Vai al contenuto
iCrewPlay.com Un progetto editoriale indipendente
Continua con Scienza

Tumori e TNKS2: il bersaglio genetico scoperto, ma non è ancora una cura

Una vulnerabilità genetica di alcuni tumori apre una strada sperimentale: che cosa è stato dimostrato e perché non è ancora una terapia.

Cellule
cellule
Tempo di lettura4 minuti
Commenta

Alcuni tumori perdono una copia o entrambe le copie del gene TNKS1 e diventano più dipendenti dall’enzima TNKS2. Un gruppo guidato da Weill Cornell Medicine ha sviluppato una molecola sperimentale, TDI-012804, che in modelli cellulari e organoidi colpisce soprattutto questa vulnerabilità. Il risultato, pubblicato il 2 novembre 2026 su Nature Chemical Biology, è promettente per la ricerca oncologica, ma non dimostra che esista già una terapia sicura ed efficace per le persone.

La novità non è un generico farmaco capace di spegnere tutti i tumori: è una strategia basata su una caratteristica genetica presente soltanto in una parte delle cellule tumorali. Capire questa distinzione è fondamentale per leggere correttamente i risultati.

Perché perdere TNKS1 può diventare un punto debole del tumore

TNKS1 e TNKS2 sono due enzimi della famiglia delle tankirasi che svolgono funzioni in parte sovrapposte. Contribuiscono a regolare la via di segnalazione WNT, importante nello sviluppo e nel rinnovamento dei tessuti e spesso iperattiva in alcuni tumori, in particolare nel carcinoma colorettale.

Pubblicità

Molte cellule tumorali subiscono perdite di ampi segmenti cromosomici. Una di queste riguarda il braccio corto del cromosoma 8, indicato come 8p, dove si trova TNKS1. Se la cellula perde TNKS1, può continuare a sostenere parte delle proprie attività grazie a TNKS2, ma proprio questa dipendenza residua apre una possibilità: bloccare TNKS2 può interferire con la segnalazione WNT soprattutto nelle cellule che non dispongono più della normale riserva di TNKS1.

Gli autori chiamano questo fenomeno vulnerabilità collaterale. Non basta però sapere che un tumore appartiene a un certo organo: occorre verificare se possiede le alterazioni molecolari rilevanti e se la sua crescita dipende ancora da quella via di segnalazione.

Che cosa ha fatto il composto TDI-012804

I ricercatori hanno sfruttato una piccola differenza strutturale fra TNKS1 e TNKS2 per progettare un inibitore più selettivo. Dopo aver sintetizzato e valutato centinaia di molecole, hanno individuato TDI-012804, capace di inibire TNKS2 con una selettività molto superiore rispetto a TNKS1 in saggi biochimici.

Nei sistemi sperimentali descritti nello studio originale pubblicato su Nature Chemical Biology, la molecola riduce l’attività della via WNT e ostacola la crescita di modelli tumorali privi di TNKS1. Gli esperimenti includono cellule coltivate in laboratorio e organoidi, strutture tridimensionali che riproducono alcune caratteristiche dei tessuti.

Un dato particolarmente istruttivo arriva dagli organoidi intestinali con alterazioni di APC: il valore EC50 riportato per TDI-012804 è di circa 59 nanomolari nei modelli senza TNKS1, contro circa 1,1 micromolari nei corrispondenti modelli con TNKS1 normale. Ciò indica una sensibilità circa 19 volte maggiore in quel preciso esperimento, non una percentuale di guarigione né un beneficio clinico dimostrato.

Gli autori descrivono anche una maggiore sensibilità in alcune condizioni con perdita parziale di TNKS1 e in organoidi con mutazioni aggiuntive di KRAS e p53. Questi risultati ampliano la plausibilità biologica della strategia, ma restano osservazioni precliniche.

Perché non basta bloccare WNT in tutti i tumori

La via WNT non funziona solo nelle cellule malate: serve anche a tessuti sani, incluso l’intestino. I precedenti inibitori delle tankirasi hanno incontrato problemi di tossicità perché bloccavano contemporaneamente TNKS1 e TNKS2. La selettività per TNKS2 punta proprio a ridurre questo ostacolo quando il tumore ha già perso TNKS1.

Tuttavia selettività di laboratorio non equivale ad assenza di effetti collaterali nelle persone. La ricerca deve ancora dimostrare come il composto si comporti nell’intero organismo, a quali dosi raggiunga i tumori, come venga metabolizzato e quali effetti possa produrre con trattamenti prolungati. Gli stessi autori segnalano che determinate mutazioni di APC o di CTNNB1 e la perdita di dipendenza da WNT possono rendere alcuni tumori meno sensibili a questo approccio.

Quali tumori potrebbero essere interessati e che cosa manca

La comunicazione ufficiale di Weill Cornell Medicine indica il potenziale interesse per diversi tumori, tra cui quelli colorettali e mammari. Questo non significa che tutte le persone con queste diagnosi siano candidate a un trattamento: la vulnerabilità dipende dalla perdita di TNKS1 e dal contesto molecolare delle cellule.

Il gruppo intende sviluppare molecole con proprietà farmacologiche migliori e sottoporle a ulteriori verifiche precliniche prima di considerare sperimentazioni nell’uomo. Alla data del 3 novembre 2026, lo studio non presenta risultati di un trial clinico di TDI-012804 e non fornisce tassi di risposta o sopravvivenza nei pazienti.

È utile distinguere questa strategia dalle altre terapie sperimentali basate su bersagli molecolari. Sul sito abbiamo esaminato, per esempio, l’inibizione di WRN nei tumori MSI e i risultati della fase 1, che riguarda un’altra vulnerabilità genetica, e la ferroptosi e il primo trial con CNSI-Fe, un meccanismo biologico differente.

Il significato reale della scoperta

La ricerca propone un cambio di prospettiva: anziché bloccare indistintamente una via fondamentale per il tumore e per l’organismo, provare a sfruttare una debolezza creata dal DNA della cellula malata. Il valore immediato è aver identificato un bersaglio e una molecola con cui verificare l’ipotesi in modelli sperimentali. La domanda decisiva, ancora aperta, è se questa selettività si tradurrà in un vantaggio terapeutico reale, misurabile e sicuro nei pazienti.

La tua opinione in un clic

Cosa ne pensi?

La sala è aperta

Entra nella conversazione

Condividi il tuo punto di vista: non serve creare un account. I contributi restano soggetti alla moderazione editoriale.

Traguardo della community0 / 5
Mancano 5 interventi al prossimo traguardo.

Aggiungi la tua voce

Partecipazione libera: inserisci i dati richiesti e pubblica senza registrarti.