Se vuoi chattare senza collegare il tuo numero di telefono all’account, nel 2026 hai diverse alternative reali. SimpleX, Session, Threema, Jami, Briar e Conversations seguono approcci differenti, ma nessuna delle sei obbliga a registrare un numero di cellulare per iniziare a comunicare.
La differenza rispetto a WhatsApp, Telegram o Signal è importante: nascondere il numero agli altri utenti non equivale a non fornirlo al servizio durante la registrazione. Per questo la scelta cambia se cerchi soltanto maggiore riservatezza oppure vuoi un account che nasca senza SIM.

Le 6 app senza numero di telefono da considerare nel 2026
| App | Numero richiesto | Email richiesta | Punto forte | Limite principale |
|---|---|---|---|---|
| SimpleX Chat | No | No | Nessun ID utente globale | Meno immediata delle app più diffuse |
| Session | No | No | Account anonimo e rete decentralizzata | Chiamate ancora con caratteristiche diverse dai messaggi |
| Threema | No | No | ID casuale e app matura | È a pagamento |
| Jami | No | No | Peer-to-peer e multipiattaforma | Base utenti ridotta |
| Briar | No | No | Bluetooth, Wi-Fi e Tor | Principalmente orientata ad Android |
| Conversations | No | Dipende dal provider XMPP | Protocollo federato XMPP | Richiede un account XMPP |
1. SimpleX Chat: nessun numero, email o ID globale
SimpleX Chat è l’opzione più radicale se il tuo obiettivo è non associare la chat a un identificatore personale. Il progetto spiega nella documentazione ufficiale che la rete non assegna agli utenti un numero, un indirizzo email, un nome utente o un ID globale.
I contatti vengono collegati tramite indirizzi temporanei e code di messaggi separate. Non esiste quindi una rubrica centrale nella quale cercare un profilo conoscendone il numero. Questo riduce la quantità di metadati associabili a una singola identità, ma richiede di condividere un link o un codice con la persona che vuoi contattare.
SimpleX è disponibile su smartphone e desktop. È adatta a chi mette al primo posto la privacy dell’identità e accetta un sistema di contatto meno familiare rispetto a WhatsApp.
2. Session: account senza telefono ed email
Session permette di aprire un account senza numero di cellulare e senza indirizzo email. Al posto di questi dati genera un Account ID e una frase di recupero che va conservata con attenzione.
La FAQ ufficiale di Session conferma che la messaggistica passa attraverso una rete decentralizzata con onion routing, pensata per ridurre l’esposizione di indirizzi IP e metadati durante l’invio dei messaggi.
C’è però una distinzione da conoscere: le chiamate vocali e video seguono un collegamento peer-to-peer e hanno un modello di esposizione della rete diverso rispetto ai messaggi. Se la tua priorità è la riservatezza, conviene valutare separatamente chat e chiamate.
3. Threema: un ID casuale al posto del numero
Threema assegna a ogni account un Threema ID casuale. Numero di telefono ed email possono essere collegati in modo facoltativo per rendere più semplice trovare i contatti, ma non sono necessari per aprire e usare l’account.
È una soluzione interessante se vuoi un’app tradizionale, con chat, gruppi e chiamate, senza dipendere dal numero. Il principale ostacolo è il prezzo: Threema non segue il modello gratuito delle alternative più popolari.
4. Jami: chat peer-to-peer senza dati personali
Jami non richiede numero di telefono, email o altri dati personali per creare un account. L’identità nasce da una chiave crittografica e le comunicazioni sono peer-to-peer con crittografia end-to-end.
Un vantaggio poco comune è la possibilità di comunicare tra dispositivi collegati alla stessa rete locale anche quando Internet non è disponibile. Jami offre messaggi, chiamate, videochiamate, gruppi, condivisione dello schermo e versioni per Android, iOS, Windows, macOS e Linux.
5. Briar: chat senza SIM anche quando Internet manca
Briar è pensata per giornalisti, attivisti e persone che devono comunicare anche in condizioni di rete difficili. Per aprire l’account bastano un nickname e una password: il profilo viene conservato sul dispositivo e non dipende da un numero di telefono.
Quando Internet è disponibile, Briar può collegarsi tramite Tor. In caso di blackout o rete assente può sincronizzare i messaggi tra dispositivi vicini usando Bluetooth o Wi-Fi. Questa caratteristica la rende diversa dalle normali app di chat, che smettono di funzionare appena manca la connessione ai propri server.
Il rovescio della medaglia è una gestione dell’account più severa: se perdi il dispositivo o dimentichi la password non hai il classico recupero cloud basato su email o SMS.
6. Conversations: messaggistica XMPP senza numero
Conversations è un client Android per XMPP, il protocollo conosciuto anche come Jabber. Non serve un numero di telefono, ma devi avere un account presso un server XMPP, con un indirizzo simile a una email.
Il vantaggio è la natura federata: non sei legato a un solo gestore e puoi scegliere il server che preferisci oppure amministrarne uno. Conversations supporta OMEMO per la crittografia end-to-end, chat di gruppo, condivisione di file e chiamate.

Quale app scegliere se non vuoi dare il numero
La scelta dipende da ciò che vuoi ottenere. Se cerchi il minor numero possibile di identificatori, SimpleX è la proposta più particolare. Se preferisci un account anonimo con una struttura più simile alle app tradizionali, Session è più immediata.
Threema ha senso se accetti di pagare per un servizio maturo. Jami è adatta a chi vuole messaggi e chiamate peer-to-peer su molti sistemi operativi. Briar è interessante quando conta poter comunicare anche senza Internet. Conversations è indicata a chi conosce XMPP o vuole una rete federata.
| Esigenza | Scelta da valutare |
|---|---|
| Nessun numero, email o ID globale | SimpleX |
| Account anonimo e messaggi decentralizzati | Session |
| App tradizionale senza numero obbligatorio | Threema |
| Peer-to-peer e chiamate multipiattaforma | Jami |
| Chat anche con Internet assente | Briar |
| Protocollo federato e server a scelta | Conversations |
WhatsApp e Telegram funzionano senza numero?
Qui bisogna separare due concetti. Nascondere il numero agli altri utenti non significa registrarsi senza numero. WhatsApp sta distribuendo i nomi utente, che riducono la necessità di condividere il recapito personale nelle nuove conversazioni, ma l’account resta legato al sistema di registrazione del servizio.
Abbiamo spiegato lo stato del rollout nella guida agli username WhatsApp in Italia. Telegram permette da tempo di nascondere il numero e farsi trovare tramite username, ma il numero continua ad avere un ruolo nella registrazione dell’account.
Senza numero non significa automaticamente anonimo
Un’app può evitare il numero di cellulare e raccogliere comunque altri dati tecnici. Indirizzo IP, notifiche push, backup, rubrica, sistema operativo e metadati delle connessioni possono avere un peso diverso in base al servizio.
Per questo conviene controllare quattro aspetti prima di scegliere:
- quali dati sono richiesti per aprire l’account;
- come vengono aggiunti i contatti;
- dove vengono conservati messaggi e backup;
- come si recupera l’account se perdi il telefono.
Se vuoi spingerti oltre la sola scelta dell’app, può essere utile anche capire quali sistemi operativi per smartphone puntano di più sulla privacy.
Si può chattare senza SIM?
Sì. Se l’app non richiede il numero e il dispositivo ha accesso al Wi-Fi, puoi messaggiare anche senza una SIM inserita. SimpleX, Session, Threema, Jami e Conversations possono funzionare tramite una connessione dati indipendente dalla rete mobile.
Briar e Jami aggiungono scenari particolari. Briar può scambiare dati tra dispositivi vicini tramite Bluetooth o Wi-Fi, mentre Jami consente comunicazioni sulla stessa rete locale anche senza accesso a Internet.
La scelta più semplice nel 2026
Se vuoi soltanto evitare di consegnare il numero di cellulare a un nuovo servizio, SimpleX, Session e Threema sono le tre opzioni da valutare per prime. SimpleX riduce al minimo il concetto stesso di identità globale, Session punta su account anonimi e rete decentralizzata, Threema offre un’esperienza più tradizionale in cambio di un costo iniziale.
Jami, Briar e Conversations restano alternative valide per esigenze più specifiche. La scelta migliore non dipende soltanto da quanta privacy promette l’app, ma anche da quali dispositivi devi collegare, come vuoi recuperare l’account e con quali persone devi comunicare.



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