Un’interruzione dei server Petlibro ha reso irraggiungibili app e dispositivi. Le alimentazioni programmate avrebbero dovuto continuare offline, ma alcuni proprietari hanno segnalato pasti saltati. Il caso pone una domanda importante: quanto possiamo fidarci del cloud quando un dispositivo si occupa di qualcosa di essenziale?
Una mangiatoia smart dovrebbe continuare a dare da mangiare al gatto o al cane anche quando Internet non funziona. Sembra un requisito ovvio, soprattutto quando il dispositivo viene acquistato proprio per alimentare l’animale a orari prestabiliti mentre il proprietario non è in casa.
Il recente problema che ha coinvolto Petlibro mostra però quanto la questione sia più complessa.
L’11 agosto 2026 un’interruzione dei servizi cloud dell’azienda ha impedito all’app Petlibro di comunicare normalmente con mangiatoie, fontanelle e altri dispositivi connessi. Secondo Petlibro, le routine già memorizzate localmente avrebbero dovuto continuare a essere eseguite anche senza collegamento ai server.
Alcuni utenti hanno però raccontato una storia differente, segnalando mangiatoie che non avrebbero distribuito il cibo agli orari previsti.
Non significa che tutte le mangiatoie Petlibro abbiano smesso di funzionare, né che sia stato dimostrato che il guasto cloud abbia direttamente causato ogni pasto saltato. È proprio questa differenza tra comportamento previsto e casi segnalati a rendere interessante l’incidente.
Cosa è successo ai server Petlibro

Petlibro ha ricostruito pubblicamente quanto accaduto.
Secondo l’azienda, l’interruzione è stata provocata da problemi ai server cloud che hanno generato un accumulo di richieste. Il carico ha saturato la memoria del sistema e provocato la caduta dei servizi dedicati ai dispositivi.
Il primo errore critico è stato registrato la mattina dell’11 agosto 2026.
Petlibro è riuscita inizialmente a ripristinare parte del servizio, ma la grande quantità di richieste accumulate durante il periodo offline ha nuovamente sovraccaricato l’infrastruttura.
La situazione è quindi proseguita per diverse ore, con periodi nei quali alcune funzioni tornavano disponibili e altri nei quali il sistema risultava nuovamente instabile.
Il servizio è stato dichiarato completamente ripristinato la sera del 12 agosto.
Nella sua ricostruzione ufficiale dell’incidente, Petlibro spiega che durante il problema l’app non era in grado di comunicare normalmente con i dispositivi.
Di conseguenza potevano non essere disponibili:
- controlli manuali dall’app;
- cronologia delle operazioni;
- notifiche;
- registrazioni;
- video conservati nel cloud;
- informazioni aggiornate sullo stato del dispositivo.
Il punto più importante, però, riguarda ciò che avrebbe dovuto continuare a funzionare senza cloud.
Una mangiatoia Petlibro dovrebbe funzionare anche senza Internet

Secondo la documentazione ufficiale dell’azienda, sì.
Petlibro specifica che le alimentazioni programmate vengono salvate localmente sulla mangiatoia e non dipendono dalla connessione di rete per essere eseguite.
In altre parole, perdere il Wi-Fi o non riuscire a collegarsi ai server Petlibro non dovrebbe automaticamente impedire al dispositivo di distribuire il cibo.
L’app potrebbe risultare offline e il proprietario potrebbe perdere temporaneamente il controllo remoto, ma la programmazione già memorizzata dovrebbe continuare.
È una differenza fondamentale.
Un dispositivo smart può avere infatti due livelli di funzionamento:
| Funzione | Richiede Internet? |
|---|---|
| Alimentazione già programmata e salvata localmente | In teoria no |
| Controllo manuale tramite app | Sì |
| Modifica remota degli orari | Sì |
| Sincronizzazione dei dati | Sì |
| Notifiche sul telefono | Sì |
| Video e servizi cloud | Sì o dipende dal modello |
Questa architettura è esattamente quella che ci si aspetterebbe da un dispositivo al quale viene affidata un’attività importante.
Perché allora alcuni utenti hanno segnalato pasti saltati?
È la domanda alla quale al momento non esiste una risposta unica.
Durante l’interruzione diversi proprietari hanno riferito che alcune mangiatoie non avrebbero eseguito le alimentazioni previste.
Il caso è stato raccolto anche da The Verge, che ha riportato testimonianze riguardanti modelli Petlibro RFID, Granary e Polar.
Alcune persone sostenevano di avere trovato i dispositivi offline, altre di aver riscontrato alimentazioni programmate non eseguite.
Petlibro non nega l’esistenza di queste segnalazioni.
L’azienda sostiene però che le routine locali abbiano continuato a funzionare sulla grande maggioranza dei dispositivi e afferma di stare esaminando separatamente i casi nei quali una routine potrebbe non essere stata eseguita come previsto.
Questo significa che sarebbe scorretto concludere semplicemente che “Internet è andato giù e le mangiatoie hanno smesso di dare cibo”.
Il problema potrebbe coinvolgere diversi fattori, dal comportamento del singolo dispositivo allo stato della programmazione locale, passando per eventuali problemi secondari generati durante l’interruzione.
Ma l’incidente evidenzia comunque una vulnerabilità più generale.
Offline non significa necessariamente indipendente dal cloud
Quando acquistiamo un prodotto smart tendiamo spesso a mettere nello stesso gruppo tre elementi differenti:
- connessione Wi-Fi;
- applicazione;
- funzionamento effettivo del dispositivo.
In realtà possono essere completamente separati.
Una mangiatoia può risultare offline nell’app e continuare tranquillamente a distribuire il cibo perché il programma è conservato nella memoria interna.
Allo stesso modo, una telecamera potrebbe continuare a registrare su microSD senza poter inviare notifiche al telefono.
È uno dei motivi per cui nella smart home sta crescendo l’interesse per il controllo locale, un approccio che abbiamo già approfondito parlando delle integrazioni Home Assistant che riducono la dipendenza dal cloud.
Più funzioni essenziali possono essere eseguite direttamente dal dispositivo, minori sono le conseguenze di un problema ai server del produttore.
Il vero problema nasce quando il dispositivo svolge un compito essenziale
Se una lampadina smart non risponde per un’ora, probabilmente è solo fastidioso.
Se una mangiatoia non distribuisce una porzione di cibo mentre siamo fuori casa, la situazione è diversa.
Lo stesso ragionamento può essere applicato a serrature, sistemi di riscaldamento, allarmi, dispositivi medici connessi e altri prodotti ai quali affidiamo attività che non dovrebbero dipendere esclusivamente dalla disponibilità di un server remoto.
Le mangiatoie automatiche rappresentano un esempio particolarmente chiaro perché spesso vengono acquistate proprio per garantire una routine anche quando il proprietario è al lavoro, fuori casa o in viaggio.
La componente smart dovrebbe quindi aggiungere funzioni, non diventare un punto singolo di guasto.
Batteria di emergenza e funzionamento offline non sono la stessa cosa

C’è poi un’altra distinzione importante.
Una mangiatoia dotata di batterie di backup può continuare a funzionare durante un blackout elettrico, ma questo non dice necessariamente nulla sulla sua capacità di funzionare senza cloud.
Sono problemi differenti:
assenza di corrente: serve una batteria o un’altra fonte di alimentazione;
assenza di Wi-Fi: serve una programmazione memorizzata localmente;
server del produttore non disponibili: il dispositivo deve essere capace di eseguire autonomamente le funzioni essenziali;
app non funzionante: devono esistere, quando possibile, controlli locali o fisici.
Quando abbiamo provato la Birdfy Feeder con pannello solare, per esempio, abbiamo visto quanto telecamera, notifiche e connettività possano ampliare enormemente le possibilità di una semplice mangiatoia. Più tecnologia viene aggiunta, però, più diventa importante capire quali funzioni rimangono disponibili quando una parte dell’ecosistema smette di rispondere.
Cosa controllare prima di comprare una mangiatoia smart
Il caso Petlibro suggerisce alcune domande che vale la pena fare prima dell’acquisto.
Non basta controllare capacità del serbatoio, dimensioni delle porzioni o qualità dell’app.
Per un dispositivo automatico destinato all’alimentazione di un animale verificherei anche:
- se gli orari vengono salvati fisicamente sulla mangiatoia;
- se le alimentazioni programmate funzionano senza Wi-Fi;
- cosa succede quando i server del produttore sono offline;
- se esistono pulsanti fisici per distribuire manualmente il cibo;
- se il dispositivo dispone di batteria di emergenza;
- se mostra localmente eventuali errori;
- se la programmazione rimane memorizzata dopo un riavvio;
- cosa succede dopo un’interruzione di corrente;
- se è possibile controllare l’ultima alimentazione senza dipendere esclusivamente dal cloud.
Sono caratteristiche molto meno spettacolari di una videocamera AI o di una notifica sullo smartphone, ma possono essere decisamente più importanti.
Cosa fare se una mangiatoia Petlibro risulta ancora offline

Al momento Petlibro indica i propri servizi come operativi.
Se un dispositivo continua a risultare offline o non funziona normalmente, la procedura pubblicata dall’azienda prevede innanzitutto di spegnerlo e scollegarlo per circa un minuto.
Dopo averlo riacceso, Petlibro consiglia di attendere tra tre e cinque minuti per permettere la riconnessione.
Il reset completo dovrebbe essere utilizzato soltanto se il problema continua.
C’è inoltre un dettaglio importante per chi ha utilizzato l’app durante il disservizio: secondo Petlibro, impostazioni create o modificate mentre il servizio era compromesso potrebbero non essere state salvate correttamente.
Conviene quindi controllare nuovamente gli orari delle alimentazioni e le altre impostazioni prima di affidarsi al dispositivo.
Il caso Petlibro riguarda tutta la smart home

Ridurre quanto successo a un semplice problema di Petlibro farebbe perdere la parte più interessante della vicenda.
La domanda è più ampia: quanto deve continuare a funzionare un dispositivo smart quando il cloud scompare?
Per funzioni secondarie possiamo accettare qualche compromesso. Se non possiamo vedere una registrazione o ricevere una notifica per qualche ora, nella maggior parte dei casi non succede nulla di grave.
Quando però la tecnologia controlla cibo, accessi, sicurezza o temperatura della casa, il funzionamento locale dovrebbe essere considerato una caratteristica fondamentale e non un dettaglio tecnico nascosto nelle FAQ.
Petlibro sostiene che questo principio sia già alla base delle proprie mangiatoie e che la grande maggioranza dei dispositivi abbia eseguito normalmente le routine durante l’interruzione.
Le segnalazioni che l’azienda sta ancora analizzando mostrano però perché vale la pena verificare personalmente il comportamento offline di qualsiasi dispositivo al quale affidiamo un’attività importante.
La smart home più affidabile non è necessariamente quella che può fare più cose attraverso Internet.
È quella che, quando Internet smette di funzionare, continua almeno a fare ciò che conta.