Google Assistant sta per lasciare definitivamente il posto a Gemini su gran parte dei dispositivi mobili Android. Google ha comunicato che la rimozione dell’accesso ad Assistant inizierà il 3 settembre 2026 e richiederà alcune settimane per raggiungere tutti gli utenti. Un aggiornamento pubblicato dalla community ufficiale Gemini indica inoltre che dal 4 settembre 2026 la maggior parte degli utenti non potrà più utilizzare o ripristinare Google Assistant su smartphone e tablet.
La parte più importante, però, non è la data. Quando la disponibilità di Assistant viene rimossa dal dispositivo, non sarà più possibile tornare indietro. Per questo conviene provare adesso le funzioni che utilizzi realmente ogni giorno e verificare che Gemini sappia gestirle nel tuo ecosistema.
Non limitarti a chiedergli il meteo. Se usi Assistant mentre guidi, per controllare la casa, dagli auricolari o con lo smartphone bloccato, sono proprio questi i casi da verificare.
Google Assistant sparisce dal 3 settembre: cosa succede davvero
Google ha chiarito nella comunicazione ufficiale sulla transizione ad Assistant che l’accesso a Google Assistant inizierà a essere rimosso dal 3 settembre 2026.
Il rollout non sarà simultaneo: Google prevede che possano essere necessarie alcune settimane prima che la modifica raggiunga tutti.
Quando Gemini diventa l’assistente dello smartphone, la transizione coinvolge anche diversi dispositivi associati compatibili:
- smartwatch Wear OS;
- cuffie e auricolari compatibili con Gemini;
- Android Auto quando viene proiettato dallo smartphone.
Non significa invece che ogni prodotto dotato di Assistant smetterà di funzionare il 3 settembre. Google specifica che questo cambiamento mobile non riguarda allo stesso modo speaker e display Google Home e Nest.
C’è inoltre una distinzione fondamentale per le automobili: Android Auto proiettato dal telefono segue la transizione dello smartphone, mentre le auto con Google built-in possono continuare a utilizzare Google Assistant oltre il 3 settembre 2026.
| Dispositivo | Cosa controllare prima del passaggio |
|---|---|
| Smartphone Android | chiamate, timer, torcia, messaggi e comandi da schermo bloccato |
| Android Auto | chiamate, navigazione, messaggi e musica |
| Wear OS | attivazione vocale, messaggi, timer e musica |
| Cuffie e auricolari | richiamo dell’assistente e comandi vocali |
| Google Home | routine, dispositivi e automazioni |
| Servizi musicali | servizio predefinito e app connessa |
| Traduzione | alternativa alla modalità Interpreter di Assistant |
1. Prova subito Gemini con Android Auto

Se utilizzi Assistant soprattutto in automobile, questo è probabilmente il test più importante da fare.
Google documenta che Gemini su Android Auto può effettuare chiamate, inviare messaggi, trovare luoghi, avviare la navigazione e controllare la musica. Puoi attivarlo dicendo “Hey Google”, toccando il microfono sul display oppure, quando supportato dall’auto, tenendo premuto il pulsante dei comandi vocali sul volante.
Prima del passaggio prova almeno queste operazioni reali:
- chiama un contatto presente in rubrica;
- invia un messaggio;
- chiedi indicazioni verso casa o lavoro;
- cerca un’attività commerciale e avvia la navigazione;
- avvia la tua app musicale abituale;
- cambia brano o metti in pausa la riproduzione.
La guida ufficiale di Gemini in Android Auto conferma proprio queste funzioni.
Se Android Auto non parte correttamente, però, non confondere il problema dell’assistente con quello della connessione fra auto e telefono. Abbiamo una guida separata per capire cosa fare quando Android Auto non si collega.
Se invece parte ma perde continuamente il collegamento, trovi anche i controlli specifici per Android Auto che si disconnette continuamente.
Android Auto e Google built-in non sono la stessa cosa
Questo dettaglio può evitare parecchia confusione nei prossimi giorni.
Android Auto proiettato utilizza lo smartphone come elemento centrale dell’esperienza. Collegando il telefono all’automobile, Gemini diventa quindi l’assistente utilizzato anche nell’interfaccia dell’auto quando la migrazione raggiunge quel dispositivo.
Un’auto con Google built-in, invece, integra direttamente i servizi Google nel sistema di infotainment e non dipende allo stesso modo dall’assistente configurato sul telefono.
Google specifica che Assistant continuerà a funzionare sulle auto con Google built-in oltre la scadenza mobile del 3 settembre. Inoltre, la documentazione attuale delle auto con Google integrato prevede ancora la possibilità di scegliere Gemini o Google Assistant sui veicoli supportati.
Se vuoi vedere quali novità stanno arrivando nell’esperienza in auto, abbiamo approfondito anche Android Auto con Gemini, widget e nuove funzioni.
2. Prova i comandi con lo smartphone bloccato
La seconda prova va fatta senza sbloccare il telefono.
Gemini può già eseguire numerose operazioni dalla schermata di blocco, ma il comportamento dipende dalle autorizzazioni configurate e dal tipo di richiesta.
Secondo la documentazione ufficiale di Gemini per lo schermo bloccato, puoi chiedere tra le altre cose di:
- effettuare chiamate, dopo aver fornito l’autorizzazione richiesta;
- leggere o rispondere ai messaggi nelle notifiche;
- chiedere indicazioni a Google Maps;
- controllare dispositivi smart compatibili;
- impostare o fermare sveglie e timer;
- controllare la riproduzione multimediale;
- accendere la torcia;
- cambiare il volume.
Alcune richieste contenenti informazioni personali possono però richiedere comunque lo sblocco.
Fai quindi una prova concreta lasciando il telefono sulla scrivania con lo schermo bloccato. Chiedi a Gemini di chiamare un contatto, impostare un timer e accendere la torcia. Se durante la guida utilizzi spesso i comandi vocali senza toccare il telefono, prova anche una destinazione di Maps.
Se un’azione non funziona, controlla in particolare che Gemini sia configurato come assistente digitale principale e che l’app Google disponga delle autorizzazioni necessarie.
3. Controlla le routine che usi davvero
Non basta verificare che Gemini sappia accendere una lampadina. Se utilizzi routine con più passaggi, prova esattamente quelle che fanno parte della tua giornata.
Google conferma che l’app mobile Gemini può avviare routine Google Home tramite voce o testo, ma avverte anche che alcuni comandi iniziali e alcune azioni non sono supportati quando una routine viene utilizzata attraverso Gemini.
In particolare, possono creare problemi le operazioni che richiedono una conversazione con più passaggi, per esempio quando il sistema deve fare una domanda aggiuntiva prima di completare l’azione.
Fai quindi almeno tre prove:
- una routine semplice, come spegnere tutte le luci;
- una routine composta da più azioni;
- una routine con musica, annunci o altri servizi collegati.
Se la routine complessa non funziona, prova ogni azione singolarmente. In questo modo puoi capire se il problema riguarda la routine nel suo insieme o un solo comando.
Google mantiene inoltre una lista ufficiale dei comandi iniziali, condizioni e azioni supportati, utile quando una particolare automazione non si comporta come previsto.
4. Prova la smart home oltre il semplice “accendi la luce”

Gemini può controllare i dispositivi collegati tramite Google Home, ma il test deve essere realistico.
Accendere una lampadina è il caso più semplice. Se la tua casa connessa è più articolata, prova invece:
- una stanza con più luci;
- un termostato;
- una presa intelligente;
- una routine che controlla più dispositivi;
- un comando pronunciato mentre il telefono è bloccato;
- dispositivi con nomi simili presenti in stanze differenti.
L’app Google Home continua inoltre a evolversi intorno a Gemini. Per esempio abbiamo già approfondito le nuove automazioni visive di Google Home con Gemini, che mostrano quanto l’integrazione fra AI e dispositivi domestici stia diventando più articolata.
Se una routine non parte, controlla prima nell’app Google Home che dispositivi e automazioni siano ancora presenti e collegati all’abitazione corretta. Evita di cancellare configurazioni funzionanti prima di aver isolato l’azione che crea il problema.
5. Verifica Gemini sullo smartwatch Wear OS

Se utilizzi Assistant dal polso, non dare per scontato che il comportamento sia identico a quello dello smartphone.
Google indica che Gemini è disponibile su alcuni smartwatch con Wear OS 4.0 o versioni successive, mentre Assistant è stato supportato anche su alcuni dispositivi Wear OS 3.0 e successivi.
La compatibilità dipende quindi anche dal modello.
Sul tuo smartwatch prova almeno:
- l’attivazione con “Hey Google”;
- l’apertura dell’assistente dal pulsante o dall’app;
- un timer;
- una risposta rapida a un messaggio;
- la riproduzione musicale.
La guida ufficiale Wear OS consiglia di verificare direttamente con il produttore se il dispositivo supporta Gemini.
Questo è particolarmente importante per gli smartwatch meno recenti: il telefono può essere compatibile con Gemini mentre l’orologio associato potrebbe avere requisiti differenti.
6. Prova cuffie e auricolari senza tirare fuori il telefono

Anche cuffie e auricolari collegati allo smartphone possono essere coinvolti nella migrazione.
Google specifica che, quando Gemini è impostato come assistente principale sul telefono compatibile, può rispondere anche attraverso cuffie con supporto Gemini o Google Assistant.
Il rollout sulle cuffie è però graduale e la funzione potrebbe non essere ancora disponibile su ogni modello compatibile.
Il test corretto è semplice: lascia il telefono in tasca e prova il metodo che utilizzavi normalmente con Assistant, per esempio il comando “Hey Google” oppure la pressione sul dispositivo.
Chiedi quindi qualcosa che richieda davvero un’azione, come avviare musica o gestire una notifica, invece di limitarti a una domanda generica.
Google mantiene una guida specifica all’utilizzo di Gemini con cuffie e auricolari con i requisiti necessari.
7. Controlla musica, podcast, radio e Interpreter Mode
Questo è il test da non saltare se utilizzi Assistant soprattutto come interfaccia vocale per servizi esterni.
Gemini supporta YouTube Music e può collegarsi anche a servizi di streaming compatibili. Google documenta, per esempio, l’integrazione con Spotify e altri provider supportati tramite le app connesse.
Non esiste però ancora una parità completa con tutti i servizi di Assistant. Nella documentazione ufficiale Google segnala ancora limitazioni relative ad alcuni provider di podcast, notizie, radio e servizi musicali di terze parti.
Per questo prova esattamente il servizio che utilizzi, non soltanto YouTube Music.
C’è poi un’assenza ancora più evidente: Interpreter Mode di Google Assistant non è supportata da Gemini mobile secondo la documentazione attuale di Google.
Fino a quando Assistant resta disponibile, Google suggerisce ancora di tornare ad Assistant per utilizzare Interpreter Mode. Ma questa soluzione perde utilità quando il passaggio a Gemini diventa irreversibile sul dispositivo.
Se usavi spesso questa funzione in viaggio o durante conversazioni bilingue, conviene preparare un’alternativa adesso. L’app Google Traduttore dispone della funzione Live Translate, con modalità conversazione, ascolto e traduzione vocale in tempo reale sui dispositivi e nelle lingue supportate. Google ne descrive il funzionamento nella guida ufficiale alla traduzione live.
Non è esattamente la stessa esperienza di Interpreter Mode, quindi vale la pena provarla prima di averne realmente bisogno.
Checklist finale: cosa provare prima che Assistant sparisca
Se hai poco tempo, fai almeno questi sette test sul tuo ecosistema reale:
| Prova | Se non funziona |
|---|---|
| Chiamata da Android Auto | controlla Gemini, autorizzazioni e app Google |
| Navigazione da telefono bloccato | verifica impostazioni Gemini sulla schermata di blocco |
| Routine con più azioni | prova separatamente ogni singola azione |
| Dispositivi smart home | verifica collegamento e nomi nell’app Google Home |
| Gemini su Wear OS | verifica modello, versione Wear OS e disponibilità |
| Comando dalle cuffie | controlla assistente predefinito e compatibilità degli auricolari |
| Musica o traduzione | verifica app connessa e prepara un’alternativa per Interpreter Mode |
Il punto non è stabilire se Gemini sia complessivamente migliore o peggiore di Google Assistant. Il problema è molto più pratico: deve funzionare nelle situazioni nelle quali tu utilizzavi davvero Assistant.
Se chiedi soltanto informazioni generiche potresti non accorgerti di nessuna differenza. Se invece Assistant gestiva la navigazione in auto, una vecchia routine serale, uno smartwatch, le cuffie durante una passeggiata o una conversazione tradotta, il momento migliore per scoprirne i limiti è prima che il ritorno ad Assistant non sia più disponibile sul tuo dispositivo.