È uno degli esopianeti nella zona abitabile più vicini alla Terra, ha almeno 3,4 volte la nostra massa e completa un’orbita in appena 37,9 giorni. Ma essere nella zona abitabile non significa essere una seconda Terra.
A soli 11,4 anni luce dalla Terra esiste un pianeta che orbita nella zona abitabile della propria stella. Si chiama Gliese 725 Bc, o Gl 725 B c, e negli ultimi giorni è tornato sotto i riflettori dopo essere stato inserito tra i pianeti evidenziati dal NASA Exoplanet Archive nell’aggiornamento del 20 agosto 2026.
La distanza, almeno su scala astronomica, è sorprendentemente piccola. E anche alcuni degli altri numeri attirano immediatamente l’attenzione: Gliese 725 Bc possiede una massa minima di circa 3,4 volte quella terrestre, completa un’orbita in 37,9 giorni e si trova nella regione intorno alla propria stella nella quale le condizioni potrebbero permettere la presenza di acqua liquida.
Questo, però, è anche il punto nel quale bisogna fermarsi.
Non sappiamo se Gliese 725 Bc abbia oceani. Non conosciamo la sua atmosfera. Non sappiamo nemmeno con certezza se abbia una superficie rocciosa.
E soprattutto, zona abitabile non significa pianeta abitabile.
Gliese 725 Bc in breve

Prima di capire quanto possa essere interessante per la ricerca di mondi simili al nostro, vale la pena mettere in ordine ciò che conosciamo.
| Caratteristica | Gliese 725 Bc |
|---|---|
| Distanza dalla Terra | circa 11,4 anni luce |
| Stella | Gliese 725 B |
| Tipo di stella | nana rossa |
| Massa minima | 3,4 ± 0,7 masse terrestri |
| Periodo orbitale | 37,90 ± 0,17 giorni |
| Distanza dalla stella | circa 0,139 UA |
| Temperatura di equilibrio | circa 215 K, circa -58 °C |
| Metodo di scoperta | velocità radiale |
| Stato | pianeta confermato |
| Posizione | zona abitabile |
I valori attualmente riportati dal NASA Exoplanet Archive derivano dalle osservazioni pubblicate nel 2026.
C’è inoltre un’altra precisazione importante: Gliese 725 Bc non è stato scoperto il 20 agosto.
Lo studio scientifico che ne descrive la rilevazione è stato pubblicato su Astronomy & Astrophysics il 26 gennaio 2026. L’aggiornamento NASA del 20 agosto lo ha invece aggiunto e messo in evidenza nel database insieme ad altri nuovi pianeti e parametri aggiornati.
Perché 11,4 anni luce sono così pochi
Un anno luce corrisponde alla distanza percorsa dalla luce in un anno, circa 9.460 miliardi di chilometri.
Undici anni luce restano quindi una distanza enorme per qualsiasi tecnologia umana attuale, ma in una galassia larga oltre 100.000 anni luce significa trovarsi praticamente nel nostro vicinato cosmico.
Secondo l’Institut de Recherche en Astrophysique et Planétologie, Gliese 725 Bc è il secondo pianeta conosciuto nella zona abitabile più vicino alla Terra, dopo Proxima Centauri b.
La vicinanza è importante non perché potremmo raggiungerlo presto, ma perché rende un mondo del genere più interessante per le future osservazioni astronomiche.
Più un sistema planetario è vicino, maggiori possono diventare le possibilità di studiarlo con strumenti di nuova generazione.
Su Tech iCrewPlay abbiamo già approfondito perché proprio le stelle vicine al Sole siano tra gli obiettivi più interessanti nella ricerca della vita: poter caratterizzare l’ambiente stellare è essenziale quanto individuare il pianeta.
Cosa significa che Gliese 725 Bc è nella zona abitabile
È qui che nasce facilmente l’equivoco.
La zona abitabile è una regione intorno a una stella nella quale un pianeta potrebbe avere temperature compatibili con la presenza di acqua liquida sulla superficie, a condizione che possieda le caratteristiche atmosferiche e fisiche necessarie.
Non significa che quell’acqua esista.
E non implica l’esistenza della vita.
Nel caso di Gliese 725 Bc, il pianeta riceve dalla propria stella una quantità di energia paragonabile a quella ricevuta da Marte dal Sole.
È un indizio interessante, ma Marte dimostra perfettamente perché la distanza dalla stella non sia sufficiente a stabilire l’abitabilità.
Il nostro vicino possiede oggi una superficie estremamente fredda e un’atmosfera molto sottile, nonostante esistano numerose prove che in passato abbia ospitato acqua liquida.
Per questo abbiamo già affrontato il problema più generale nell’approfondimento dedicato agli esopianeti abitabili e alla ricerca di una nuova Terra: la zona abitabile è soltanto uno dei primi filtri utilizzati dagli astronomi.
Quindi Gliese 725 Bc potrebbe avere acqua?

Potrebbe, ma attualmente non abbiamo prove della presenza di acqua.
Il ragionamento degli astronomi è condizionale.
Se Gliese 725 Bc fosse un pianeta roccioso, se possedesse acqua e se la sua atmosfera permettesse temperature superficiali appropriate, la sua posizione orbitale sarebbe compatibile con la presenza di acqua allo stato liquido.
Sono molti “se”.
Ed è importante mantenerli perché trasformare “si trova nella zona abitabile” in “possiede acqua liquida” sarebbe scientificamente scorretto.
La temperatura di -58 °C non ci dice quanto fa sulla superficie
Il NASA Exoplanet Archive riporta per Gliese 725 Bc una temperatura di equilibrio di 215 ± 4 kelvin, corrispondente a circa -58 °C.
Potrebbe sembrare un mondo completamente congelato.
Ma anche questo valore va interpretato correttamente.
La temperatura di equilibrio è una stima teorica basata sull’energia ricevuta dalla stella e su alcune ipotesi. Non è una misurazione della temperatura della superficie.
L’atmosfera può modificare profondamente il clima di un pianeta.
Basta guardare il Sistema Solare.
Venere possiede una temperatura superficiale molto superiore a quella che avrebbe senza il fortissimo effetto serra della sua atmosfera. La Terra, allo stesso modo, sarebbe molto più fredda senza i gas atmosferici che trattengono parte del calore.
Finché non conosceremo l’atmosfera di Gliese 725 Bc, quei 215 K non potranno dirci quale ambiente esista realmente sulla sua superficie.
È una super-Terra, ma questo non significa una Terra più grande
La massa minima di Gliese 725 Bc è circa 3,4 volte quella terrestre.
Questo lo colloca nella fascia di massa comunemente associata alle cosiddette super-Terre.
Il nome può però essere fuorviante.
Una super-Terra non è automaticamente un pianeta identico al nostro, soltanto più grande. Il termine descrive soprattutto una categoria di dimensioni o masse planetarie e comprende mondi che possono essere molto diversi tra loro.
Per sapere se Gliese 725 Bc sia roccioso servirebbe conoscere meglio anche il suo raggio, così da poter stimare la densità.
Ed è qui che incontriamo uno dei principali limiti di questa scoperta.
Non abbiamo visto Gliese 725 Bc passare davanti alla sua stella
Il pianeta non è stato trovato osservandolo direttamente.
È stato rilevato attraverso il metodo della velocità radiale.
Quando un pianeta orbita intorno a una stella, non è soltanto il pianeta a muoversi. Anche la stella compie un piccolo movimento causato dall’attrazione gravitazionale del pianeta.
Misurando con estrema precisione questi minuscoli spostamenti attraverso lo spettro della stella, gli astronomi possono individuare la presenza di un corpo invisibile in orbita.
Nel caso di Gliese 725 Bc, le misurazioni sono state effettuate utilizzando SPIRou, lo spettropolarimetro nel vicino infrarosso installato sul Canada-France-Hawaii Telescope.
Il team ha raccolto centinaia di misurazioni e utilizzato un metodo chiamato Wapiti per ridurre le interferenze prodotte dall’atmosfera terrestre nei dati infrarossi.
È così emerso il segnale molto più solido di Gliese 725 Bc.
Perché conosciamo una “massa minima”

La velocità radiale permette di calcolare il cosiddetto valore M sin i.
In pratica conosciamo l’effetto gravitazionale esercitato dal pianeta sulla stella, ma non vediamo l’esatta inclinazione della sua orbita rispetto a noi.
Per questo i 3,4 pianeti Terra rappresentano una massa minima.
La massa reale potrebbe essere superiore.
Se invece un pianeta passa davanti alla sua stella dal nostro punto di vista, cioè compie un transito, possiamo ottenere molte altre informazioni.
Gliese 725 Bc però non sembra transitare davanti alla propria stella.
Questo rende più difficile misurarne il raggio e, soprattutto, analizzare la sua eventuale atmosfera con le tecniche utilizzate per molti altri esopianeti.
È una differenza importante rispetto a sistemi come TRAPPIST-1, al quale abbiamo dedicato un approfondimento sul ruolo del James Webb nella ricerca di atmosfere e condizioni favorevoli alla vita.
Gliese 725 Bc orbita intorno a una nana rossa
La sua stella, Gliese 725 B, è una nana rossa.
Queste stelle sono più piccole, fredde e deboli del Sole e rappresentano il tipo di stella più comune nella Via Lattea.
Per gli astronomi sono obiettivi particolarmente interessanti.
Dato che una nana rossa possiede una massa inferiore, il movimento provocato gravitazionalmente da un piccolo pianeta è più facile da individuare rispetto a quello prodotto intorno a una stella grande come il Sole.
Anche la zona abitabile si trova molto più vicino alla stella.
Questo spiega perché Gliese 725 Bc possa completare un anno in appena 37,9 giorni pur trovandosi nella zona abitabile.
Ma le nane rosse presentano anche problemi.
Alcune possono produrre intensa attività magnetica, brillamenti e radiazioni capaci di influenzare o erodere l’atmosfera dei pianeti vicini.
Per stabilire l’abitabilità di Gliese 725 Bc sarà quindi necessario comprendere non soltanto il pianeta, ma anche il comportamento della sua stella.
Nello stesso sistema potrebbe esserci un altro pianeta
Gliese 725 Bc non è l’unico segnale individuato intorno alla stella.
Gli astronomi hanno rilevato anche un possibile pianeta interno chiamato Gliese 725 Bb.
Avrebbe una massa minima di circa 1,5 masse terrestri e completerebbe un’orbita in appena 4,765 giorni.
La sua esistenza, però, non è ancora sufficientemente solida per considerarlo un pianeta confermato.
Il NASA Exoplanet Archive lo classifica infatti come candidate planet.
Gliese 725 Bc, al contrario, è classificato come pianeta confermato.
Possiamo dire che Gliese 725 Bc somiglia alla Terra?
Per ora, no.
Conosciamo alcuni parametri interessanti:
- si trova relativamente vicino;
- orbita nella zona abitabile;
- possiede una massa minima di poche volte quella terrestre;
- riceve una quantità di energia paragonabile a quella ricevuta da Marte;
- orbita attorno a una piccola nana rossa.
Ma mancano alcuni dei dati più importanti:
- non conosciamo con precisione il suo raggio;
- non conosciamo la densità;
- non possiamo confermare che sia roccioso;
- non sappiamo se possieda un’atmosfera;
- non conosciamo la composizione dell’eventuale atmosfera;
- non abbiamo rilevato acqua;
- non abbiamo alcuna indicazione di attività biologica.
Definirlo una “seconda Terra” sarebbe quindi molto prematuro.
Perché allora Gliese 725 Bc è così interessante

Proprio perché è vicino.
Gli astronomi non cercano soltanto pianeti promettenti. Cercano soprattutto pianeti che possano essere studiati.
Un mondo potenzialmente interessante a migliaia di anni luce può essere molto più difficile da caratterizzare rispetto a un sistema situato nel nostro vicinato stellare.
IRAP considera Gliese 725 Bc uno degli obiettivi più interessanti per strumenti futuri dedicati allo studio diretto delle atmosfere degli esopianeti vicini.
Tra i progetti citati dai ricercatori c’è LIFE, Large Interferometer For Exoplanets, un concetto di osservatorio spaziale progettato per analizzare nell’infrarosso pianeti terrestri vicini e studiarne le atmosfere.
Non significa che LIFE osserverà sicuramente Gliese 725 Bc, né che troveremo segni di vita.
Significa però che abbiamo individuato un mondo nella zona abitabile abbastanza vicino da rimanere un obiettivo interessante per la prossima generazione di strumenti astronomici.
Ed è questo, più del termine “abitabile”, a rendere Gliese 725 Bc speciale.
Non abbiamo trovato una nuova Terra a 11,4 anni luce.
Abbiamo trovato qualcosa di scientificamente più utile: un pianeta vicino sul quale possiamo iniziare a formulare domande che, con strumenti migliori, potrebbero un giorno avere una risposta.