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NASA prepara i test di New Glenn, ma riusa un banco dell’Apollo

Il secondo stadio di Blue Origin sarà provato a Stennis per ridurre i rischi delle future missioni Artemis.

Massimo 3 ore fa 5
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NASA e Blue Origin hanno concordato i test a fuoco del secondo stadio di New Glenn sul banco B-2 dello Stennis Space Center, in Mississippi. Le prove sono previste dall’autunno 2026 e serviranno a qualificare un elemento del lanciatore destinato anche alle missioni lunari collegate al programma Artemis. fileciteturn0file0

Contenuti di questo articolo
Perché i test di New Glenn sono importanti per ArtemisIl banco B-2 torna dalla Saturn V alla nuova corsa lunareNew Glenn collegherà Blue Origin alle prossime missioni lunari

L’accordo, annunciato il 24 luglio, non riguarda un semplice utilizzo degli impianti. NASA metterà a disposizione tecnici, attrezzature, spazi di lavoro e competenze maturate nei test di propulsione, mentre Blue Origin preparerà il proprio stadio superiore per una campagna di accensioni complete a terra.

Perché i test di New Glenn sono importanti per Artemis

Nasa prepara i test di new glenn, ma riusa un banco dell’apollo

Il test serve a verificare insieme motori, serbatoi, alimentazione e controlli del secondo stadio prima del volo. Provare l’intero sistema sul banco B-2 permette di individuare anomalie difficili da vedere nei test dei singoli componenti e di ridurre il rischio delle missioni lunari affidate a New Glenn.

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Il secondo stadio del razzo usa due motori BE-3U alimentati da ossigeno e idrogeno liquidi. Ogni motore è accreditato di 200.000 libbre di spinta nel vuoto, circa 890 kilonewton, ed è progettato per essere riavviato nello spazio. Questa capacità è utile nelle missioni che richiedono più manovre orbitali o l’invio di carichi verso la Luna.

Le caratteristiche tecniche sono riportate nella scheda ufficiale di New Glenn. Il test a fuoco non simula soltanto l’accensione: sottopone lo stadio a vibrazioni, pressioni, temperature e flussi di propellente vicini a quelli operativi, fornendo dati sull’interazione tra tutti i sottosistemi.

Il banco B-2 torna dalla Saturn V alla nuova corsa lunare

Nasa prepara i test di new glenn, ma riusa un banco dell’apollo

La scelta di Stennis aggiunge un elemento storico al programma. Il banco B-2 fu costruito negli anni Sessanta per provare gli stadi del Saturn V che portarono gli astronauti dell’Apollo verso la Luna. Decenni dopo è stato adattato per la Green Run del core stage dello Space Launch System prima di Artemis I.

Il complesso comprende due posizioni verticali: B-1 è configurata per prove su singoli motori, mentre B-2 può ospitare interi stadi di razzo. È questa differenza a renderlo adatto a verificare il comportamento integrato del secondo stadio di New Glenn sotto carico.

Riutilizzare questa infrastruttura evita di costruire da zero un impianto capace di sostenere un intero stadio acceso in posizione verticale. NASA dovrà comunque progettare e installare componenti specifici per New Glenn, perché collegamenti, sistemi di alimentazione, strumentazione e procedure cambiano da un veicolo all’altro.

Il modello è quello di un accordo rimborsabile: l’azienda privata utilizza capacità pubbliche specialistiche e copre i servizi previsti. La comunicazione ufficiale della NASA indica che il lavoro punta alle missioni Artemis dal 2027 in avanti, senza però fornire un calendario dettagliato delle singole accensioni.

New Glenn collegherà Blue Origin alle prossime missioni lunari

Nasa prepara i test di new glenn, ma riusa un banco dell’apollo

New Glenn non è soltanto un lanciatore commerciale. NASA prevede di usarlo per missioni che porteranno sistemi Blue Origin verso la Luna, compresi i lander della famiglia Blue Moon. Il Mark 1 Endurance, senza equipaggio, è destinato a trasportare carichi nell’area del polo sud lunare e a raccogliere dati utili per le operazioni successive.

Il programma Artemis sta inoltre distribuendo attività e rischi tra più veicoli e aziende. Artemis III è stata impostata come una campagna con più lanci e test di rendezvous e attracco in orbita terrestre, coinvolgendo Orion e sistemi commerciali di Blue Origin e SpaceX. È una strategia più complessa, ma consente di provare gradualmente tecnologie che dovranno poi operare vicino alla Luna.

Questa preparazione non passa solo dai razzi. NASA sta studiando permanenza, procedure e fattori umani anche con una missione simulata tra Luna e Marte, mentre le sonde continuano a fornire dati sul pianeta rosso, come racconta il bilancio scientifico della missione MAVEN su Marte.

Il passaggio decisivo sarà capire se la campagna sul B-2 confermerà prestazioni e affidabilità del secondo stadio senza imporre modifiche rilevanti. Un test riuscito non equivale a una missione lunare pronta, ma può togliere una delle principali incognite tecniche dal percorso di New Glenn verso Artemis.

TAGGED:NASAArtemisBlue OriginNew GlennStennis Space Center
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