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Starship esplode (di nuovo): la missione su Marte di SpaceX si allontana

L’ultima esplosione di Starship mette a rischio il piano di SpaceX per raggiungere Marte entro il 2026. Il tempo stringe, e i problemi si accumulano.

X-37b di spacex
X-37B di SpaceX
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Altro giro, altra esplosione. Il mega razzo Starship di SpaceX è tornato a far parlare di sé… nel peggiore dei modi. Stavolta non è nemmeno riuscito a lasciare la rampa di lancio prima di trasformarsi in una colonna di fuoco. Era mercoledì, in Texas. E no, non era un test qualsiasi: era un tassello chiave per puntare a Marte.

E invece? Fumo, detriti e un altro passo indietro per Elon Musk.

Musk fuori dalla politica, ma i razzi non decollano

Ora che l’era di Musk-burocrate si è chiusa (sì, ci siamo passati anche da lì), l’imprenditore può tornare a concentrarsi sulla sua vera ossessione: portare l’uomo su Marte. Ma le scadenze che si è imposto sono sempre più lontane dalla realtà.

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Secondo CNN, l’obiettivo di lanciare una missione senza equipaggio verso il Pianeta Rosso già nel 2026 sembra irrealistico. Il motivo? Una lista di problemi tecnici ancora da risolvere… e il tempo che corre.

Il nodo cruciale: la finestra di lancio

Starship esplode (di nuovo): la missione su marte di spacex si allontana

Ecco il punto: per raggiungere Marte, non puoi lanciare quando ti pare. Devi aspettare quella che in gergo si chiama finestra di trasferimento, cioè quando Terra e Marte sono nel giusto allineamento orbitale. Succede ogni due anni circa. La prossima? Fine 2026. E durerà solo qualche settimana.

Se SpaceX salta questa occasione, dovrà aspettare il 2028. E a quel punto, il sogno marziano slitta di almeno altri due anni. Non esattamente quello che Musk aveva in mente.

Problemi a non finire (e soluzioni ancora tutte da testare)

Primo test orbitale per starship

Per centrare l’obiettivo, SpaceX deve:

  • Far volare Starship senza che esploda
  • Riuscire a rifornirla in orbita, usando altri Starship come “distributori spaziali”
  • Migliorare lo scudo termico, che deve sopravvivere all’ingresso nell’atmosfera marziana e poi tornare sulla Terra
  • Capire come proteggere un equipaggio umano dalle radiazioni cosmiche

E la parte sul rifornimento in orbita? È tutta teoria. Come ha detto Bruce Jakosky, scienziato dell’Università del Colorado, “Non lo abbiamo mai fatto. Nessuno l’ha mai fatto. Mai trasferito carburante da una navicella a un’altra nello Spazio in modo autonomo.”

Insomma, la missione su Marte è ancora molto, molto lontana.

Musk ci crede ancora?

Se c’è una cosa che Musk sa fare è non mollare mai, anche quando tutto brucia — letteralmente. Ma tra scadenze mancate, razzi esplosi e ostacoli tecnici giganteschi, Starship è ancora ben lontano dall’essere il taxi interplanetario promesso.

E se SpaceX non riesce a cambiare rotta in fretta, il sogno marziano rischia di diventare… un miraggio.

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