Google Chrome lento sul portatile non è per forza colpa del PC vecchio. Spesso il problema nasce dalle troppe schede aperte, soprattutto se dentro ci sono video, pubblicità, web app pesanti o pagine lasciate lì per ore. La funzione da guardare si chiama Memory Saver.
Chrome è migliorato molto negli ultimi anni, ma resta un browser che può usare parecchia RAM quando lavori con molte tab. Se apri articoli, YouTube, Google Docs, Figma o altri strumenti web nello stesso momento, il sistema può diventare meno reattivo anche su notebook recenti.
Google Chrome lento: cosa fa Memory Saver
Memory Saver libera memoria disattivando le schede che non stai usando. Quando torni su una tab inattiva, Chrome la ricarica automaticamente. Il vantaggio è semplice: più RAM resta disponibile per la scheda attiva, per le app aperte e per il sistema operativo.
Google spiega nella guida ufficiale alle impostazioni prestazioni di Chrome che Memory Saver si trova in Impostazioni, poi Prestazioni. Da lì puoi attivarlo, scegliere quanto aggressivo deve essere e indicare eventuali siti da tenere sempre attivi.
La funzione non chiude le schede. Le mette in pausa quando non servono. È una differenza importante: non perdi il lavoro, ma potresti aspettare qualche secondo quando torni su una pagina sospesa. Per chi usa il browser come scrivania digitale, è spesso un compromesso accettabile.
Come attivare Memory Saver in Chrome
Il percorso è breve: apri Chrome, premi il menu con i tre puntini, entra in Impostazioni, poi Prestazioni e attiva Risparmio memoria. Sulle versioni recenti puoi scegliere tra tre livelli: Moderato, Bilanciato e Massimo.
- Moderato: disattiva le schede dopo più tempo e interviene meno spesso.
- Bilanciato: considera abitudini di navigazione e risorse disponibili.
- Massimo: libera memoria più in fretta, ma può ricaricare più spesso le pagine.
Per la maggior parte degli utenti, Bilanciato è la scelta più sensata. Riduce il peso delle tab dimenticate senza trasformare ogni cambio scheda in un caricamento continuo. Se usi molti strumenti Google, il tema si collega anche alla gestione dei servizi Workspace, come abbiamo visto con Gemini in Google Docs e i popup IA.
Quando Memory Saver non basta

Memory Saver aiuta, ma non risolve tutto. Un Google Chrome lento può dipendere anche da estensioni vecchie, pagine piene di script, malware, troppe notifiche, profili sincronizzati male o una versione del browser non aggiornata. La RAM conta, ma non è l’unico collo di bottiglia.
Nel 2024 Google ha introdotto anche nuovi controlli prestazionali, spiegati nel blog ufficiale su Chrome e Memory Saver. Tra questi ci sono avvisi per le schede che consumano troppe risorse e opzioni per vedere meglio quali tab sono inattive.
C’è poi un dettaglio da non sottovalutare: alcune schede non vengono sospese facilmente. Pagine con audio, videochiamate, download attivi, moduli non completati o dispositivi collegati possono restare operative. Ha senso, perché interromperle potrebbe farti perdere una chiamata o un caricamento.
Se lavori spesso con browser e strumenti Google, conviene trattare Chrome come un ambiente di lavoro, non come un semplice programma. Vale per Docs, Calendar, Home e servizi collegati: anche novità apparentemente piccole, come i colori di Google Calendar, cambiano il modo in cui organizzi le giornate.
La scelta pratica è questa: prima di cambiare laptop, controlla Memory Saver, estensioni e schede aperte. Se Chrome torna fluido, hai guadagnato prestazioni gratis. Se resta pesante, allora il problema non è una singola impostazione, ma l’intero modo in cui il tuo PC sta gestendo il carico di lavoro.