Dal 5 ottobre 2026 Google Workspace cambia il ciclo di vita dei calendari secondari. Gli amministratori e i proprietari dovrebbero verificare per tempo chi possiede i calendari condivisi e trasferire quelli ancora utili a un collega della stessa organizzazione.
Cosa cambia
Per gli account Workspace non personali termina il processo temporaneo che riassegnava automaticamente alcuni calendari secondari rimasti senza proprietario. La proprietà diventa quindi un controllo da inserire nella normale procedura di uscita di un utente dall’organizzazione.

Come prepararsi
- Individua i calendari secondari posseduti dall’utente.
- Decidi quali devono restare disponibili.
- Trasferisci la proprietà a un utente della stessa organizzazione.
- Controlla che il nuovo proprietario risulti correttamente assegnato.
- Completa poi le normali procedure sull’account precedente.
Condivisione e proprietà sono diverse
Avere il permesso di modificare e gestire la condivisione non significa necessariamente essere proprietario. Un calendario secondario dell’organizzazione deve avere un proprietario interno, anche se continua a essere condiviso con altre persone.

Trasferimento tramite strumenti amministrativi
Google permette di gestire i trasferimenti all’interno della stessa organizzazione e ha previsto anche un endpoint Calendar API per gli amministratori che devono automatizzare l’operazione su più calendari.
Guide collegate
Nel cluster Google Calendar trovi anche la guida su come bloccare spam e inviti indesiderati e l’approfondimento sui colori personalizzati per gli eventi.
In sintesi: entro il 5 ottobre conviene controllare i calendari secondari Workspace e trasferire quelli da conservare a un proprietario interno. In questo modo il calendario non resta legato a un account che non sarà più attivo.