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Asfalto a 65 gradi: perché fa così caldo in città?

Una misura termica a Milano mostra quanto le superfici urbane amplificano le ondate di calore estive

3 min di lettura
Asfalto a 65 gradi: perché fa così caldo in città?

Asfalto a 65 gradi non è solo un numero curioso da termocamera. È il segnale concreto di come una città possa diventare molto più calda dell’aria che respiri, soprattutto durante una nuova ondata di calore alimentata dall’anticiclone subtropicale africano.

La misura è stata effettuata a Milano il 23 giugno, alle 16:00, su una superficie esposta al sole. Il punto non è stabilire un record locale, ma capire perché camminare, lavorare o aspettare un autobus in città può diventare molto più faticoso di quanto dica il meteo.

Perché l’asfalto a 65 gradi rende il caldo più pesante

Asfalto a 65 gradi: perché fa così caldo in città?

L’asfalto assorbe molta radiazione solare e la restituisce lentamente sotto forma di calore. Per questo una strada può raggiungere temperature molto superiori a quelle dell’aria. Il problema aumenta dove ci sono pochi alberi, poca ombra, superfici scure e materiali che trattengono energia per ore.

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È il meccanismo delle isole di calore urbane: quartieri pieni di cemento, tetti, parcheggi e traffico restano più caldi delle aree verdi vicine. Il risultato lo senti sulla pelle, ma anche negli edifici, nei consumi elettrici e nella qualità del sonno.

Qui la tecnologia aiuta a rendere visibile il fenomeno. Una termocamera non misura la temperatura dell’aria, ma quella della superficie. Vedere 65 °C sul display significa osservare quanta energia viene accumulata dal suolo urbano nelle ore peggiori della giornata.

Anticiclone africano e crisi climatica: cosa c’entra davvero

L’anticiclone subtropicale africano non è una novità. La differenza è che negli ultimi anni queste configurazioni tendono a presentarsi con maggiore frequenza, intensità e durata. Non ogni singola ondata di calore può essere attribuita automaticamente alla crisi climatica, ma il quadro generale è coerente.

Gli indicatori climatici ISPRA mostrano segnali chiari: nel 2024 in Italia sono aumentate le notti tropicali di 25,2 giorni rispetto alla media 1991-2020, mentre i giorni torridi sono cresciuti di 11,4 giorni. Sono numeri che descrivono un’estate sempre meno normale.

Il caldo urbano si lega anche ad altri temi scientifici che raccontano come interpretiamo i dati. Vale per il clima, ma anche per la ricerca medica, dove una nuova lettura può cambiare il quadro, come nel caso della nuova teoria sull’Alzheimer.

Cosa cambia per il tuo corpo e per le città italiane

Asfalto a 65 gradi: perché fa così caldo in città?

Quando il suolo resta caldo, il corpo fatica di più a disperdere calore. Il rischio aumenta per anziani, bambini, lavoratori all’aperto e persone con patologie cardiovascolari o respiratorie. Anche il tragitto quotidiano può diventare un’esposizione prolungata, soprattutto tra le 12:00 e le 18:00.

Le città possono ridurre l’impatto con più alberi, superfici chiare, tetti verdi, ombreggiamento, fontane accessibili e piani di adattamento climatico. Non sono dettagli estetici. Sono infrastrutture di salute pubblica, come lo sono le reti elettriche quando devono reggere l’aumento dei climatizzatori.

Asfalto a 65 gradi: perché fa così caldo in città?

Il punto è culturale oltre che tecnico. Se continuiamo a progettare spazi urbani come se il clima fosse quello di trent’anni fa, ogni estate diventerà una prova di resistenza. È lo stesso vuoto di visione che emerge quando ci chiediamo perché abbiamo perso la visione del futuro.

Il dato dell’asfalto a 65 gradi serve proprio a questo: trasformare una sensazione in una misura. La domanda ora non è se farà caldo anche la prossima estate, ma quanto velocemente le città sapranno adattarsi a un caldo che non è più solo fastidio stagionale.

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