La Valmalenco è uno dei pochi casi italiani in cui racconti di presunti UFO, segnalazioni ai Carabinieri, un documento dell’Aeronautica Militare e una lunga vicenda giudiziaria finiscono nello stesso fascicolo. Questo, però, non significa che esistano prove di visite extraterrestri. Significa che alcuni avvistamenti furono realmente segnalati alle autorità e che almeno un episodio del 2012 entrò nella documentazione ufficiale dell’Aeronautica.
La ricostruzione più corretta richiede di separare quattro livelli diversi: ciò che è documentato da atti pubblici, ciò che deriva dalle testimonianze, ciò che fu portato in tribunale e ciò che resta una semplice affermazione non verificata. È proprio questa distinzione a rendere la storia della Valmalenco più interessante delle versioni sensazionalistiche circolate negli anni.
Il punto fermo: l’avvistamento del 7 agosto 2012 è in un documento dell’Aeronautica

Il documento più solido dell’intera vicenda è il rapporto OVNI 2012 dell’Aeronautica Militare. Nell’elenco compare Chiesa in Valmalenco, in provincia di Sondrio, il 7 agosto 2012 alle 22:30 circa.
La scheda ufficiale descrive un solo oggetto di forma sferica, di colore giallo-rosso, osservato in cielo limpido e in movimento da nord verso sud. La quota indicata è circa 2.000 metri. Il passaggio più importante è la conclusione dell’Aeronautica: dai dati raccolti non fu possibile associare l’evento ad attività di volo o radiosondaggio conosciuta.
È una frase precisa. Non dice che l’oggetto fosse extraterrestre. Dice soltanto che, con le informazioni disponibili, non fu identificato con una normale attività aerea o di radiosondaggio registrata.
Cosa raccontarono i testimoni quella sera
Le ricostruzioni pubblicate successivamente riportano numerosi testimoni presenti nella zona di Chiesa in Valmalenco. L’allora comandante della stazione locale dei Carabinieri, Alessandro Di Roio, dichiarò di essere stato avvisato da cittadini e di avere osservato personalmente una luce arancio-rossa.
Nel materiale attribuito alla relazione del comandante vengono descritte una luce silenziosa, variazioni di intensità e un movimento percepito come anomalo. Altri testimoni riferirono osservazioni dalla piazza di Chiesa, da Caspoggio e da diversi punti della valle. Alcune fotografie furono inviate anche in forma anonima.
Qui va fatta una distinzione essenziale: la presenza di testimonianze multiple aumenta l’interesse del caso, ma non permette da sola di stabilire la natura dell’oggetto. Stime di quota, dimensioni e velocità effettuate a occhio, soprattutto di notte, possono essere molto imprecise.
Dal 2011 le segnalazioni arrivano alla caserma dei Carabinieri
La storia non comincia nel 2012. Di Roio ha raccontato che dal 2011 alcuni cittadini iniziarono a presentarsi alla stazione dei Carabinieri di Chiesa in Valmalenco per riferire sfere luminose, oggetti non identificati e altri fenomeni insoliti.
Secondo le sue dichiarazioni riportate dal Corriere della Sera, furono raccolte complessivamente 26 segnalazioni, mentre cinque sarebbero state inoltrate agli uffici superiori attraverso la procedura prevista per gli avvistamenti di oggetti volanti non identificati.
Questo è un punto importante: non risulta una “denuncia degli alieni” nel senso giudiziario del termine. Si trattava di segnalazioni raccolte dall’Arma e, in alcuni casi, trasmesse attraverso i canali istituzionali.
Gli altri avvistamenti: Pizzo Scalino, luci, sfere e presunte figure
Negli anni successivi alla prima ondata di segnalazioni la Valmalenco divenne un punto di riferimento per gruppi ufologici e appassionati. Vengono citati episodi al Pizzo Scalino, luci osservate sopra Chiesa e Caspoggio, sfere arancioni, oggetti fotografati sopra le montagne e perfino immagini interpretate come figure umanoidi.
Parte di questo materiale è confluito nel dossier difensivo presentato anni dopo in tribunale. Il problema è che non tutti gli episodi hanno lo stesso livello di verifica. Alcuni sono semplici testimonianze, altri fotografie senza una catena di acquisizione indipendente, altri ancora interpretazioni successive di immagini ambigue.
Anche nel dibattito ufologico sono emerse contestazioni. Alcune fotografie associate alla Valmalenco sono state accusate di rappresentare oggetti comuni o immagini manipolate. Per questo non è corretto mettere sullo stesso piano il rapporto ufficiale dell’Aeronautica del 2012 e tutte le fotografie circolate online negli anni successivi.
Il dossier di circa 200 pagine finisce in tribunale

Nel 2022 la vicenda degli avvistamenti entrò direttamente in un processo che riguardava Di Roio. La difesa presentò un dossier di circa 200 pagine contenente fotografie, segnalazioni e documentazione raccolta negli anni.
L’ex comandante era accusato, tra le altre cose, di falso ideologico in atto pubblico e truffa continuata. Secondo l’accusa avrebbe contabilizzato circa due ore e quaranta minuti di servizio non dovute, per un importo indicato dalla stampa in circa 100 euro lordi, 80 netti, durante attività che sarebbero state considerate estranee al servizio.
La difesa sosteneva invece che quelle attività rientrassero nei compiti istituzionali perché il comandante stava gestendo segnalazioni ricevute da cittadini. La tesi difensiva collegava inoltre l’inizio delle contestazioni ai rapporti inviati ai superiori sugli avvistamenti. Questa connessione, però, resta una tesi della difesa e non una conclusione giudiziaria che dimostri un tentativo istituzionale di occultare gli UFO.
Quanti processi ha affrontato Alessandro Di Roio?
La vicenda giudiziaria fu più ampia di un solo processo. Nel novembre 2023 RaiNews riferì che Di Roio aveva affrontato quattro procedimenti penali ordinari e due militari.
Nel 2022 il Tribunale militare di Verona lo prosciolse dalle accuse di diffamazione nei confronti di superiori dell’Arma. Nel gennaio 2023 il Tribunale di Sondrio lo prosciolse dalle accuse di truffa e falso ideologico relative agli ordini di servizio. La stampa locale specificò che quella decisione era stata pronunciata per non imputabilità, legata alle condizioni psicofisiche riconosciute nel periodo contestato.
Nel novembre 2023 RaiNews riportò una nuova assoluzione a Sondrio e scrisse che, a quel momento, tutti i giudici che avevano esaminato i procedimenti lo avevano assolto o prosciolto, mentre restava pendente un ricorso in appello del Ministero della Difesa.
È importante non semplificare questa parte dicendo che “fu perseguitato perché studiava gli alieni”. I processi riguardavano contestazioni disciplinari, ordini di servizio, presunti straordinari e rapporti con i superiori. Gli UFO entrarono nella vicenda come contesto e come materiale difensivo, non come oggetto di una sentenza sull’esistenza di extraterrestri.
Il dossier è davvero “sparito”?
È uno degli elementi più ripetuti nelle ricostruzioni online, ma qui bisogna essere rigorosi. Abbiamo trovato conferma dell’esistenza del dossier di circa 200 pagine e del suo ingresso nel procedimento giudiziario, ma non una fonte istituzionale o giornalistica primaria che dimostri in modo verificabile che quel dossier sia successivamente “sparito”.
Per questo non è corretto presentare la scomparsa del fascicolo come un fatto accertato. Può essere riportata come affermazione circolata negli ambienti ufologici, ma fino a quando non emergono un verbale, una comunicazione del tribunale, un atto dell’Arma o una dichiarazione documentabile dell’avvocato su una precisa irreperibilità processuale, resta una circostanza non dimostrata.
Cosa resta inspiegato e cosa no
Il caso Valmalenco è interessante proprio perché non serve trasformarlo in una prova aliena per renderlo significativo. Esistono elementi verificabili:
- la presenza di numerose segnalazioni raccolte dalla stazione locale dei Carabinieri;
- l’avvistamento del 7 agosto 2012 registrato negli archivi dell’Aeronautica Militare;
- la conclusione ufficiale secondo cui l’evento non fu associato a traffico aereo o radiosondaggio conosciuto;
- un dossier di circa 200 pagine ammesso nel processo;
- sei procedimenti giudiziari complessivamente riportati dalla Rai, con assoluzioni o proscioglimenti fino al novembre 2023.
Restano invece non dimostrati il carattere extraterrestre degli oggetti, l’autenticità di tutte le immagini attribuite agli avvistamenti, l’idea di una repressione istituzionale organizzata e la presunta scomparsa del dossier.
Perché il caso Valmalenco merita ancora di essere studiato
Il valore del caso non è dimostrare che “gli alieni erano in Valtellina”. È mostrare come nasce e si trasforma un fenomeno UAP quando si intrecciano testimonianze, amministrazione pubblica, documenti militari, immagini, media e giustizia.
È lo stesso motivo per cui oggi gli UAP vengono studiati con criteri più rigorosi: non basta non sapere cosa sia un oggetto per attribuirgli un’origine straordinaria. Nel nostro approfondimento sugli avvistamenti UFO e i fattori che influenzano le segnalazioni abbiamo visto quanto ambiente, visibilità e contesto possano modificare il numero di casi riportati. E nel caso Valentich abbiamo applicato lo stesso criterio: distinguere documenti originali, interpretazioni e ipotesi.
In Valmalenco c’è almeno un episodio che rimane ufficialmente non associato ad attività di volo conosciuta. È abbastanza per continuare a fare domande. Non è abbastanza per dire di avere una prova degli extraterrestri.