Megatsunami in Alaska: il 10 agosto 2025 una frana enorme è precipitata nel fiordo Tracy Arm, a sud di Juneau, generando un runup di 481 metri. Il dato colpisce, ma il punto più importante è un altro: eventi simili possono nascere dove ghiacciai in ritirata lasciano pareti rocciose instabili sopra fiordi profondi e frequentati.
Megatsunami in Alaska: cosa è successo a Tracy Arm

A Tracy Arm, una massa di roccia superiore a 64 milioni di metri cubi si è staccata vicino al ghiacciaio South Sawyer ed è finita in acqua. Non è stata l’altezza dell’onda in mare aperto, ma il runup massimo raggiunto sulla parete opposta del fiordo.
La ricostruzione pubblicata su Science sul landslide tsunami di Tracy Arm indica anche un’onda iniziale di circa 100 metri, con velocità superiori a 70 metri al secondo. Il movimento dell’acqua ha continuato a oscillare nel fiordo per più di un giorno.
Perché il ritiro del ghiacciaio South Sawyer è decisivo
Il ghiacciaio South Sawyer non ha solo fatto da sfondo alla frana. Il suo arretramento rapido ha rimosso parte del sostegno naturale alla parete, lasciando esposta roccia che prima era compressa e stabilizzata dal ghiaccio. La NASA Earth Observatory su Tracy Arm mostra bene la differenza tra prima e dopo.
Qui il cambiamento climatico entra nel meccanismo fisico, non come etichetta generica. Meno ghiaccio significa nuove superfici instabili, più acqua libera nei fiordi e maggiore esposizione al collasso. È lo stesso quadro che rende rilevanti fenomeni come i fiumi dell’Alaska si tingono d’arancione e gli effetti dello scioglimento dei ghiacci e vulcani.
Il rischio non è solo l’onda, ma la mancanza di allerta

Il megatsunami non ha provocato vittime perché è avvenuto alle 5:26 del mattino, quando l’area era quasi vuota. Tracy Arm però è una zona attraversata da imbarcazioni turistiche e crociere. La fortuna, in questo caso, ha pesato quanto la geologia.
Il segnale più utile arriva dai giorni precedenti: i ricercatori hanno osservato micro scosse sempre più frequenti prima del collasso. Se questi pattern venissero integrati con satelliti, sensori sismici e monitoraggio dei ghiacciai, i fiordi artici potrebbero avere sistemi di preallerta più efficaci.
Il caso Tracy Arm mostra che uno tsunami da frana può restare locale, ma essere estremo nel punto sbagliato. La domanda ora è operativa: quali fiordi stanno mostrando gli stessi segnali e quanto tempo abbiamo per trasformare quei dati in avvisi utili?