Azure e Copilot stanno trasformando gli investimenti Microsoft in ricavi, mentre Meta accelera sui data center accettando costi immediati molto più elevati.
Microsoft e Meta stanno investendo decine di miliardi di dollari nell’intelligenza artificiale, ma i risultati pubblicati il 29 luglio 2026 mostrano due situazioni molto diverse. Microsoft riesce già a collegare la crescita dell’IA ai ricavi di Azure e Copilot, mentre Meta sta assorbendo quasi tutto il proprio flusso di cassa libero per costruire infrastrutture, acquistare server e sviluppare nuovi modelli.
Non significa che Microsoft abbia già vinto la corsa all’intelligenza artificiale o che la strategia di Meta sia destinata a fallire. I due gruppi partono da attività differenti e stanno cercando di ottenere un ritorno economico con strumenti diversi.
La differenza più importante riguarda i tempi. Microsoft può vendere subito capacità di calcolo e abbonamenti software. Meta utilizza invece l’IA soprattutto per migliorare pubblicità, raccomandazioni e servizi che, almeno per ora, restano in gran parte gratuiti per gli utenti.
Perché Microsoft sta già guadagnando dall’intelligenza artificiale

Microsoft ha chiuso il trimestre aprile-giugno 2026 con ricavi pari a 90 miliardi di dollari, in crescita del 18% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Microsoft Cloud ha generato 59,3 miliardi, mentre Azure e gli altri servizi cloud sono cresciuti del 43%.
Una parte dell’aumento è legata alla domanda di capacità destinata all’intelligenza artificiale. Aziende e sviluppatori utilizzano Azure per addestrare modelli, eseguire applicazioni generative e accedere a servizi collegati all’ecosistema Microsoft.
Anche Copilot sta diventando un prodotto economicamente misurabile. Microsoft 365 Copilot avrebbe superato i 30 milioni di utenti paganti, offrendo all’azienda entrate ricorrenti attraverso abbonamenti destinati soprattutto alle organizzazioni.
È questo il principale vantaggio della società guidata da Satya Nadella: Microsoft possiede già una rete di prodotti aziendali nella quale inserire l’IA. Windows, Microsoft 365, GitHub, Dynamics e Azure permettono di distribuire le nuove funzioni a clienti che pagano già per software e servizi cloud.
L’integrazione non è però priva di problemi. Funzioni come Recall hanno mostrato quanto sicurezza e controllo dei dati possano influenzare l’accettazione dei prodotti, come raccontato nel nostro approfondimento sul passo indietro di Microsoft sulla funzione Recall.
Meta investe nell’IA, ma il flusso di cassa crolla

Meta ha registrato nel secondo trimestre ricavi per 60,8 miliardi di dollari, in aumento del 28%. L’attività pubblicitaria continua quindi a crescere, sostenuta anche dagli algoritmi che scelgono contenuti e annunci sulle piattaforme del gruppo.
Il dato più delicato riguarda però il flusso di cassa libero, sceso a 784 milioni di dollari dagli 8,55 miliardi dello stesso trimestre dell’anno precedente. Il calo è stato vicino al 91%, nonostante l’azienda abbia generato un flusso di cassa operativo superiore a 31 miliardi.
La differenza è stata assorbita soprattutto dagli investimenti. Meta ha speso oltre 31 miliardi di dollari in conto capitale nel trimestre, destinandoli principalmente a server, reti e data center necessari per sviluppare e distribuire sistemi di intelligenza artificiale.
La società ha ristretto verso l’alto la previsione annuale degli investimenti, portandola tra 130 e 145 miliardi di dollari. Il limite minimo precedente era di 125 miliardi.
Come riportato nell’analisi dei risultati di Microsoft e Meta, la strategia di Mark Zuckerberg punta a costruire capacità di calcolo sufficiente per sviluppare agenti personali e sistemi più avanzati. Il ritorno economico diretto potrebbe però richiedere più tempo.
Perché Microsoft e Meta non possono essere confrontate soltanto dai costi
Microsoft vende infrastrutture informatiche alle aziende. Quando un cliente utilizza più capacità su Azure o acquista una licenza Copilot, il collegamento tra investimento e ricavo è relativamente diretto.
Meta finanzia invece i propri modelli soprattutto per rendere più efficaci Facebook, Instagram, WhatsApp e Threads. L’IA può aumentare il tempo trascorso sulle piattaforme, migliorare la selezione degli annunci e facilitare la creazione di contenuti pubblicitari.
Il ritorno passa quindi ancora dal mercato della pubblicità. Meta può investire miliardi nell’IA senza vendere necessariamente un assistente o un abbonamento specifico, purché i suoi algoritmi producano più interazioni e annunci più redditizi.
La società sta anche tentando di costruire prodotti autonomi, compresi assistenti, strumenti creativi e dispositivi indossabili. Queste attività non hanno però ancora lo stesso peso economico del cloud Microsoft.
Per entrambe le aziende resta inoltre il problema dell’energia. I nuovi data center richiedono elettricità, sistemi di raffreddamento, terreni e collegamenti alla rete. La disponibilità di chip avanzati non è più l’unico limite alla crescita.
L’IA deve dimostrare di poter ripagare i data center

I risultati mostrano che non basta dichiarare grandi investimenti nell’intelligenza artificiale. Gli investitori vogliono capire quanto velocemente la nuova capacità di calcolo possa trasformarsi in ricavi e profitti.
Microsoft ha convinto perché Azure continua a crescere e Copilot dispone ormai di una base significativa di clienti paganti. Anche la società di Redmond sta sostenendo costi enormi, con circa 41 miliardi di dollari di investimenti nel trimestre, ma può mostrare una relazione più chiara tra spesa e domanda.
Meta sta compiendo una scelta più rischiosa. Il gruppo accetta di ridurre drasticamente la cassa libera disponibile oggi per costruire un’infrastruttura che dovrebbe sostenere servizi futuri e rendere più redditizia la pubblicità.
Il confronto non stabilisce quale azienda possieda la tecnologia migliore. Mostra invece due modi differenti di finanziare l’IA: Microsoft la vende come servizio, mentre Meta la utilizza per rafforzare un ecosistema finanziato soprattutto dagli annunci.
La vera verifica arriverà nei prossimi trimestri. Se i ricavi pubblicitari continueranno a crescere abbastanza da compensare i data center, la strategia di Meta apparirà più sostenibile. In caso contrario, anche un’azienda con miliardi di utenti dovrà spiegare quanto a lungo può continuare a investire quasi tutta la propria cassa libera.