propri dispositivi e in quelli dei concorrenti. Il rialzo delle memorie può quindi favorire la divisione semiconduttori e, nello stesso momento, aumentare i costi della divisione mobile.

La disponibilità effettiva dipenderà comunque dai contratti stipulati dai singoli produttori. Apple, Samsung e i principali marchi di PC acquistano spesso componenti con largo anticipo. Le aziende più piccole, invece, possono essere maggiormente esposte alle oscillazioni del mercato.

L’intelligenza artificiale sta cambiando il mercato delle memorie

Qubit

I data center non stanno semplicemente acquistando più chip. Stanno modificando le priorità dell’intera industria. La capacità produttiva viene orientata verso componenti ad alto margine, progettati per acceleratori e infrastrutture capaci di eseguire modelli di grandi dimensioni.

Samsung avrebbe già concluso accordi di fornitura a lungo termine con importanti clienti internazionali. Alcuni contratti prevedono impegni pluriennali, pagamenti anticipati e livelli minimi di prezzo, strumenti che garantiscono entrate al produttore ma riducono la quantità di memoria venduta liberamente trimestre dopo trimestre.

Questa strategia protegge entrambe le parti. I gestori dei data center ottengono maggiore certezza sulle forniture, mentre Samsung può pianificare investimenti e ampliamenti sapendo che una parte della produzione futura è già stata acquistata.

Il rovescio della medaglia è un mercato meno flessibile. Se gran parte della capacità viene assegnata ai grandi clienti, i produttori di elettronica di consumo potrebbero dover accettare prezzi superiori o cercare alternative tecniche.

Non è inoltre certo che la domanda dell’IA continuerà a crescere allo stesso ritmo fino al 2028. I modelli potrebbero diventare più efficienti, gli investimenti potrebbero rallentare oppure nuovi impianti potrebbero aumentare l’offerta prima del previsto. La previsione di Samsung descrive lo scenario industriale attuale, non una certezza matematica.

Cosa controllare prima di acquistare un nuovo dispositivo

Vram memoria

Non c’è motivo di comprare immediatamente RAM, SSD o smartphone per paura di una carenza. I prezzi dei semiconduttori attraversano cicli e possono cambiare rapidamente in base a scorte, domanda e capacità produttiva.

Chi prevede di assemblare un PC nei prossimi mesi dovrebbe però confrontare con attenzione il prezzo delle memorie e non concentrarsi soltanto su processore e scheda grafica. Anche la quantità di RAM saldata nei notebook merita attenzione, perché spesso non può essere ampliata dopo l’acquisto.

Per gli smartphone sarà utile verificare se le nuove generazioni mantengono la stessa memoria e lo stesso spazio di archiviazione ai prezzi precedenti. Un modello apparentemente invariato potrebbe offrire una configurazione di base meno generosa per compensare l’aumento dei componenti.

La vera domanda non è quindi se finiranno tutti i chip, ma chi avrà accesso prioritario alla produzione disponibile. Se i data center continueranno a prenotare memorie fino al 2028, l’espansione dell’intelligenza artificiale potrebbe diventare visibile anche nel prezzo del prossimo telefono o computer.

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