Il misterioso boato registrato nell’agosto 2023 nel Gran Sasso ha finalmente una spiegazione.
Secondo uno studio guidato dall’INGV e pubblicato su Scientific Reports, l’origine del fenomeno è legata al movimento delle acque sotterranee.
Le acque sotterranee dietro il fenomeno
L’evento, avvertito nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, non è stato isolato.
Gli esperti hanno collegato il boato a:
- variazioni di pressione
- cambiamenti nei flussi d’acqua
- accumuli sotterranei nel massiccio
Il fenomeno era iniziato già nei mesi precedenti, con anomalie registrate tra maggio e agosto 2023.
Gli strumenti che hanno risolto il mistero

La scoperta è stata possibile grazie a un’integrazione di diversi sistemi di monitoraggio.
Tra questi anche Ginger, un giroscopio laser progettato per misurare variazioni nella rotazione terrestre, che ha contribuito a ricostruire con precisione l’evento.
Perché è importante questa scoperta
Lo studio dimostra che le montagne possono generare fenomeni acustici naturali complessi.
Inoltre, apre nuove possibilità per:
- monitorare eventi geologici
- migliorare lo studio dei terremoti
- sviluppare sistemi di rilevamento più avanzati
Il Gran Sasso diventa così un laboratorio naturale per comprendere meglio le dinamiche interne della Terra.
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