Intel Core 9 273PQE è finito sotto i riflettori dopo alcuni test gaming che lo mostrano davanti al Core i9-14900K fino al 9%. Il dato colpisce perché non arriva da una CPU desktop tradizionale, ma da un chip Bartlett Lake pensato per il mercato embedded e non per i normali PC da gioco.
Intel Core 9 273PQE: perché batte il 14900K nei giochi

Intel Core 9 273PQE supera il Core i9-14900K in diversi test a 720p perché usa una configurazione insolita: 12 P-core Raptor Cove, senza E-core, con frequenze fino a 5,9 GHz. In scenari CPU-limited, questa architettura può ridurre latenze e complessità rispetto ai chip ibridi consumer.
Secondo i benchmark riportati da Tom’s Hardware sul Core 9 273PQE, il vantaggio arriva al 9,2% in Shadow of the Tomb Raider e al 9,1% in Outcast 1.1. Sono numeri interessanti, ma ottenuti a 720p, una risoluzione usata proprio per mettere sotto pressione la CPU più della GPU.
Il confronto è utile anche per leggere l’evoluzione dei processori Intel recenti. Il Core i9-14900K resta una CPU consumer estrema, ma la struttura P-core only del 273PQE mostra quanto il gaming possa ancora premiare frequenza, cache e coerenza interna. Per chi segue i benchmark, il tema si collega bene anche a suite come SPEC CPU 2026, pensate per misurare prestazioni su piattaforme molto diverse.
Bartlett Lake embedded: tanta potenza, poca disponibilità
Il punto critico è la disponibilità. Intel Core 9 273PQE non nasce per gli assemblatori o per il mercato retail, ma per applicazioni embedded e industriali. Questo significa che non basta comprarlo e installarlo su una scheda madre LGA 1700: servono BIOS modificati, supporto firmware non ufficiale e tolleranza ai rischi tipici del modding hardware.
La CPU usa una ricetta tecnica atipica: 12 core ad alte prestazioni, 24 thread, cache complessiva elevata e nessun blocco di efficienza. È una scelta molto diversa dal percorso seguito da molti chip consumer ibridi. Non a caso il caso Bartlett Lake dialoga anche con il mondo embedded più ampio, dove la disponibilità dei componenti può pesare quanto le prestazioni, come visto con lo stop anticipato dei moduli Nvidia Jetson TX2 e Xavier.
Cosa cambia per le CPU gaming Intel
Il risultato del 273PQE non significa che Intel abbia una nuova CPU gaming da consigliare al pubblico. Significa piuttosto che una configurazione P-core only, se ben spinta, può essere estremamente competitiva nei giochi. È un segnale tecnico più che commerciale, soprattutto mentre il mercato guarda a efficienza, piattaforme nuove e raffreddamento sempre più importante, tema già evidente con dissipatori come Dark Rock Pro 6.
La domanda ora è se Intel userà questa indicazione in futuri processori desktop o se Bartlett Lake resterà una curiosità per appassionati e sistemi industriali. Se una CPU embedded può diventare, almeno nei test a bassa risoluzione, una delle soluzioni Intel più veloci nei giochi, il confine tra chip specializzati e CPU consumer potrebbe diventare meno netto di quanto sembri.