Mercedes AMG GT elettrica porta la divisione sportiva tedesca nell’era delle super berline EV. Il nuovo modello a 4 porte promette uno scatto 0 60 mph in circa 2 secondi, tre motori assiali e una batteria progettata per reggere uso intenso e ricariche molto rapide.
Il messaggio è netto: Mercedes non vuole solo fare una elettrica potente, ma una AMG capace di ripetere accelerazioni, giri veloci e ricariche brevi senza crolli termici. È qui che la tecnologia conta più del semplice numero di cavalli.
Mercedes AMG GT elettrica: cosa cambia sotto la carrozzeria

La Mercedes AMG GT elettrica usa 3 motori assiali sviluppati da YASA, controllata Mercedes. La potenza massima arriva fino a 1.153 CV, con 1.475 lb ft di coppia. La forma piatta dei motori consente peso ridotto e alta densità di potenza rispetto ai motori radiali tradizionali.
Questa scelta tecnica si lega a un tema più ampio: l’efficienza dei motori elettrici non dipende solo dalla batteria. Anche materiali, geometria e controllo termico incidono sulle prestazioni, come mostra il lavoro sull’AI per motori elettrici e sprechi magnetici.
La batteria usa celle cilindriche sottili, con diametro di circa 1 pollice, e raffreddamento diretto tramite olio non conduttivo. Mercedes dichiara una capacità di raffreddamento di 20 kW, circa quattro volte superiore a una batteria EQS standard.
Ricarica a 800 volt e prestazioni da pista per la AMG GT elettrica
L’architettura a 800 volt permette picchi di ricarica fino a 600 kW. Mercedes parla di passaggio dal 10 all’80% in 11 minuti, un dato molto aggressivo per un’auto stradale ad alte prestazioni. Il sistema supporta anche cinque standard DC globali, inclusi NACS e CCS2.
La chimica combina catodo nickel cobalto manganese alluminio e anodo con silicio, con densità superiore a 298 Wh per kg. Sono numeri pensati per ridurre il compromesso classico delle EV sportive: tanta potenza per pochi minuti, poi calore e limitazioni.
La piattaforma guarda anche alla sfida infrastrutturale. Ricaricare a 600 kW richiede colonnine adeguate, rete stabile e curve di potenza reali. È lo stesso nodo che pesa su molte strategie EV, dal rinvio della Volkswagen Golf EV alle berline premium più costose.
Software MB.OS, suoni finti e il problema identità AMG

Dentro, la nuova AMG GT elettrica usa MB.OS e un cervello centrale chiamato AMG Race Engineer Core. L’idea è coordinare guida, sospensioni, ricarica e raffreddamento batteria da un chip principale, invece di affidarsi a molte centraline separate.
La parte più discutibile riguarda il suono. Mercedes userà oltre 1.600 file audio derivati dalla AMG GT R per simulare note motore, cambi marcia virtuali e rumori di scarico. È comprensibile dal punto di vista emotivo, ma rischia di sembrare una nostalgia tecnologica più che una vera evoluzione AMG.
Le versioni GT 55 e GT 63 arriveranno tra fine 2026 e inizio 2027, con prezzo ancora non comunicato. La domanda decisiva è semplice: chi compra una AMG elettrica vorrà una nuova grammatica delle prestazioni o continuerà a chiedere a un’EV di sembrare una sportiva a benzina?