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Una scoperta sorprendente da Ryugu: un minerale alieno su un asteroide primitivo

Una scoperta sorprendente, che potrebbe riscrivere le origini del nostro pianeta, viene un asteroide

Ryugu
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I campioni raccolti dall’asteroide Ryugu dalla missione Hayabusa2 nel dicembre 2020 continuano a stupire la comunità scientifica e questa volta, però, la sorpresa è davvero fuori scala: è stato trovato un minerale del tutto inaspettato, la djerfisherite, mai osservato prima in corpi celesti simili.

Ma è meglio procedere con ordine.

Ryugu: un fossile cosmico

Ryugu è un asteroide di tipo C, ovvero uno dei più antichi e “sporchi” del Sistema Solare, ricco di carbonio e alterato dall’acqua nel suo passato remoto. I suoi materiali sono simili a quelli delle condriti CI, meteoriti estremamente primitive che ci raccontano com’era il Sistema Solare nei suoi primi milioni di anni.

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Una scoperta sorprendente da ryugu: un minerale alieno su un asteroide primitivo
Micrografia elettronica a scansione del grano numero 15 della piastra campione c0105-042 di ryugu, in cui è stata scoperta la djerfisherite

Proprio per questo, i campioni raccolti e riportati sulla Terra dalla sonda giapponese Hayabusa2 sono considerati una sorta di capsula del tempo cosmica.

Djerfisherite: il seme tropicale nel ghiaccio artico

Un team dell’Università di Hiroshima, guidato dal professor Masaaki Miyahara, ha scoperto questo minerale misterioso mentre analizzava i campioni di Ryugu con un potente microscopio elettronico.

La sorpresa? La djerfisherite è un solfuro di ferro e nichel che contiene potassio, e si forma in condizioni completamente diverse da quelle in cui si è evoluto Ryugu; in pratica, è come trovare un seme tropicale incastonato in un blocco di ghiaccio artico: qualcosa non torna.

Una scoperta sorprendente da ryugu: un minerale alieno su un asteroide primitivo
Micrografia elettronica a trasmissione in campo chiaro dell’inclusione di djerfisherite nel grano numero 15 della piastra campione c0105-042 da ryugu

“La presenza di djerfisherite in Ryugu è davvero inaspettata. Finora era stata osservata solo in meteoriti provenienti dalle zone più interne e calde del Sistema Solare”, spiega Miyahara.

Due ipotesi, una sfida alle nostre certezze

Per spiegare questa presenza anomala, i ricercatori propongono due possibilità:

  1. Infiltrato spaziale: il minerale potrebbe essere arrivato da un’altra fonte, magari da una collisione o da un mescolamento precoce di materiali tra asteroidi diversi.
  2. Fuoco interiore: il corpo genitore di Ryugu potrebbe aver raggiunto, in passato, temperature molto più alte del previsto (oltre 350°C), tali da permettere la formazione della djerfisherite.

La seconda ipotesi, per quanto sorprendente, è al momento la più accreditata. Se confermata, implicherebbe che Ryugu non è affatto omogeneo, ma ha vissuto fasi più complesse e “movimentate” di quanto si pensasse.

Il prossimo passo: studiare gli isotopi

Ora il team di Hiroshima si prepara ad analizzare gli isotopi della djerfisherite e degli altri granuli trovati. L’obiettivo è capire con precisione se si tratta di un materiale “importato” o “nativo”, e quindi ricostruire in modo più dettagliato i processi chimici e termici che hanno formato Ryugu e altri corpi simili.

Una scoperta sorprendente da ryugu: un minerale alieno su un asteroide primitivo

“Vogliamo ricostruire la storia dei piccoli corpi del Sistema Solare, e con essa capire meglio anche le origini dei pianeti e dei materiali che li hanno formati”, conclude Miyahara.

L’importanza di questa scoperta

Scoperte come questa non sono solo dettagli da laboratorio: mettono in discussione interi modelli sulla formazione del Sistema Solare, e ci ricordano che c’è ancora moltissimo da scoprire anche nei sassolini più remoti dello spazio.

Chi avrebbe mai detto che un granello d’asteroide avrebbe potuto raccontarci una storia così intricata?

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