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NotiziaScienza

Göbekli Tepe: case di 10.000 anni fa?

Le nuove strutture del settore nord rafforzano l'idea di un sito anche domestico, ma la ricerca non parla ancora di una prova definitiva.

Massimo 1 minuto fa Commenta! 9
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A Göbekli Tepe, nel sud-est della Turchia, gli scavi del 2026 stanno portando alla luce nuove strutture rettangolari risalenti alla seconda fase del sito, datata dagli archeologi agli anni 8000 a.C.. La loro disposizione fa pensare a spazi legati alla vita quotidiana e quindi a possibili abitazioni. Ma la parte più interessante della scoperta è proprio questa: non siamo ancora davanti alla prova definitiva delle “case più antiche del mondo”.

Contenuti di questo articolo
Cosa è emerso dagli scavi del 2026 a Göbekli TepePerché gli archeologi pensano che potessero essere abitazioniLe tracce di cibo cambiano il modo di leggere il sitoGöbekli Tepe non era soltanto un santuarioLe strutture rettangolari erano già note: cosa cambia nel 2026Cosa devono ancora dimostrare i campioni dei pavimentiPerché questa scoperta conta

Le fonti originali mostrano un quadro più preciso. Il Ministero della Cultura e del Turismo turco ha annunciato l’apertura di un nuovo settore di scavo a nord del tell, mentre il coordinatore del progetto Taş Tepeler, Necmi Karul, ha spiegato che l’organizzazione interna delle strutture suggerisce una funzione residenziale. I campioni dei pavimenti e la distribuzione dei reperti dovranno però chiarire quali attività si svolgevano realmente in questi ambienti.

Edifici rettangolari del livello ii di göbekli tepe
Edifici rettangolari del livello ii di göbekli tepe, documentati negli scavi precedenti. Credito: german archaeological institute, foto k. Schmidt, da dietrich et al. , plos one (2019), cc by.

Cosa è emerso dagli scavi del 2026 a Göbekli Tepe

Il 13 agosto 2026 il Ministero della Cultura e del Turismo turco ha comunicato l’avvio del primo scavo sistematico in un’area di circa 80 per 70 metri nella parte settentrionale di Göbekli Tepe. Le indagini di superficie e le misure geomagnetiche indicano in questo settore la presenza di grandi edifici pubblici, strutture a pianta quadrangolare e capanne.

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Parallelamente, nelle aree GT1 e GT2 sono state esposte nuove strutture rettangolari appartenenti alla seconda fase del sito. La datazione indicata dal ministero le colloca negli anni 8000 a.C., quindi circa diecimila anni fa.

È un passaggio importante perché amplia la pianta conosciuta dell’insediamento. Göbekli Tepe è celebre soprattutto per i grandi recinti monumentali con pilastri a T, ma la nuova campagna permette di osservare con maggiore continuità anche gli spazi più piccoli e regolari che si svilupparono nelle fasi successive.

Perché gli archeologi pensano che potessero essere abitazioni

La forma rettangolare, da sola, non basta per definire un edificio come casa. Gli archeologi devono ricostruire come era organizzato lo spazio, quali oggetti vi erano concentrati, quali attività hanno lasciato tracce sui pavimenti e come le costruzioni si collegavano agli ambienti vicini.

In un’intervista rilasciata durante la campagna 2026, Necmi Karul ha descritto l’organizzazione interna delle nuove strutture come compatibile, allo stato attuale, con una funzione abitativa. La formulazione è importante: si tratta di una interpretazione archeologica da verificare, non di una classificazione già chiusa.

Il punto forte è che questa ipotesi non nasce nel vuoto. Un studio peer-reviewed pubblicato su PLOS ONE nel 2019 aveva già descritto a Göbekli Tepe edifici rettangolari grandi fino a circa 29 metri quadrati e ambienti più piccoli, con pavimenti in terrazzo di calce bruciata e frammenti di calcare. Alcuni presentavano banchi, piattaforme, pilastri e spazi cellulari.

Gli autori osservavano inoltre che una parte di queste costruzioni rettangolari poteva essere interpretata come architettura residenziale contemporanea alle ultime fasi degli edifici monumentali.

Le tracce di cibo cambiano il modo di leggere il sito

Uno degli indizi più concreti arriva dagli strumenti legati alla preparazione degli alimenti. Il gruppo di ricerca dello studio PLOS ONE ha analizzato oltre 7.000 reperti, tra macine, pestelli, mortai e superfici di lavorazione. Le analisi macroscopiche, microscopiche e sperimentali hanno mostrato un’intensa lavorazione di cereali.

Fitoliti e tracce d'uso sulle macine neolitiche di göbekli tepe
Fitoliti e tracce microscopiche d’uso su strumenti di macinazione provenienti da göbekli tepe. Credito: j. Meister e l. Dietrich / german archaeological institute, da plos one (2019), cc by.

I fitoliti, minuscole strutture minerali prodotte dalle piante e capaci di conservarsi a lungo nel terreno, hanno confermato una presenza consistente di cereali. La distribuzione degli strumenti collegava inoltre la preparazione di cibo proprio alle terrazze occupate dagli edifici rettangolari.

Questo non significa che ogni stanza rettangolare fosse una casa nel senso moderno del termine. Mostra però che attività quotidiane e produzione alimentare facevano parte della vita del sito. È lo stesso tipo di archeologia che, studiando residui e strumenti, permette di ricostruire cosa mangiavano e come cucinavano le comunità del Neolitico.

Göbekli Tepe non era soltanto un santuario

Per anni Göbekli Tepe è stato raccontato soprattutto come un enorme santuario costruito da cacciatori-raccoglitori prima della nascita dei villaggi stabili. È un’immagine che ha avuto un’enorme forza divulgativa, ma la ricerca archeologica degli ultimi anni sta costruendo un quadro più articolato.

L’Austrian Archaeological Institute, che dal 2025 collabora con gli scavi di Göbekli Tepe e con il progetto Taş Tepeler, definisce esplicitamente il sito un luogo con componenti rituali e domestiche. Le nuove indagini combinano geofisica, LiDAR, fotografie aeree, fotogrammetria, GIS e modellazione 3D per capire quanto si estendessero gli spazi abitati e quali zone fossero dedicate ad attività differenti.

La distinzione netta tra “tempio” e “villaggio”, insomma, rischia di essere troppo semplice per descrivere un luogo frequentato e trasformato per secoli. Anche in altri grandi complessi neolitici, come Newgrange e le architetture monumentali del Neolitico europeo, la funzione degli edifici si ricostruisce mettendo insieme struttura, reperti, ambiente e tracce d’uso, non partendo da una sola caratteristica.

Le strutture rettangolari erano già note: cosa cambia nel 2026

Qui sta la differenza tra la notizia scientifica e un titolo troppo semplificato. Gli edifici rettangolari di Göbekli Tepe non sono stati scoperti per la prima volta nel 2026. Erano già documentati negli scavi precedenti e nella letteratura scientifica. Il lavoro del 2026 porta però nuovi dati in settori differenti e permette di studiare la relazione tra questi edifici su una superficie più ampia.

Il nuovo settore settentrionale è particolarmente interessante perché le prospezioni geomagnetiche indicano sia grandi strutture pubbliche sia costruzioni quadrangolari e capanne. Se gli scavi confermeranno questa distribuzione, gli archeologi potranno ricostruire meglio come convivevano spazi collettivi e spazi della vita quotidiana.

Area di scavo di göbekli tepe con edifici monumentali e strutture rettangolari
L’area principale di göbekli tepe mostra la vicinanza fra recinti monumentali e costruzioni rettangolari. Credito: german archaeological institute, foto e. Kücük, da dietrich et al. , plos one (2019), cc by.

Cosa devono ancora dimostrare i campioni dei pavimenti

La prossima fase sarà decisiva. I pavimenti possono conservare microtracce che non sono visibili durante lo scavo: residui vegetali, particelle derivanti dalla lavorazione di materiali, concentrazioni anomale di reperti e altre firme microscopiche delle attività svolte in uno spazio.

Se queste evidenze saranno coerenti con preparazione del cibo, permanenza ripetuta e altre attività quotidiane, l’interpretazione residenziale diventerà più solida. Se emergerà un quadro diverso, gli archeologi dovranno rivedere la funzione attribuita agli ambienti.

Perché questa scoperta conta

Göbekli Tepe è importante non perché una singola scoperta ribalti ogni volta ciò che sappiamo sul Neolitico, ma perché permette di osservare una società nel pieno della trasformazione. Fra il X e il IX millennio a.C. nell’Alta Mesopotamia cambiano il rapporto con le risorse, l’organizzazione del lavoro, l’architettura e, gradualmente, le forme di insediamento.

Le nuove strutture del 2026 aggiungono un altro pezzo a questa ricostruzione. Se la funzione abitativa verrà confermata, non avremo la scoperta improvvisa delle prime case della storia, ma una prova più dettagliata di qualcosa di altrettanto importante: Göbekli Tepe era un luogo in cui monumentalità, attività collettive e vita quotidiana potevano coesistere.

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