Tech iCrewPlay.comTech iCrewPlay.com
  • Scienza
  • Spazio
  • Natura
    • Cambiamenti climatici
  • Curiosità
  • Salute
  • Tecnologia
    • App e software
    • Prodotti Audio
    • Domotica e IoT
    • Elettrodomestici
    • Guide
    • Hardware e periferiche
    • Notebook e PC
    • Smartphone e tablet
    • Visione Digitale
    • Wearable
    • Cronologia
    • Seguiti
    • Segui
Cerca
  • Anime
  • Arte
  • Cinema
  • gamecast
  • Libri
  • Videogiochi
Copyright © Alpha Unity. Tutti i diritti riservati.​
Lettura: La Grande Muraglia Verde cresce veloce, ma non per sempre
Share
Notifica
Ridimensionamento dei caratteriAa
Tech iCrewPlay.comTech iCrewPlay.com
Ridimensionamento dei caratteriAa
  • Anime
  • Arte
  • Cinema
  • gamecast
  • Libri
  • Videogiochi
Cerca
  • Scienza
  • Spazio
  • Natura
    • Cambiamenti climatici
  • Curiosità
  • Salute
  • Tecnologia
    • App e software
    • Prodotti Audio
    • Domotica e IoT
    • Elettrodomestici
    • Guide
    • Hardware e periferiche
    • Notebook e PC
    • Smartphone e tablet
    • Visione Digitale
    • Wearable
    • Cronologia
    • Seguiti
    • Segui
Seguici
  • Contatto
  • Media Kit
  • Chi siamo
  • Lavora con noi
  • Cookie Policy
  • Disclaimer
Copyright © Alpha Unity. Tutti i diritti riservati.​
NotiziaCambiamenti climatici

La Grande Muraglia Verde cresce veloce, ma non per sempre

Il maxi piano cinese mostra un forte assorbimento di CO2, ma le foreste naturali restano decisive nel lungo periodo.

Redazione 1 ora fa 6
SHARE

La Grande Muraglia Verde cinese sta crescendo più rapidamente del previsto, ma il dato più interessante non riguarda solo il numero di alberi piantati. Una nuova analisi pubblicata su Geophysical Research Letters mostra che le foreste artificiali create in Cina aumentano la propria superficie fogliare più velocemente delle foreste naturali.

Contenuti di questo articolo
Perché gli alberi piantati in Cina crescono più in frettaLa riforestazione aiuta il clima, ma non sostituisce le foreste naturaliIl successo contro la desertificazione resta una lezione utile

Il progetto cinese è iniziato nel 1978 per rallentare l’avanzata dei deserti del Gobi e del Taklamakan. In quasi cinque decenni sono stati piantati circa 66 miliardi di alberi, con l’obiettivo di completare l’intervento entro il 2050.

Il nuovo studio sposta però la domanda: questi alberi servono solo a fermare sabbia e tempeste di polvere, oppure possono diventare anche uno strumento climatico efficace? La risposta è positiva, ma con un limite importante: il vantaggio sembra forte nel breve periodo, non necessariamente nel lungo.

Leggi Altro

EFSA lega la Salmonella ai noodles, ma il rischio è in dispensa
BYD voleva entrare in Renault, ma Parigi ha frenato
EFSA conferma l’allarme diossine, ma non punta il dito su un solo alimento
Le prime stelle erano meno giganti, e la turbolenza cambia tutto
Pubblicità

Perché gli alberi piantati in Cina crescono più in fretta

Foreste piantate nel nord della cina per frenare desertificazione e assorbire co2

Le foreste piantate nella Grande Muraglia Verde cinese mostrano un aumento della superficie fogliare più rapido perché sono giovani, gestite dall’uomo e spesso composte da specie a crescita veloce. Questo le rende efficienti nell’assorbire CO2, ma non le trasforma automaticamente in foreste mature e resilienti.

I ricercatori hanno usato dati satellitari per misurare il leaf area index, cioè l’indice di area fogliare. È un indicatore importante perché descrive quanta superficie di foglie è presente in una zona e aiuta a stimare la capacità della vegetazione di intercettare luce, crescere e assorbire carbonio.

Il risultato è netto: le foreste piantate in Cina hanno aumentato la superficie fogliare circa del 66% più rapidamente rispetto alle foreste naturali. Anche confrontando foreste di età e condizioni simili, quelle piantate risultano ancora più veloci del 4,6%.

La ricerca, pubblicata nell’articolo scientifico su Geophysical Research Letters, suggerisce che queste foreste rispondano in modo più marcato all’aumento della CO2 atmosferica. Non è solo merito della natura: gestione, specie selezionate e rimozione della vegetazione concorrente possono amplificare l’effetto.

La riforestazione aiuta il clima, ma non sostituisce le foreste naturali

La grande muraglia verde cresce veloce, ma non per sempre

Il punto centrale è la differenza tra crescita rapida e stoccaggio stabile del carbonio. Una foresta giovane può assorbire CO2 con grande velocità, ma una foresta naturale matura offre biodiversità, suolo più stabile, maggiore complessità ecologica e una capacità di resistere meglio a stress prolungati.

Nella Grande Muraglia Verde cinese, il vantaggio delle foreste piantate sembra raggiungere il massimo quando gli alberi hanno circa 30 o 40 anni. Dopo questa fase, il ritmo cala in modo più evidente. Le foreste naturali crescono più lentamente, ma tendono a mantenere un contributo più costante nel tempo.

Questo dato è importante anche per i modelli climatici. Molte valutazioni globali considerano le foreste come una categoria unica, senza distinguere abbastanza tra foreste naturali, piantagioni giovani, specie miste, gestione umana ed età degli alberi.

Il rischio è sopravvalutare il ruolo della riforestazione se si guarda solo alla crescita iniziale. Piantare alberi non equivale sempre a creare una foresta. Una piantagione può catturare carbonio nel breve periodo, ma resta più fragile se ha poca diversità o se dipende da interventi continui.

  • le foreste piantate possono assorbire CO2 rapidamente nei primi decenni
  • le foreste naturali restano più importanti per resilienza e biodiversità
  • i modelli climatici devono distinguere età, gestione e tipo di foresta
  • la riforestazione funziona meglio se non diventa solo una corsa ai numeri

Il successo contro la desertificazione resta una lezione utile

La Grande Muraglia Verde cinese non nasceva come progetto climatico. Il suo scopo principale era proteggere le praterie e le città dalle tempeste di sabbia, riducendo l’espansione dei deserti nelle regioni settentrionali del Paese.

Su questo fronte, il progetto ha prodotto risultati visibili. La copertura forestale nelle aree interessate è cresciuta dal 5% del 1978 a circa il 14% nel 2023. Questo ha contribuito a ridurre polveri e tempeste di sabbia, con effetti anche sulla qualità dell’aria in città sottovento come Pechino.

Resta però un equilibrio delicato. Alcuni tentativi di riforestazione falliscono perché scelgono specie poco adatte, consumano troppa acqua o creano piantagioni troppo uniformi. Il caso cinese mostra che la scala può fare la differenza, ma anche che la progettazione ecologica conta quanto il numero di alberi messi a dimora.

La lezione più concreta è che la riforestazione non basta da sola contro i cambiamenti climatici. Può essere uno strumento utile per assorbire carbonio, proteggere il suolo e ridurre la desertificazione, ma deve convivere con la tutela delle foreste naturali e con il taglio delle emissioni alla fonte.

Nei prossimi anni il nodo sarà capire come contabilizzare davvero il carbonio catturato dalle foreste piantate. Se il vantaggio cala dopo pochi decenni, le politiche climatiche dovranno smettere di contare solo gli alberi e iniziare a misurare meglio durata, biodiversità e stabilità degli ecosistemi.

TAGGED:cambiamenti climaticiGrande Muraglia Verde cineseriforestazioneCO2foreste
Condividi questo articolo
Facebook Twitter Copia il link
Share
Cosa ne pensi?
-0
-0
-0
-0
-0
-0
  • Contatto
  • Media Kit
  • Chi siamo
  • Lavora con noi
  • Cookie Policy
  • Disclaimer

Copyright © Alpha Unity. Tutti i diritti riservati.​

  • Anime
  • Arte
  • Cinema
  • gamecast
  • Libri
  • Videogiochi
Bentornato in iCrewPlay!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?