Apple avrebbe aumentato gli ordini delle camere di vapore destinate al suo primo iPhone pieghevole, un dispositivo ancora non annunciato che potrebbe arrivare sul mercato nel corso del 2026. L’indiscrezione riguarda un componente poco visibile, ma decisivo per mantenere elevate le prestazioni senza surriscaldare una scocca sottile e divisa in due parti.
La società avrebbe chiesto ai fornitori di prepararsi per circa 10 milioni di unità, rispetto alle precedenti stime comprese tra 7 e 8 milioni. Il numero non è stato confermato da Apple e va trattato come una previsione della catena produttiva, non come un dato ufficiale sulle vendite o sulla produzione effettiva.
Perché l’iPhone pieghevole avrebbe bisogno di una camera di vapore

Un iPhone pieghevole concentra batteria, processore, fotocamere e circuiti in una struttura più complessa rispetto a quella di uno smartphone tradizionale. Lo spazio disponibile è ridotto dalla cerniera e dalla necessità di mantenere sottili entrambe le metà. Una camera di vapore può distribuire il calore su una superficie più ampia, evitando che resti vicino al processore.
Il sistema contiene una piccola quantità di liquido, che evapora nelle zone più calde e condensa in quelle più fredde. Il ciclo trasferisce energia termica in modo passivo e permette al chip di mantenere prestazioni elevate più a lungo, riducendo il rallentamento automatico attivato quando la temperatura supera determinati limiti.
Apple utilizza già una camera di vapore progettata internamente su iPhone 17 Pro. Il componente contiene acqua deionizzata ed è integrato nel telaio in alluminio, che partecipa alla dispersione del calore generato dal chip A19 Pro.
Nel pieghevole la soluzione potrebbe dover cambiare forma, dimensioni o posizione. La cerniera interrompe infatti la continuità della scocca e rende più difficile distribuire il calore tra le due sezioni. Anche la presenza di due porzioni di batteria può condizionare il percorso termico interno.
Dieci milioni di iPhone pieghevoli sarebbero una scommessa ambiziosa

L’eventuale ordine per 10 milioni di dispositivi indicherebbe una produzione iniziale consistente per un prodotto di prima generazione. Non significa però che Apple abbia già assemblato o venduto quel numero di unità. Gli ordini rivolti ai fornitori possono essere modificati in base alla resa produttiva, ai difetti riscontrati e alla domanda prevista.
I telefoni pieghevoli richiedono componenti più complessi, tra cui pannelli flessibili, cerniere resistenti e sistemi capaci di proteggere il display dalla polvere. A questi problemi si aggiungono lo spessore, l’autonomia e il prezzo, che potrebbero collocare il dispositivo nella fascia più alta del catalogo Apple.
Il possibile nome iPhone Ultra resta una definizione non ufficiale. Apple potrebbe scegliere una denominazione diversa oppure integrare il modello nella famiglia iPhone senza creare una linea separata. Anche l’ipotesi di un debutto a settembre deve essere considerata provvisoria fino alla presentazione dell’azienda.
La strategia sarebbe coerente con una fase di forte rinnovamento dell’hardware Apple. Le indiscrezioni sulla futura generazione di chip Apple M7 e sui cambiamenti della roadmap dei Mac mostrano come l’azienda stia cercando di coordinare processori, dispositivi e capacità produttiva su più anni.
Il raffreddamento anticipa anche l’iPhone del ventesimo anniversario

Gli ordini aggiuntivi delle camere di vapore potrebbero essere destinati anche agli iPhone previsti per il 2027, anno del ventesimo anniversario del modello originale. Le indiscrezioni descrivono almeno un dispositivo con schermo quasi privo di bordi e vetro esteso lungo i quattro lati della scocca.
Un telaio più ricoperto di vetro potrebbe complicare la dispersione termica. L’alluminio conduce il calore meglio del vetro e può essere utilizzato come parte attiva del sistema di raffreddamento. Ridurne la superficie esterna obbligherebbe Apple a ripensare il percorso attraverso cui il calore raggiunge l’ambiente.
Le dimensioni ipotizzate per i modelli celebrativi sarebbero vicine a quelle degli attuali iPhone Pro, con diagonali di circa 6,3 e 6,9 pollici. Anche questi dettagli non sono stati confermati e potrebbero cambiare durante lo sviluppo, soprattutto se Apple dovesse incontrare difficoltà con display, vetro curvo o produzione su larga scala.
Una progettazione più complessa può riflettersi anche sul prezzo finale. Gli aumenti già applicati ad alcuni Mac e iPad mostrano quanto componenti e filiera possano incidere sui listini Apple. Un pieghevole con display flessibile, nuova cerniera e raffreddamento dedicato partirebbe probabilmente dalla fascia premium, anche se al momento non esistono prezzi verificabili.
L’aumento degli ordini delle camere di vapore offre quindi un’indicazione tecnica più concreta di molte ipotesi estetiche: Apple starebbe preparando dispositivi nei quali controllare il calore sarà essenziale quanto progettare il display. La conferma arriverà soltanto quando saranno noti struttura interna, processore, autonomia e capacità produttiva reale del primo iPhone pieghevole.