L’asteroide che colpì la Terra circa 66 milioni di anni fa e contribuì all’estinzione dei dinosauri non aviani era con ogni probabilità una rara condrite carbonacea di tipo CO. È quanto indicano nuove analisi isotopiche pubblicate nel 2026, che restringono in modo significativo l’identità dell’impattatore di Chicxulub.
C’è però una correzione importante rispetto alle ricostruzioni precedenti: non possiamo ancora dire con certezza da quale regione del Sistema Solare provenisse. Le ipotesi compatibili includono zone più esterne e la parte esterna della fascia principale degli asteroidi, vicino a Giove.

Cosa ha scoperto lo studio del 2026
Lo studio pubblicato su Science Advances ha misurato con grande precisione gli isotopi del nichel conservati nelle argille marine depositate al limite Cretaceo-Paleogene.
Quei sottili strati contengono una piccolissima quantità del materiale extraterrestre lasciato dall’impatto. Confrontando la firma isotopica con diverse famiglie di meteoriti, i ricercatori hanno ristretto l’identità del corpo a condriti carbonacee di tipo CO, dette anche condriti di Ornans, e ad alcuni materiali non raggruppati con caratteristiche simili.
È un risultato più specifico rispetto alla precedente classificazione generica come asteroide carbonaceo. Le condriti CO sono materiali molto primitivi, formatisi nelle prime fasi del Sistema Solare e oggi estremamente rari tra i meteoriti raccolti sulla Terra.

Perché gli isotopi del nichel sono così utili
Un asteroide di circa 10-15 chilometri che impatta a velocità enorme non lascia una roccia intatta da analizzare. Gran parte del corpo viene vaporizzata e distribuita nell’atmosfera e nei sedimenti.
Per questo i ricercatori cercano firme chimiche che funzionino come un’impronta. Gli isotopi sono versioni dello stesso elemento con un diverso numero di neutroni. Rapporti isotopici differenti possono distinguere materiali formatisi in regioni e condizioni diverse del giovane Sistema Solare.
| Domanda | Risposta aggiornata |
|---|---|
| Che tipo di asteroide colpì la Terra? | Probabilmente una condrite carbonacea CO |
| Era una cometa? | Le analisi favoriscono fortemente uno scenario asteroidale |
| Proveniva certamente oltre Giove? | No, la regione precisa di origine resta incerta |
| Quanto era grande? | Le stime comunemente usate sono circa 10-15 km |
| Dove colpì? | Nell’attuale penisola dello Yucatán, formando il cratere di Chicxulub |
La provenienza resta il punto aperto
Identificare la famiglia del meteorite non equivale a ricostruirne con precisione l’orbita di 66 milioni di anni fa. Le condriti carbonacee sono associate a corpi primitivi, ma la nuova firma del nichel non indica una singola posizione da cui l’asteroide deve necessariamente essere partito.
Le possibilità discusse includono regioni lontane del Sistema Solare ricche di materiale primitivo oppure la zona esterna della fascia degli asteroidi. Per questo il vecchio titolo che parlava di origine “confermata” ai confini del Sistema Solare era troppo netto e andava corretto.
Cosa cambia per la ricostruzione dell’estinzione
La composizione del corpo può aiutare a capire anche quali sostanze furono immesse nell’atmosfera. Le condriti CO contengono relativamente pochi elementi volatili rispetto ad altre condriti carbonacee, compreso meno zolfo.
Questo rende ancora più importante distinguere ciò che proveniva dall’asteroide da ciò che venne vaporizzato nel sito dell’impatto e sollevato dalla crosta terrestre. Nel nostro approfondimento aggiornato su asteroide, vulcani e cause dell’estinzione dei dinosauri spieghiamo come le prove più recenti separano il ruolo di Chicxulub da quello delle Trappole del Deccan.
Il quadro è coerente anche con le ricerche che mostrano ecosistemi ancora ricchi poco prima della catastrofe. L’articolo sui dinosauri che prosperavano fino alla fine del Cretaceo riassume perché un lento declino globale prima dell’impatto non è necessario per spiegare la loro scomparsa.
Cosa sappiamo e cosa resta da scoprire
- È molto solido il collegamento fra Chicxulub e l’estinzione K-Pg.
- È molto probabile che l’impattatore fosse una rara condrite carbonacea CO.
- Non è ancora definita la regione precisa del Sistema Solare da cui proveniva.
- Le nuove analisi aiutano a ricostruire quali polveri e sostanze abbiano contribuito alla crisi climatica dopo l’impatto.
La novità del 2026 quindi non è che sia stato scoperto un nuovo colpevole. È che la geochimica ha ristretto molto l’identità di un oggetto vaporizzato decine di milioni di anni fa, mostrando quanto materiale possa ancora essere estratto da uno strato di argilla spesso pochi centimetri.



