Spider Crater è un antico cratere da impatto meteorico dell’Australia occidentale che, visto dai satelliti, assomiglia a un ragno. Non si tratta di una nuova caduta di meteorite: la NASA ha pubblicato il 13 ottobre 2026 una fotografia acquisita da Landsat 9 il 20 settembre. La forma spettacolare è il risultato di un impatto antichissimo seguito da centinaia di milioni di anni di erosione.
Dove si trova il cratere a forma di ragno
La struttura si trova nella regione di Kimberley, in Australia occidentale. L’intera formazione ha una sagoma ovale lunga circa 13 chilometri e larga 11; la porzione centrale con le caratteristiche creste simili a zampe misura circa quattro chilometri. La fotografia NASA Earth Observatory del 13 ottobre 2026 è stata ottenuta con il sensore OLI di Landsat 9, un satellite di osservazione della Terra gestito insieme allo United States Geological Survey.
Perché sembra proprio un ragno
La somiglianza deriva da creste chiare di arenaria che si irradiano da un centro. Secondo i geologi sono i resti di un sollevamento centrale, una parte del fondale del cratere risalita durante il rimbalzo della roccia subito dopo l’urto. L’erosione ha consumato molti strati più fragili lasciando in rilievo le dorsali più resistenti. Non sono tunnel, zampe artificiali o una struttura biologica: sono rocce deformate dalla collisione e modellate dal tempo.
Come sappiamo che è un impatto e non un vulcano
Per anni l’origine della formazione è stata discussa. Le prime ipotesi comprendevano anche una spiegazione vulcanica. Gli studi geologici sul campo hanno poi individuato gli shatter cones, fratture caratteristiche a forma di cono prodotte dalle onde d’urto ad altissima pressione. I ricercatori hanno inoltre analizzato quarzo e cristalli di zircone deformati dall’impatto. Sono indizi mineralogici più convincenti della sola forma osservata dall’alto: un rilievo circolare, da solo, non prova una collisione cosmica.
Quanti anni ha Spider Crater?
La data precisa dell’impatto è ancora incerta. Basandosi sull’età delle rocce della regione, le stime riportate dalla NASA collocano la formazione tra 900 e 600 milioni di anni fa, nel tardo Precambriano. Non possiamo trasformare questo intervallo in un anno esatto, né dedurre direttamente il diametro del meteorite dai 13 chilometri della struttura oggi visibile: erosione e deformazione hanno modificato il cratere originario.
Che cosa mostra davvero la nuova immagine satellitare
L’immagine del settembre 2026 permette di leggere il contrasto fra le creste chiare e il paesaggio arido circostante. È utile per osservare l’organizzazione delle rocce su grande scala e confrontarla con la mappatura effettuata sul terreno. L’immagine è recente, ma il cratere era già noto agli scienziati: la notizia è la fotografia e la spiegazione geologica offerta dalla NASA, non la scoperta di un nuovo impatto.
Per capire come i ricercatori identificano altre strutture da collisione, su Tech abbiamo già raccontato il dibattito sull’età dei più antichi crateri meteorici e il caso del corpo celeste che ha formato Chicxulub. Le prove si cercano nelle rocce, non soltanto nelle immagini spettacolari.
Perché queste formazioni interessano anche lo studio di altri pianeti
Sulla Terra vento, acqua, tettonica ed erosione possono cancellare quasi completamente i segni degli impatti. Su altri corpi del Sistema solare alcuni crateri si conservano molto più a lungo. Studiare sollevamenti centrali, fratture da shock e deformazioni delle rocce aiuta a interpretare i paesaggi di Marte e della Luna. Spider Crater è quindi una sorta di laboratorio naturale per comprendere una storia geologica che il semplice colpo d’occhio non può ricostruire.




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