WASP-94A b, un gigante gassoso a circa 690 anni luce dalla Terra, sta aiutando gli astronomi a capire come funziona il meteo sugli esopianeti estremi. Grazie al James Webb Space Telescope, i ricercatori hanno scoperto che il pianeta presenta cieli nuvolosi al mattino e molto più limpidi alla sera.
Come il JWST ha osservato il meteo di WASP-94A b

WASP-94A b è un pianeta gigante molto caldo, con temperature medie superiori ai 1.500 Kelvin. Orbita vicino alla propria stella ed è bloccato marealmente, cioè mostra sempre la stessa faccia verso il sole del suo sistema, un po’ come la Luna con la Terra.
Gli astronomi hanno utilizzato una tecnica avanzata chiamata spettroscopia risolta sui bordi del pianeta. In pratica, il telescopio ha separato la luce filtrata dalla parte mattutina e da quella serale dell’atmosfera durante il transito davanti alla stella. Questo ha permesso di osservare differenze chimiche e climatiche che normalmente vengono nascoste nei modelli tradizionali.
Il team ha usato lo strumento NIRISS del telescopio Webb per isolare i segnali atmosferici. Sul lato mattutino sono state osservate dense nubi di aerosol minerali, mentre il lato serale mostrava soprattutto vapore acqueo e cieli relativamente limpidi.
Perché questa scoperta può cambiare lo studio degli esopianeti
Fino a oggi molti modelli trattavano le atmosfere degli esopianeti come se fossero uniformi. I nuovi dati mostrano invece che esistono differenze enormi tra un lato e l’altro del pianeta. Questo potrebbe aver alterato molte misurazioni precedenti sulla composizione chimica di mondi lontani.
Nel caso di WASP-94A b, i modelli tradizionali suggerivano una quantità di ossigeno circa 100 volte superiore rispetto a quella del Sole. Separando le due regioni atmosferiche, il valore reale è risultato molto più basso, circa tra tre e cinque volte superiore.
Questo dettaglio è importante anche nella ricerca di mondi abitabili e possibili tracce biologiche. Studi futuri sulle biosignature e i segnali chimici di vita aliena potrebbero infatti essere influenzati da errori simili se le atmosfere vengono considerate troppo uniformi.
Il telescopio Webb continua a riscrivere l’astronomia moderna
Dal suo lancio nel 2021, il James Webb Space Telescope ha trasformato lo studio dell’universo. Oltre agli esopianeti, il telescopio ha già contribuito a ricerche sulle galassie primordiali e sulle supernove più antiche mai viste, come raccontato negli approfondimenti su come Webb sta riscrivendo la storia dell’universo e sulla supernova più lontana mai osservata.
I dati raccolti su WASP-94A b mostrano anche quanto sia difficile interpretare il clima dei pianeti alieni. Se già un gigante gassoso presenta differenze atmosferiche così estreme, capire davvero la composizione di mondi più piccoli e potenzialmente abitabili potrebbe essere molto più complicato del previsto.