Un NAS può restare acceso 24 ore su 24, ma il costo annuale dipende dal consumo reale del sistema, dal numero di dischi e dal carico. Un piccolo modello domestico può assorbire poche decine di watt durante l’accesso ai dati e molto meno quando i dischi entrano in ibernazione. Un sistema più potente, con più HDD, SSD, rete veloce e servizi attivi, può consumare sensibilmente di più.
La domanda utile non è quindi soltanto “quanto consuma un NAS”, ma quanto assorbe il tuo NAS nelle condizioni in cui lo usi. Backup, videosorveglianza, Plex, indicizzazione, container, sincronizzazione cloud e accessi remoti possono impedire al sistema di raggiungere spesso gli stati di risparmio energetico.
| Assorbimento medio | Consumo annuo 24/7 | Costo a 0,25 €/kWh |
|---|---|---|
| 4 W | 35,0 kWh | 8,76 € |
| 10 W | 87,6 kWh | 21,90 € |
| 16 W | 140,2 kWh | 35,04 € |
| 25 W | 219,0 kWh | 54,75 € |
| 40 W | 350,4 kWh | 87,60 € |
I costi della tabella usano 0,25 euro/kWh soltanto come esempio. Per una stima corretta devi sostituire quel valore con il prezzo effettivo della tua energia.

Quanto consuma un NAS in un anno: la formula
Il calcolo è lo stesso usato per qualsiasi dispositivo che rimane acceso continuamente:
Watt ÷ 1.000 × 8.760 ore × prezzo del kWh = costo annuo.
Se il NAS assorbe mediamente 16 W, in un anno utilizza circa 140 kWh. A 0,25 euro/kWh significa circa 35 euro. Se l’assorbimento medio sale a 40 W, il costo supera gli 87 euro con la stessa tariffa.
Questo metodo è più utile della potenza massima stampata sull’alimentatore. Un alimentatore da 60 o 90 W indica quanto può fornire al massimo, non quanto il NAS consuma in ogni momento.
Il consumo cambia molto tra accesso ai dati e ibernazione
I produttori pubblicano spesso consumi differenti in base allo stato operativo. Per esempio, nelle specifiche ufficiali del Synology DS223j sono indicati valori di circa 16,31 W durante l’accesso e 4 W con HDD in ibernazione. È un esempio di un singolo modello e non va esteso automaticamente a tutti i NAS.
La differenza mostra però perché la media giornaliera conta più del singolo picco. Un NAS che passa molte ore con i dischi fermi può avere un consumo annuo molto diverso da un sistema che registra videocamere, esegue backup o serve file senza interruzione.

Cosa aumenta il consumo di un NAS
Il NAS non è soltanto una scatola con dei dischi. All’interno ci sono CPU, RAM, controller, ventole e interfacce di rete. A questi si aggiungono gli HDD o gli SSD e, in alcuni casi, periferiche USB.
- Numero di dischi: più unità significano normalmente più assorbimento, soprattutto quando sono tutte attive.
- Tipo di unità: HDD e SSD hanno profili energetici differenti e i consumi cambiano anche tra modelli della stessa categoria.
- CPU e servizi: transcodifica video, container, macchine virtuali, indicizzazione e scansioni aumentano il carico.
- Rete: interfacce 2,5 GbE o 10 GbE e trasferimenti intensi possono aumentare il consumo complessivo.
- Ventole: temperature più elevate richiedono più ventilazione.
- USB: dischi esterni e altri dispositivi alimentati dal NAS vanno conteggiati.
Conviene lasciare il NAS sempre acceso?
Dipende da cosa deve fare. Un NAS pensato per backup automatici, sincronizzazione, accesso remoto, videosorveglianza o servizi di rete perde buona parte della propria utilità se viene spento ogni notte.
| Uso principale | Scelta più sensata | Perché |
|---|---|---|
| Backup automatici quotidiani | Lasciarlo disponibile | I job possono partire senza intervento manuale |
| Videosorveglianza | Acceso 24/7 | Spegnendolo perdi registrazione o archiviazione |
| Cloud personale e accesso remoto | Acceso 24/7 | Deve essere raggiungibile quando serve |
| Media server usato ogni giorno | Spesso acceso | Più comodo e immediatamente disponibile |
| Archivio usato una volta a settimana | Valuta accensione programmata | Il servizio non serve continuamente |
| Copia offline occasionale | Può restare spento | Non offre servizi continuativi |
La logica è simile a quella che abbiamo usato per calcolare quanto consuma un router acceso 24 ore su 24: prima si misura il costo reale, poi lo si confronta con il servizio che si perderebbe spegnendo il dispositivo.
Spegnere il NAS ogni notte fa risparmiare?
Sì, se il dispositivo è completamente spento per diverse ore consuma meno. Ma il risparmio va quantificato. Un NAS che assorbe 16 W per otto ore al giorno utilizza circa 46,7 kWh in un anno durante quelle sole ore. A 0,25 euro/kWh corrispondono a circa 11,70 euro.
La domanda diventa quindi: vale la pena perdere backup, accesso remoto o altri servizi per quel risparmio? Se usi il NAS soltanto come archivio occasionale, la risposta può essere sì. Se è parte dell’infrastruttura domestica, potrebbe essere più sensato intervenire su ibernazione e servizi inutili.
Accendere e spegnere un sistema introduce anche più cicli di avvio per i dischi e richiede tempo prima che servizi e array tornino disponibili. Non significa che un HDD si danneggi automaticamente se spegni il NAS, ma è un altro fattore da considerare invece di valutare soltanto il consumo elettrico.
Ibernazione dei dischi: quando aiuta e quando non parte
L’ibernazione permette di fermare i dischi dopo un periodo di inattività, riducendo il consumo e spesso anche il rumore. Non spegne però necessariamente tutto il NAS: CPU, RAM, rete e altri componenti possono restare operativi.
Se i dischi non entrano mai in ibernazione, controlla se qualche servizio li sta interrogando. Backup frequenti, indicizzazione, scansioni multimediali, log, sincronizzazione, container e applicazioni di terze parti possono generare accessi periodici che impediscono lo standby.
Come misurare il consumo reale del NAS
Il metodo più affidabile è usare un misuratore da presa o una presa intelligente con monitoraggio energetico. Collega il NAS e misura almeno 24 ore, meglio ancora una settimana rappresentativa del tuo utilizzo.
- Misura una giornata normale, senza modificare le abitudini.
- Annota i kWh indicati dal misuratore.
- Estendi il dato su 365 giorni se la settimana è rappresentativa.
- Moltiplica per il prezzo reale del kWh indicato nel tuo contratto.
- Ripeti il test dopo aver attivato ibernazione o disabilitato servizi inutili, così puoi quantificare il beneficio.
Se il NAS è collegato a un UPS, considera che il consumo misurato a monte può includere anche le perdite del gruppo di continuità. È utile saperlo se vuoi calcolare la spesa dell’intera infrastruttura e non soltanto quella del NAS.
NAS sempre acceso e sicurezza: non dimenticare gli aggiornamenti
Un dispositivo sempre disponibile sulla rete deve essere anche mantenuto. Aggiorna sistema operativo e pacchetti, usa password uniche e autenticazione a più fattori quando disponibile, disattiva i servizi che non utilizzi e limita l’esposizione diretta a Internet.
Vale la stessa logica applicata alla nostra checklist sulla sicurezza Wi-Fi e del router di casa: un dispositivo acceso 24/7 non è un problema in sé, ma deve ricevere manutenzione e aggiornamenti regolari.
FAQ sul NAS acceso 24 ore su 24
Un NAS è progettato per restare sempre acceso?
Molti NAS sono progettati proprio per offrire servizi continuativi, ma devi comunque rispettare ventilazione, temperature, manutenzione e specifiche del produttore.
Quanto costa un NAS acceso tutto l’anno?
Dipende dall’assorbimento medio. A 0,25 euro/kWh, 10 W continui valgono circa 21,90 euro l’anno, 25 W circa 54,75 euro e 40 W circa 87,60 euro.
Meglio spegnere il NAS o usare l’ibernazione?
Se ti servono backup, accesso remoto o servizi di rete, l’ibernazione può essere il compromesso migliore. Se il NAS viene usato solo occasionalmente, una programmazione di accensione e spegnimento può avere più senso.
La scelta pratica parte dai numeri: misura il consumo medio del tuo NAS, calcola il costo annuale e confrontalo con i servizi che vuoi disponibili. Spegnerlo ogni notte può far risparmiare, ma su molti sistemi domestici il vantaggio economico è modesto rispetto alla perdita di automazione e disponibilità.