Il rover Perseverance della NASA ha stabilito il nuovo record di distanza percorsa da un veicolo sulla superficie di un altro mondo: 45,22 chilometri. Il sorpasso è avvenuto l’11 ottobre 2026, quando ha superato i 45,16 chilometri accumulati da Opportunity. La differenza è piccola, ma racconta un grande cambiamento: Perseverance ha raggiunto il traguardo in circa cinque anni e mezzo, contro quasi quindici anni del suo predecessore.
Il record di Perseverance: i numeri spiegati
Secondo il comunicato ufficiale NASA JPL del 12 ottobre, Perseverance ha toccato quota 45,22 km al suo 2.006° sol, il giorno marziano contato dall’arrivo sul pianeta. La distanza precedente apparteneva a Opportunity, operativo tra il 2004 e il 2018. Non è un record di velocità istantanea, ma di chilometri complessivi percorsi fuori dalla Terra.
Per contestualizzare la progressione: Spirit ha viaggiato per circa 7,7 km; Curiosity era arrivato a oltre 38 km alla data del confronto pubblicato dalla NASA; il rover lunare sovietico Lunokhod 2 aveva percorso circa 39 km e il veicolo guidato dagli astronauti di Apollo 17 circa 35,7 km. Le cifre dei rover ancora attivi continuano naturalmente a cambiare.

Perché la guida autonoma ha cambiato tutto
Il dato tecnologico più interessante è quello del sistema AutoNav. I tecnici sulla Terra scelgono i punti verso cui dirigersi, ma il rover può fotografare il suolo, creare mappe tridimensionali degli ostacoli e valutare autonomamente il percorso mentre si muove. La NASA riferisce che oltre il 90% della distanza totale di Perseverance è stata affrontata utilizzando AutoNav per valutare il terreno; per il primo sistema omonimo impiegato da Opportunity e Spirit la quota era circa il 5%.
In una singola giornata marziana il rover ha potuto percorrere fino a 412 metri. Non significa che ogni sol raggiunga quella distanza: il tragitto dipende dal terreno, dalla luce, dalle attività scientifiche e dai vincoli operativi. I nuovi aggiornamenti del software aiutano a ridurre alcune manovre di sterzata e a verificare la posizione rispetto alle mappe orbitali durante il movimento.
Dove sta andando e cosa cerca su Marte
Il record è arrivato durante il viaggio attraverso Lac de Charmes, oltre il bordo occidentale del cratere Jezero, in direzione di Idubi. La squadra scientifica vuole esaminare un terreno antichissimo e cercare indizi di sistemi idrotermali del passato. Si tratta di ambienti potenzialmente interessanti per ricostruire l’abitabilità antica del pianeta, non di una dimostrazione della presenza di vita.
Perseverance ha già raccolto 29 campioni di rocce e regolite, provenienti da ambienti geologici diversi. Più strada percorsa significa accedere a rocce differenti, confrontare le tracce della storia geologica e selezionare campioni più rappresentativi. L’obiettivo scientifico conta più del primato numerico.
Che cosa succederà dopo il record
La NASA ha approvato una prima estensione della missione, iniziata nell’ottobre 2026, che sostiene l’esplorazione del bordo del cratere fino a circa la fine del 2028. Successivamente a Lac de Charmes, il percorso previsto porta verso sud e verso Rainbow Falls, un blocco di crosta antica sollevato dall’impatto che formò Jezero. Tempi e itinerario effettivi dipenderanno dalle condizioni operative.
Il team segnala anche un limite ancora concreto per la guida autonoma: l’abbagliamento nelle telecamere di navigazione quando il rover procede verso il Sole. Una migliore gestione di queste immagini potrebbe allungare la giornata utile delle future missioni robotiche. Il primato, quindi, racconta anche come migliora l’autonomia dei robot, non soltanto quanta strada hanno percorso.
Il contesto delle missioni su Marte
Su iCrewPlay Tech abbiamo già raccontato il panorama di Marte fotografato da Perseverance, utile a capire come vengono interpretate le rocce del cratere. Per comprendere il lavoro della missione è disponibile anche la pagina ufficiale NASA dedicata a Mars 2020, con immagini, aggiornamenti e strumenti di navigazione. Il nuovo record non chiude l’esplorazione: testimonia quanta parte del pianeta diventa raggiungibile grazie a robot capaci di pianificare il proprio movimento.




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