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Sicurezza AlimentareNotizia

EFSA conferma l’allarme diossine, ma non punta il dito su un solo alimento

La nuova soglia europea abbassa il margine di sicurezza e riporta l’attenzione sui contaminanti persistenti.

Redazione 1 ora fa 6
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Le diossine nel cibo tornano al centro della sicurezza alimentare europea. EFSA ha aggiornato la propria valutazione scientifica e conferma che l’esposizione attraverso la dieta continua a rappresentare un motivo di preoccupazione per la popolazione europea.

Contenuti di questo articolo
Perché EFSA abbassa la soglia sulle diossineDove si trovano diossine e PCB nella dietaChi rischia di più e cosa può cambiare nei controlliPer il consumatore conta la dieta complessiva, non il panico

Il nuovo parere, pubblicato il 10 giugno 2026, riguarda le diossine e i PCB diossina-simili, contaminanti ambientali persistenti che possono accumularsi nella catena alimentare. Il punto non è un singolo alimento da evitare, ma il livello complessivo di esposizione nel tempo.

La novità principale è la revisione della dose settimanale tollerabile: EFSA ha fissato un nuovo valore di 0,6 picogrammi per chilogrammo di peso corporeo a settimana, tre volte inferiore rispetto alla soglia usata nella valutazione del 2018.

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Perché EFSA abbassa la soglia sulle diossine

Efsa conferma l’allarme diossine, ma non punta il dito su un solo alimento

EFSA ha aggiornato il calcolo dopo la revisione dei fattori di tossicità equivalente dell’OMS del 2022. Questi valori servono a stimare la tossicità combinata di diossine e PCB diossina-simili, perché non tutte le molecole hanno lo stesso peso biologico.

La nuova soglia si basa soprattutto sui possibili effetti sullo sviluppo della riproduzione maschile. Le evidenze considerate includono dati da studi su animali e informazioni disponibili sull’uomo, con un approccio prudente tipico della valutazione del rischio alimentare.

Il parere completo è disponibile nel comunicato ufficiale EFSA sulle diossine e i PCB diossina-simili, mentre il documento scientifico è pubblicato sull’EFSA Journal.

Dove si trovano diossine e PCB nella dieta

Diossine e PCB diossina-simili non sono ingredienti aggiunti agli alimenti. Sono contaminanti ambientali che possono formarsi come sottoprodotti di processi industriali e restare nell’ambiente per molto tempo. Proprio per questa persistenza, entrano nella catena alimentare e possono concentrarsi nei grassi.

Gli alimenti più coinvolti sono di solito quelli di origine animale, in particolare latte e prodotti caseari, carne e pesce. Questo non significa che vadano eliminati dalla dieta, ma che il controllo pubblico sui livelli massimi resta decisivo.

La questione rientra in un tema più ampio: capire come i contaminanti arrivano nei prodotti che consumiamo. Lo stesso vale per altri casi di sicurezza alimentare, come il bisfenolo A nelle lattine, dove il problema non è la paura del singolo prodotto, ma la gestione del rischio lungo tutta la filiera.

EFSA segnala che l’esposizione alimentare stimata supera la nuova dose settimanale tollerabile in tutte le fasce d’età. Gli sforamenti più elevati riguardano bambini e ragazzi, perché il rapporto tra quantità ingerita e peso corporeo può rendere l’esposizione proporzionalmente più alta.

Chi rischia di più e cosa può cambiare nei controlli

Controlli di sicurezza alimentare su contaminanti persistenti come diossine e pcb

Un altro gruppo osservato con attenzione è quello delle donne in età fertile. Il motivo riguarda i potenziali effetti sui futuri figli maschi esposti attraverso la madre. È un punto delicato, perché sposta l’attenzione dalla singola esposizione immediata alla protezione lungo le fasi più sensibili dello sviluppo.

  • rafforzare i dati sui contaminanti negli alimenti di origine vegetale
  • raccogliere più informazioni su latte umano e sangue in diversi Paesi europei
  • migliorare i modelli che descrivono come queste sostanze si muovono nel corpo umano

Queste indicazioni non sono una lista di allarmi per il consumatore, ma una traccia per i gestori del rischio. In Europa i livelli massimi di diossine e PCB negli alimenti e nei mangimi sono già regolati, ma la nuova valutazione può influenzare future revisioni dei limiti e delle raccomandazioni alimentari.

Il tema si collega anche alla sorveglianza sanitaria e ambientale. Come accade per altri rischi che passano dalla filiera alimentare, dal monitoraggio dell’influenza aviaria nell’UE ai controlli sui contaminanti chimici, la qualità dei dati decide quanto siano tempestive le decisioni pubbliche.

Per il consumatore conta la dieta complessiva, non il panico

Il messaggio pratico è meno semplice di un divieto secco. Una dieta equilibrata e varia può ridurre il peso delle singole fonti alimentari, ma non sostituisce controlli ambientali, limiti industriali e campionamenti regolari.

Il vero punto è la prevenzione a monte. Le diossine e i PCB diossina-simili sono difficili da gestire perché restano nell’ambiente, si accumulano e non dipendono solo dalle scelte del singolo consumatore.

EFSA sta lavorando anche a una valutazione rischi-benefici sul consumo di pesce, richiesta dalla Commissione europea e attesa entro la fine del 2027. Sarà un passaggio importante, perché il pesce può offrire benefici nutrizionali, ma può anche contribuire all’esposizione ad alcuni contaminanti.

La domanda ora passa ai decisori europei e nazionali: i nuovi dati porteranno solo a controlli più mirati o anche a limiti più severi per alimenti e mangimi? La risposta definirà quanto la sicurezza alimentare europea riuscirà a tenere insieme salute, filiere produttive e fiducia dei consumatori.

TAGGED:sicurezza alimentarediossinePCBEFSAcontaminanti alimentari
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