Google Meet può effettuare il check-in automatico nella sala quando partecipi in Companion mode da Android o iPhone. Il sistema usa il microfono del telefono o del tablet per rilevare il segnale a ultrasuoni emesso dall’hardware Meet della sala.
La disponibilità generale è iniziata il 9 settembre 2026. Su Android il rollout era previsto in completamento entro il 10 settembre, mentre su iOS Google ha indicato una distribuzione graduale fino a 15 giorni.
Requisiti minimi
- Android: Google Meet 367.0 oppure Gmail 2026.06.29 o successive.
- iOS: Google Meet 374.0 oppure Gmail 6.0.260824 o successive.
- Una sala con hardware Google Meet e rilevamento di prossimità attivo.
- Accesso a un account compatibile con Google Workspace o Workspace Individual.

Come funziona il check-in automatico
- Apri la schermata pre-riunione sul telefono o tablet.
- Entra fisicamente nella sala con hardware Meet.
- Quando viene rilevato il segnale di prossimità, Companion mode viene evidenziato nella schermata iniziale.
- Entra nella riunione in Companion mode.
- Google Meet effettua automaticamente il check-in nella sala rilevata.
Se il rilevamento non funziona, il check-in manuale resta disponibile dopo l’ingresso nella riunione. Per le sale compatibili puoi usare anche il codice stanza di 5 caratteri come alternativa quando il collegamento automatico non individua l’hardware.
Se il check-in non parte
Controlla prima la versione di Meet o Gmail installata sul dispositivo. Poi verifica che il microfono sia disponibile per l’app e che l’amministratore non abbia disattivato il rilevamento di prossimità per quella sala. La funzione è attiva per impostazione predefinita, ma può essere gestita a livello di stanza.
Se Companion mode non viene evidenziato, prova comunque a entrare nella riunione e usa il check-in manuale. Evita di reinstallare l’app come primo tentativo: una versione troppo vecchia o una configurazione della sala spiegano più direttamente l’assenza del rilevamento.

Il microfono serve anche se non parli?
Per questo specifico passaggio sì: Google spiega che la green room usa il microfono del dispositivo per rilevare il segnale a ultrasuoni della sala. Il rilevamento serve ad associare la persona all’hardware vicino e semplificare il check-in in Companion mode.
Guide collegate
Nel cluster Meet trovi anche la guida agli appunti automatici con almeno tre partecipanti. Sono funzioni diverse, ma entrambe riducono passaggi manuali nelle riunioni gestite con Google Workspace.
Fonte ufficiale
Google ha annunciato il rollout generale nel Workspace Updates Blog il 9 settembre 2026.
In sintesi: aggiorna Meet o Gmail alle versioni minime, verifica che il rilevamento di prossimità sia attivo nella sala e usa Companion mode. Se l’automazione non parte, il check-in manuale resta disponibile.