L’intelligenza artificiale non è nata in un solo giorno. Se cerchi una data precisa, la risposta più corretta è 1956, anno del Dartmouth Summer Research Project on Artificial Intelligence, considerato l’atto di nascita ufficiale dell’IA come disciplina scientifica. Ma il 1950 resta fondamentale: è l’anno in cui Alan Turing pubblicò il celebre articolo Computing Machinery and Intelligence e trasformò la domanda “le macchine possono pensare?” in un problema scientifico concreto.
Per questo entrambe le date compaiono spesso quando si raccontano le origini dell’intelligenza artificiale. Una indica le basi teoriche moderne, l’altra la nascita formale di un nuovo campo di ricerca.
Quando è nata davvero l’intelligenza artificiale?
La data generalmente riconosciuta come nascita ufficiale dell’intelligenza artificiale è il 1956. Durante l’estate, un gruppo di matematici e scienziati si riunì al Dartmouth College, nel New Hampshire, per un progetto di ricerca dedicato alla possibilità di riprodurre alcune caratteristiche dell’intelligenza umana attraverso le macchine.
Il nome stesso “artificial intelligence” era stato proposto da John McCarthy nella documentazione preparatoria del progetto, elaborata nel 1955. Dartmouth oggi descrive quell’incontro come il luogo in cui l’intelligenza artificiale nacque come campo di ricerca autonomo.
La proposta partiva da un’idea estremamente ambiziosa per l’epoca: aspetti dell’apprendimento e dell’intelligenza avrebbero potuto essere descritti con sufficiente precisione da permettere a una macchina di simularli. È il principio che trasformò una serie di ricerche separate in un vero programma scientifico.
Perché allora si parla del 1950?
Se il 1956 è l’anno della nascita ufficiale dell’IA, il 1950 è uno dei momenti decisivi della sua storia. Il 1° ottobre di quell’anno Alan Turing pubblicò sulla rivista Mind l’articolo Computing Machinery and Intelligence.
Turing partiva da una domanda destinata a diventare celebre: può una macchina pensare? Invece di cercare una definizione filosofica definitiva di “pensiero”, propose un esperimento operativo basato sul comportamento di una macchina durante una conversazione. È l’origine di quello che oggi chiamiamo test di Turing.
Il punto storico è importante. Nel 1950 non esisteva ancora una disciplina chiamata “intelligenza artificiale”, ma Turing aveva già formulato una delle domande centrali che quel campo avrebbe cercato di affrontare. Per questo il 1950 può essere considerato una delle nascite concettuali dell’IA moderna, senza però sostituire il 1956 come data convenzionale della disciplina.
1955: l’anno in cui compare il nome “artificial intelligence”
C’è poi una terza data che spesso viene dimenticata: 1955. È l’anno in cui John McCarthy, insieme a Marvin Minsky, Nathaniel Rochester e Claude Shannon, preparò la proposta per il progetto estivo di Dartmouth.
In quel documento compare l’espressione “artificial intelligence”. Il workshop vero e proprio si sarebbe svolto l’anno successivo, ma il termine era già stato scelto. La ricostruzione ufficiale di Dartmouth colloca proprio tra la proposta del 1955 e il workshop del 1956 la trasformazione dell’IA in un campo scientifico riconoscibile.
Le tre date da ricordare: 1950, 1955 e 1956
- 1950: Alan Turing pubblica Computing Machinery and Intelligence e introduce l’Imitation Game, alla base del test di Turing.
- 1955: John McCarthy e gli altri organizzatori preparano la proposta di Dartmouth e utilizzano l’espressione “artificial intelligence”.
- 1956: si svolge il Dartmouth Summer Research Project on Artificial Intelligence, considerato la nascita ufficiale dell’IA come disciplina.
L’intelligenza artificiale esisteva già prima di Turing?
Le idee che hanno reso possibile l’IA sono più antiche. Nel 1936 Turing aveva già descritto il modello teorico della macchina universale, mentre negli anni Quaranta comparvero studi fondamentali sul funzionamento dei neuroni artificiali e sui primi calcolatori elettronici.
Quindi non sarebbe corretto immaginare l’intelligenza artificiale come un’invenzione nata improvvisamente durante una conferenza. Il 1956 è soprattutto il momento in cui ricerche di logica, calcolo, neuroscienze e teoria dell’informazione iniziarono a riconoscersi sotto uno stesso nome e un obiettivo comune.
Cosa c’entra il test di Turing con l’IA di oggi?
Il test di Turing non misura tutto ciò che oggi consideriamo intelligenza artificiale. Un sistema moderno può riconoscere immagini, generare video, tradurre lingue, guidare un robot o analizzare enormi quantità di dati senza cercare di sembrare umano durante una conversazione.
Eppure la domanda di Turing resta sorprendentemente attuale. Oggi i modelli linguistici possono produrre conversazioni estremamente convincenti e il confine tra una risposta umana e una generata da una macchina può diventare difficile da riconoscere. Ne abbiamo parlato anche nel nostro approfondimento sul test di Turing e i moderni modelli di IA.
Per capire perché Turing scelse proprio il comportamento come criterio, è utile anche il nostro approfondimento su se e in quale senso un computer possa “pensare”.
Quindi l’intelligenza artificiale è nata nel 1950 o nel 1956?
La risposta più precisa è questa: nel 1950 vengono poste alcune delle fondamenta teoriche decisive dell’intelligenza artificiale moderna, mentre nel 1956 nasce ufficialmente l’IA come disciplina scientifica.
Se devi indicare una sola data per la “nascita dell’intelligenza artificiale”, usa quindi il 1956. Se invece stai raccontando come si è arrivati a quella nascita, il 1950 e il lavoro di Alan Turing sono impossibili da ignorare.