Torna uno degli appuntamenti più rilevanti per la divulgazione scientifica in Italia. Dal 15 al 19 aprile, l’Festival delle Scienze di Roma anima gli spazi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone con un programma ricco di incontri, laboratori e ospiti internazionali.
Giunto alla sua 21esima edizione, il festival si conferma come un punto di riferimento per chi vuole comprendere le trasformazioni della scienza contemporanea, con un focus che spazia dalla fisica all’intelligenza artificiale.
Il tema 2026: tra caos e armonia
Il filo conduttore di quest’anno è “Caos e Armonia”, un concetto che attraversa diversi ambiti della conoscenza.
Secondo il direttore Vittorio Bo, viviamo immersi in sistemi complessi che combinano:
- ordine e disordine
- prevedibilità e incertezza
- equilibrio e cambiamento
Questo approccio permette di collegare discipline diverse:
- clima ed ecosistemi
- società e tecnologia
- neuroscienze e comportamento umano
Un tema che riflette il momento storico attuale, caratterizzato da trasformazioni rapide e spesso difficili da interpretare.
L’apertura con Giorgio Parisi

Ad aprire il festival sarà Giorgio Parisi, premio Nobel per la fisica, protagonista di un dialogo con Enrico Alleva.
L’incontro si concentrerà su:
- libertà intellettuale
- rigore scientifico
- valore del dubbio nella ricerca
Un tema centrale in un’epoca in cui la scienza è sempre più esposta al dibattito pubblico.
Intelligenza artificiale e nuove prospettive
Tra gli argomenti più attuali spicca il ruolo dell’IA, affrontato anche da Ines El Gataa, che porterà una riflessione sulla cosiddetta “decolonizzazione dell’intelligenza artificiale”.
Questo concetto introduce una prospettiva critica:
- evitare bias culturali nei sistemi AI
- promuovere modelli inclusivi
- ripensare il rapporto tra tecnologia e società
Un approccio sempre più rilevante nel dibattito internazionale.
Ospiti e protagonisti del festival
Il programma prevede la partecipazione di figure provenienti da ambiti diversi:
- Anthea Comellini
- Michelangelo Pistoletto
- Jacopo Pasotti
Questa varietà riflette l’obiettivo del festival: creare un dialogo tra scienza, arte e comunicazione.
Eventi interattivi e laboratori
Oltre alle conferenze, il festival punta molto sull’interazione con il pubblico.
Tra le iniziative più interessanti:
- “Indovina la Ricerca”, proposta dal Consiglio Nazionale delle Ricerche
- laboratori didattici per scuole
- attività per famiglie
Queste esperienze trasformano i visitatori da spettatori a partecipanti attivi.
Il ruolo della divulgazione scientifica

Secondo Francesco Svelto, vicepresidente del CNR, la scienza moderna evolve a un ritmo sempre più rapido.
Per questo diventa essenziale:
- coinvolgere il pubblico
- aumentare la consapevolezza
- favorire la partecipazione attiva
Il festival si inserisce proprio in questo contesto, cercando di ridurre la distanza tra ricerca e società.
Collaborazioni e attività sul territorio
L’evento non si limita all’Auditorium.
Sono previste iniziative in collaborazione con:
- Istituzione Sistema Biblioteche Centri Culturali di Roma Capitale
- Explora Museo dei Bambini di Roma
Questo approccio diffuso permette di raggiungere un pubblico più ampio e diversificato.
Un evento che guarda al futuro
Il Festival delle Scienze di Roma non è solo una rassegna di incontri, ma un osservatorio sulle trasformazioni in corso.
Tra i temi affrontati:
- cambiamento climatico
- evoluzione tecnologica
- ruolo della ricerca nella società
L’obiettivo è fornire strumenti per comprendere un mondo in transizione, senza semplificazioni ma con un approccio accessibile.
In un contesto in cui il futuro appare sempre più complesso, la conoscenza diventa uno degli strumenti principali per orientarsi e prendere decisioni consapevoli.