La rigenerazione naturale e il ripristino attivo delle foreste possono ridurre la perdita di alberi non solo dentro le aree restaurate, ma anche nei paesaggi circostanti. È il risultato di uno studio pubblicato su Nature Sustainability il 30 settembre 2026, basato su quasi 130.000 aree di restauro nell’Africa subsahariana. L’effetto, però, cambia molto in base al tipo di intervento e al contesto locale.
Cosa ha misurato lo studio
I ricercatori hanno costruito un database geospaziale di 129.982 poligoni di restauro, pari a circa 6,8 milioni di ettari distribuiti in 27 Paesi. Le aree sono state raggruppate in tre categorie: rigenerazione naturale, restauro attivo e agroforestazione.
Per capire se il restauro spostasse semplicemente la pressione di deforestazione altrove oppure producesse benefici più ampi, il team ha confrontato la perdita di copertura arborea dentro i progetti e in fasce di 5 e 10 chilometri attorno alle aree restaurate con zone di controllo comparabili.

La rigenerazione naturale può avere effetti oltre i confini
Con il metodo basato su aree di controllo mai restaurate, la rigenerazione naturale è stata associata dopo dieci anni a una riduzione della perdita di alberi di 2,3 punti percentuali dentro le aree restaurate, 5,6 punti nella fascia di 5 chilometri e 8,9 punti nella fascia di 10 chilometri.
Anche il restauro attivo ha mostrato in diversi confronti una diminuzione della perdita di alberi dentro e attorno ai progetti. Gli autori definiscono questo fenomeno positive leakage: il beneficio del restauro si estende oltre il confine formale dell’intervento.
Perché il beneficio può estendersi al paesaggio
Lo studio non misura direttamente una singola causa, ma indica diversi meccanismi plausibili. Progetti ben gestiti possono migliorare la partecipazione delle comunità, creare lavoro, aumentare l’offerta locale di legna e altri prodotti forestali e ridurre la pressione sulle foreste vicine.
Anche condizioni di suolo e microclima migliori possono rendere più produttive le aree già coltivate, limitando l’incentivo ad aprire nuovi terreni. Questi effetti non sono automatici e dipendono da governance, diritti sulla terra, incentivi e coinvolgimento locale.

L’agroforestazione non ha dato sempre lo stesso risultato
L’agroforestazione ha mostrato un quadro più complesso. In alcuni contesti, dopo diversi anni, la perdita di alberi è risultata superiore rispetto alle aree di controllo, un possibile caso di negative leakage. Gli autori sottolineano che il risultato varia molto tra Paesi e sistemi produttivi.
Non significa che l’agroforestazione aumenti necessariamente la deforestazione. Significa invece che un progetto valutato solo dentro i suoi confini può nascondere effetti positivi o negativi nel paesaggio circostante.
Perché i risultati cambiano da Paese a Paese
Kenya e Tanzania mostrano diversi segnali di beneficio fuori dalle aree restaurate, mentre in altri Paesi compaiono effetti più deboli o anche aumenti locali della perdita di alberi. Il risultato dipende dalla storia d’uso del territorio, dalla pressione economica, dai sistemi di proprietà e dalle modalità con cui il restauro viene realizzato.
Il dato si collega a temi già seguiti su iCrewPlay Tech, come la Grande Muraglia Verde e i limiti della riforestazione su larga scala e il caso del cacao e della deforestazione in Liberia.
Quali sono i limiti
- molti progetti sono relativamente giovani e le prestazioni ecologiche di lungo periodo restano incerte;
- gli effetti variano molto tra Paesi e tipi di restauro;
- le stime dipendono da confronti statistici con aree di controllo e non possono catturare ogni differenza locale;
- gli stessi autori segnalano possibili bias di selezione in alcuni confronti, soprattutto per l’agroforestazione.
Cosa cambia davvero
Il messaggio principale è che il successo del restauro non dovrebbe essere misurato soltanto contando gli alberi dentro un progetto. Per capire se una politica funziona davvero bisogna verificare anche che cosa succede nei chilometri circostanti: in alcuni casi il beneficio si diffonde, in altri la pressione può semplicemente spostarsi.
La fonte primaria è lo studio Restoration-driven positive and negative leakage in sub-Saharan Africa, pubblicato su Nature Sustainability il 30 settembre 2026.





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