Vai al contenuto
iCrewPlay.com Un progetto editoriale indipendente
Continua con Scienza

Arrivano le nanoparticelle che bloccano la neurodegenerazione

Arrivano le nanoparticelle che bloccano la neurodegenerazione
Tempo di lettura2 minuti
Commenti

Una ricerca tutta italiana sta sviluppando una nuova tecnologia biomedica capace, attraverso delle nanoparticelle, di veicolare terapie farmacologiche mirate ad interrompere la neurodegenerazione. Il team di ricerca coinvolto proviene dall’Università di Milano.

Nanoparticelle

Gli scienziati hanno potuto usufruire di un progetto di ricerca che comprende un finanziamento nell’ambito del programma di scouting Seed4Innovation, promosso da Fondazione UNIMI in collaborazione con la Direzione Innovazione e Valorizzazione delle Conoscenze dell’ateneo.

Pubblicità

Nanoparticelle: ecco cosa dice la nuova ricerca

Affinché sia possibile riuscire a trattare le malattie neurodegenerative è fondamentale riuscire a superare la barriera ematoencefalica, che fa da scudo di protezione del cervello, regolando il passaggio delle sostanze provenienti dal circolo sanguigno.

Nanoparticelle

Proprio a causa di questa difficoltà, si è reso necessario elaborare una strategia che permettesse agli scienziati di attraversare questa barriera, sfruttando particolari delle nanoparticelle che hanno la capacità di veicolare nel cervello il colesterolo, una molecola che ha un effetto terapeutico per la malattia di Huntington, una rara forma di neurodegenerazione che insorge in età adulta con un decorso drammatico dopo 15-20 anni.

La malattia di Huntington (MH) è una patologia rara neurodegerativa del sistema nervoso centrale, caratterizzata da movimenti coreici involontari, disturbi psichiatrici e del comportamento e demenza. La sua manifestazione nella popolazione Caucasica è stimata intorno a  1/10.000-1/20.000. L’età media all’esordio dei sintomi è 30-50 anni.

In alcuni casi i sintomi esordiscono prima dei 20 anni, con disturbi del comportamento e difficoltà di apprendimento. La caratteristica predominante di questa malattia è la è la corea che si estende gradualmente a tutti i muscoli. Altri movimenti involontari comprendono i tic, simili a quelli della sindrome di Tourette. Ad oggi non ci sono terapie in grado di curare questa patologia

I ricercatori hanno spiegato che questi nanosistemi o nanoparticelle sono stati modificati in modo opportuno, come un “cavallo di Troia”, capace di trasportare farmaci dalla periferia al cervello. La tecnologia di nanoformulazione alle base di queste nanoparticelle, può essere adattata per sviluppare altre molecole da veicolare sempre nel cervello e capaci di curare altre malattie neurodegenerative.

Il team di ricerca è formato da Marta Valenza, Elena Cattaneo, Giulia Birolini dell’Università Statale di Milano e Istituto Nazionale di Genetica Molecolare (INGM) “Romeo ed Enrica Invernizzi” e da Giovanni Tosi, Barbara Ruozi, Jason T.Duskey, Ilaria Ottonelli dell’Università di Modena e Reggio Emilia, NanotechLab, Te.Far.T.I – gruppo proff.aria AngelaVandelli e Flavio Forni.

La tua opinione in un clic

Cosa ne pensi?

La sala è aperta

Entra nella conversazione

Condividi il tuo punto di vista: non serve creare un account. I contributi restano soggetti alla moderazione editoriale.

Traguardo della community7 / 10
Mancano 3 interventi al prossimo traguardo.
Le vostre voci

7 commenti

  1. Avatar di vincenzo
    Vincenzo
    Commento ridotto dalla communityHa ricevuto molte valutazioni negative.
    Credo che sia il momento di arrivare ad una cura efficace .lo meritano tutti i pazienti speranzosi e tutti i parenti che ve ne si occupano.swcondo me e la via piu giusta intrapresa fino ad oggi
    Valuta questo commento
    1. Avatar di alida
      Alida
      In risposta a Vincenzo
      Commento ridotto dalla communityHa ricevuto molte valutazioni negative.
      Vi sono sempre più casi di demenza ad esordio precoce , purtroppo e nessuno o pochi ne parlano .Non vi sono risorse per queste malattie degenerative e la ricerca spesso è fatta solo di vane speranze per i malati edi famigliari .Intanto il tempo passa e la demenza avanza .In Italia queste malattie sono considerate le malattie dei vecchi e vi sono troppi stigma a riguardo
      Valuta questo commento
  2. Avatar di luigia paragone
    Luigia Paragone
    Commento ridotto dalla communityHa ricevuto molte valutazioni negative.
    Ma è efficace anche contro l’Alzheimer?
    Valuta questo commento
  3. Avatar di maria luciani-corso
    Maria Luciani-Corso
    Commento ridotto dalla communityHa ricevuto molte valutazioni negative.
    Ho due figli con la corea di Huntington..penso che è ora di iniziare con qualche cura..fin ora erano solo chiacchiere..cmq finché verra una cura loro non ci saranno più..
    Valuta questo commento
    1. Avatar di filomena
      Filomena
      In risposta a Maria Luciani-Corso
      Commento ridotto dalla communityHa ricevuto molte valutazioni negative.
      Ma è già in atto ?
      Valuta questo commento
  4. Avatar di carmela rodolico
    Carmela Rodolico
    Commento ridotto dalla communityHa ricevuto molte valutazioni negative.
    Lo Stato dovrebbe aumentare i sussidi destinati a stimolare la ricerca di cure in grado di fermare questa malattia ed altre malattie neurodegenerative..Investire nella sanità pubblica è cosa saggia e giusta perchè la vita e la salute sono i beni preziosi su cui si fonda ogni società civile.
    Valuta questo commento
  5. Avatar di cinzia
    Cinzia
    Commento ridotto dalla communityHa ricevuto molte valutazioni negative.
    Le demenze tutte davvero devastanti . Quella frontotemporale sembra non interessi nemmeno ai ricercatori . Non se ne sente mai parlare , mai che si abbia un accenno di studio. Spero tanto in queste nuove nanoparticelle.
    Valuta questo commento

Aggiungi la tua voce

Partecipazione libera: inserisci i dati richiesti e pubblica senza registrarti.