Le batterie al sodio CATL stanno per entrare nelle reti elettriche europee su una scala finora poco comune. Il 16 luglio 2026 il produttore cinese e la società olandese Alfen hanno annunciato un accordo per distribuire 5 GWh di sistemi TENER Sodium, con l’avvio delle consegne commerciali previsto dal 2027.
Il dato più interessante non è soltanto la capacità complessiva dell’intesa. CATL dichiara per il nuovo sistema 15.000 cicli di carica e scarica, equivalenti a una vita operativa compresa tra 25 e 30 anni al raggiungimento del 70% della capacità iniziale. È una caratteristica pensata soprattutto per l’accumulo stazionario, dove dimensioni e peso contano meno rispetto a durata, sicurezza e costo nel tempo.
Perché CATL punta sulle batterie al sodio per la rete europea

Le batterie al sodio CATL non cercano di superare il litio nella densità energetica. Puntano invece a offrire molti cicli, maggiore tolleranza alle temperature estreme e una filiera meno esposta alle oscillazioni del litio. Per le reti elettriche, che devono immagazzinare energia solare ed eolica per ore, queste qualità possono risultare più utili della compattezza.
Il progetto utilizzerà la piattaforma TENER Sodium presentata ufficialmente da CATL il 22 giugno 2026 a Monaco di Baviera. L’azienda prevede di raggiungere 1 GWh di consegne cumulative entro la fine del 2026, mentre la distribuzione commerciale globale dovrebbe partire nel giugno 2027.
Alfen opera nei sistemi europei di accumulo dal 2011 e dichiara oltre 1 GWh installato nel continente. Le due aziende collaborano già dal 2023 sulle celle agli ioni di litio. Il nuovo accordo aggiunge quindi una seconda chimica alla stessa catena industriale, con l’obiettivo di diversificare forniture e costi.
Il sodio è disponibile in quantità molto maggiori rispetto al litio ed è reperibile in numerose aree geografiche. Questo non rende automaticamente economica una batteria, perché materiali, elettroliti, processi produttivi e integrazione continuano a incidere sul prezzo finale. Può però ridurre la dipendenza da una materia prima soggetta a forti variazioni di mercato.
15.000 cicli e temperature estreme: cosa promette TENER Sodium
CATL dichiara che il sistema mantiene oltre il 92% della capacità a meno 20 gradi Celsius. A 45 gradi dovrebbe invece superare 10.000 cicli, limitando la necessità di isolamento aggiuntivo e raffreddamento attivo. Se questi risultati saranno confermati nelle installazioni reali, potrebbero ridurre consumi interni, manutenzione e complessità degli impianti.
Il produttore indica anche un sistema di conversione con controllo bidirezionale della tensione, uscita stabile a 690 volt e un miglioramento dell’efficienza di andata e ritorno vicino al 2%. Il consumo interno sarebbe ridotto all’1%, circa la metà del valore medio indicato dall’azienda per gli attuali sistemi di accumulo.
Sul fronte della sicurezza, CATL parla di una riduzione del 40% della forza di espansione delle celle e del 35% nella produzione di gas. La temperatura superficiale durante un evento di fuga termica sarebbe limitata a circa 200 gradi Celsius. Sono parametri rilevanti per impianti composti da migliaia di celle, ma dovranno essere valutati da operatori, certificatori e autorità europee.
Dove il sodio può superare il litio senza sostituirlo ovunque
Le batterie al sodio hanno in genere una densità energetica inferiore rispetto alle tecnologie al litio. Per automobili, smartphone e dispositivi portatili questo significa più peso o meno autonomia. In una centrale di accumulo collegata alla rete, invece, lo spazio disponibile è maggiore e il rapporto tra durata, costo e sicurezza diventa prioritario.
Il loro ruolo può essere particolarmente importante accanto a impianti fotovoltaici ed eolici. L’energia prodotta nelle ore favorevoli viene conservata e restituita quando la generazione cala o la domanda aumenta. Una batteria capace di lavorare ogni giorno per decenni può abbassare il costo dell’energia accumulata lungo l’intera vita dell’impianto.
L’accordo europeo non garantisce ancora che il sodio sostituirà rapidamente le batterie LFP, ormai mature e supportate da una filiera industriale enorme. Segnala però che la tecnologia sta passando dai progetti dimostrativi a contratti misurati in gigawattora. La vera prova inizierà dal 2027: affidabilità reale, prezzo installato e prestazioni dopo migliaia di cicli diranno se il sodio potrà diventare una delle tecnologie centrali per le reti alimentate da fonti rinnovabili.