Le ali delle falene stanno ispirando una nuova generazione di materiali per l’isolamento acustico: strutture sottilissime capaci di assorbire il suono imitando il camuffamento usato dagli insetti contro l’ecolocalizzazione dei pipistrelli. Il 6 ottobre 2026 l’Università di Bristol ha annunciato una nuova spinout nata proprio per trasformare questa ricerca biomimetica in materiali acustici utilizzabili fuori dal laboratorio.
Il punto interessante è lo spessore. Le falene non possono permettersi pesanti strati isolanti: le loro squame devono restare leggere e compatte. Eppure alcune specie riescono ad assorbire gran parte degli ultrasuoni emessi dai pipistrelli, riducendo l’eco che torna al predatore.
Come fanno le ali delle falene ad assorbire il suono
Le squame presenti su ali e corpo non funzionano come una semplice imbottitura. La loro geometria forma una struttura acustica complessa, simile a un metamateriale naturale. Quando arriva un’onda sonora, una parte dell’energia viene dispersa o assorbita invece di essere riflessa verso il pipistrello.
Ricerche precedenti del gruppo di Marc Holderied all’Università di Bristol hanno mostrato che le squame di alcune falene possono assorbire fino all’85% dell’energia sonora incidente alle frequenze ultrasoniche usate nell’ecolocalizzazione. Questo può ridurre la distanza alla quale il pipistrello riesce a rilevare l’insetto.
Perché interessa anche l’isolamento acustico degli edifici
I materiali fonoassorbenti tradizionali diventano spesso più efficaci aumentando spessore e massa. L’obiettivo della ricerca biomimetica è ottenere un assorbimento elevato con pannelli molto più sottili, sfruttando risonanze e microstrutture ispirate alle squame delle falene.
Un materiale di questo tipo potrebbe essere utile dove lo spazio conta: pareti sottili, interni di veicoli, elettrodomestici, ventilazione, dispositivi elettronici o ambienti in cui i pannelli fonoassorbenti convenzionali risultano troppo ingombranti.
Non è la stessa cosa della cancellazione attiva del rumore
La tecnologia è diversa dalla cancellazione attiva del rumore usata nelle cuffie. L’ANC genera un’onda sonora opposta per ridurre il rumore percepito, mentre un materiale ispirato alle falene agisce passivamente sulla propagazione del suono, assorbendone una parte senza elettronica o alimentazione.
Per capire la differenza puoi confrontarla con il principio spiegato nelle cuffie con cancellazione attiva del rumore: qui non serve un microfono che ascolta il rumore e un altoparlante che genera il segnale opposto.
Dal camuffamento contro i pipistrelli a un materiale industriale
La nuova spinout annunciata da Bristol punta a trasformare anni di ricerca sulle ali delle falene in un prodotto ingegneristico. È il passaggio più difficile della biomimetica: copiare il principio biologico senza dover replicare esattamente ogni dettaglio dell’organismo.
Il gruppo di Bristol studia da anni i cosiddetti metamateriali acustici delle falene e la loro capacità di creare una forma di “invisibilità” al biosonar. Il principio è interessante anche per la tecnologia audio perché mostra che una struttura estremamente sottile può controllare le onde sonore in modo molto più sofisticato di quanto suggerirebbe il suo spessore.
Cosa manca prima di parlare di rivoluzione nelle case
L’annuncio della spinout non significa che domani potremo sostituire lana di roccia e pannelli acustici con una “carta da parati di falena”. Bisogna ancora dimostrare prestazioni, durata, costi, comportamento alle frequenze udibili e possibilità di produzione su larga scala.
Il vantaggio potenziale è però chiaro: se il principio biologico funziona anche alle frequenze e nelle condizioni richieste dagli edifici e dai prodotti industriali, potrebbe permettere di progettare assorbitori più sottili e leggeri rispetto alle soluzioni tradizionali.
L’annuncio della nuova spinout è stato pubblicato dall’Università di Bristol il 6 ottobre 2026. Il gruppo di Marc Holderied descrive da anni le ali delle falene come metamateriali acustici naturali, studiando come le squame assorbano gli ultrasuoni dei pipistrelli.





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