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Cambiamenti climaticiSpazio

Satellite FLEX: lancio il 15 settembre e cosa misura

FLEX osserverà dallo spazio la debole fluorescenza emessa dalle piante durante la fotosintesi. Il lancio ESA è previsto il 15 settembre 2026 insieme a Sentinel-3C su Vega-C.

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Il satellite FLEX dell’ESA sarà lanciato il 15 settembre 2026 per osservare un segnale che normalmente non possiamo vedere: la debole fluorescenza emessa dalle piante durante la fotosintesi. L’obiettivo non è fotografare semplicemente quanto una superficie sia verde, ma capire quanto la vegetazione sta realmente lavorando e come reagisce a stress ambientali.

Contenuti di questo articolo
Che cos’è FLEX e perché è diverso dagli altri satellitiCosa misurerà FLEXFLEX e Sentinel-3 lavoreranno insiemeQuando parte FLEX e come sarà lanciatoPerché la fluorescenza delle piante interessa anche il climaCosa potremo capire dopo il lancio

FLEX, acronimo di Fluorescence Explorer, partirà dallo spazioporto europeo di Kourou, nella Guyana francese, a bordo di un Vega-C insieme a Copernicus Sentinel-3C. Il decollo è previsto alle 03:21 CEST del 15 settembre. La pagina ufficiale della missione FLEX dell’ESA indica un’orbita a circa 814 km di quota e una durata nominale di tre anni e mezzo.

Satellite flex dell'esa mentre misura la fluorescenza della vegetazione
Flex misurerà la debole fluorescenza emessa dalle piante durante la fotosintesi. Crediti: esa/atg medialab.

Che cos’è FLEX e perché è diverso dagli altri satelliti

I satelliti per l’osservazione della Terra misurano da anni colore, temperatura, umidità e caratteristiche della superficie. FLEX aggiunge un’informazione più sottile: la fluorescenza della vegetazione, un segnale luminoso molto debole collegato al processo con cui le piante assorbono energia solare.

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Quando la clorofilla assorbe la luce, una parte dell’energia viene utilizzata per la fotosintesi, una parte viene dissipata come calore e una piccola frazione viene riemessa come fluorescenza. Quel bagliore è troppo debole per essere percepito dall’occhio umano, ma contiene informazioni sull’attività fotosintetica.

Per rilevarlo FLEX utilizza FLORIS, il Fluorescence Imaging Spectrometer. L’ESA prevede di produrre le prime mappe globali della fluorescenza della vegetazione con una risoluzione di circa 300 per 300 metri. Non significa osservare ogni singola pianta, ma confrontare vaste aree con un parametro che può cambiare prima che lo stress diventi evidente in una normale immagine a colori.

Cosa misurerà FLEX

DatoPerché è utile
Fluorescenza della vegetazioneÈ collegata all’attività fotosintetica delle piante
Variazioni nel tempoAiutano a osservare come la vegetazione reagisce alle condizioni ambientali
Mappe globali a 300 x 300 mPermettono confronti sistematici tra ecosistemi e stagioni
Dati combinati con Sentinel-3Aggiungono informazioni su atmosfera, temperatura superficiale e copertura del suolo

La differenza è importante. Una foresta o un campo possono apparire ancora verdi anche quando caldo, siccità o altri fattori stanno già modificando il funzionamento delle piante. FLEX punta a fornire agli scienziati un indicatore più vicino alla funzione fisiologica della vegetazione, da interpretare insieme agli altri dati ambientali.

FLEX e Sentinel-3 lavoreranno insieme

FLEX non osserverà la Terra in isolamento. La missione è progettata per lavorare in tandem con un satellite Sentinel-3. Questa combinazione serve perché la fluorescenza misurata da FLEX deve essere letta nel contesto corretto.

Sentinel-3 può fornire informazioni su nuvole, aerosol, vapore acqueo, temperatura della superficie, copertura del suolo e altri parametri della vegetazione. FLEX aggiunge il segnale della fluorescenza. Incrociare i due insiemi di dati permette di separare meglio ciò che dipende dalla pianta da ciò che dipende dall’atmosfera o dalle condizioni della superficie.

Il valore di questo approccio è già evidente in altri usi dei satelliti europei. Sentinel-3, per esempio, viene impiegato per misurare la temperatura della superficie terrestre, un dato che abbiamo analizzato parlando del suolo vicino ai 50 gradi durante le ondate di calore europee.

Flex e sentinel-3c durante l'incapsulamento nel razzo vega-c
Flex e sentinel-3c durante la preparazione al lancio su vega-c. Crediti: esa, m. Pédoussaut.

Quando parte FLEX e come sarà lanciato

Il lancio è programmato per 15 settembre 2026 alle 03:21 CEST, corrispondenti alle 22:21 del 14 settembre nella Guyana francese. FLEX e Sentinel-3C sono già stati inseriti nella carenatura del Vega-C con l’adattatore Vespa, che permette di trasportare due satelliti nello stesso volo.

La configurazione prevede Sentinel-3C nella parte superiore e FLEX più in basso. Sentinel-3C sarà quindi rilasciato per primo, seguito da FLEX. Una volta completata la messa in servizio, il satellite entrerà nella fase scientifica della missione.

MissioneDato
Lancio15 settembre 2026, 03:21 CEST
RazzoVega-C
SpazioportoKourou, Guyana francese
Quota orbitale indicativa814 km
Durata nominale3,5 anni
Ciclo di ripetizione27 giorni
Risoluzione delle mappe di fluorescenza300 x 300 m

Perché la fluorescenza delle piante interessa anche il clima

La fotosintesi non riguarda soltanto agricoltura e botanica. È uno dei processi centrali con cui il carbonio passa dall’atmosfera alla biosfera. Capire quanto efficacemente le piante stanno fotosintetizzando aiuta quindi a migliorare i modelli che descrivono ciclo del carbonio e ciclo dell’acqua.

FLEX potrà contribuire a studiare come la vegetazione risponde a siccità, calore e variazioni ambientali, ma i suoi dati non vanno interpretati come un semplice allarme automatico. La fluorescenza dovrà essere confrontata con temperatura, umidità, atmosfera, caratteristiche del suolo e misure raccolte a terra.

È la stessa logica che rende preziosa l’osservazione satellitare durante fenomeni estremi: non basta una singola immagine. Nel caso degli incendi in Spagna e Portogallo osservati dai satelliti Copernicus, combinare sensori differenti permette di seguire focolai, fumo e qualità dell’aria su scale molto più ampie di quelle accessibili dal suolo.

Cosa potremo capire dopo il lancio

Il passaggio decisivo arriverà dopo il decollo, quando satellite e FLORIS saranno verificati e calibrati in orbita. Solo allora inizierà la produzione scientifica che permetterà di confrontare la fluorescenza osservata dallo spazio con misure di riferimento a terra.

Se la missione raggiungerà gli obiettivi previsti, FLEX offrirà una nuova variabile per studiare gli ecosistemi su scala globale. Il punto non è vedere se una pianta è verde, ma capire quanto è attiva la sua fotosintesi e come cambia quando l’ambiente la mette sotto pressione. È questo che rende FLEX una missione diversa dalle normali fotografie della Terra dallo spazio.

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