Doginburgh Inventory è il nuovo test pensato per capire se un cane preferisce usare la zampa destra, la sinistra o nessuna delle due in modo netto. Il metodo nasce da un gruppo di ricerca guidato da Marcello Siniscalchi, dell’Università di Bari, e porta nel mondo canino un’idea già usata nello studio della lateralità umana.
La notizia conta perché non parla solo di una curiosità da proprietari. La preferenza di una zampa può dire qualcosa su come il cervello del cane organizza movimento, attenzione e risposta agli stimoli. Per chi convive con un cane, significa guardare gesti quotidiani con un occhio più preciso.
Doginburgh Inventory: come funziona il test per i cani

Il Doginburgh Inventory valuta la zampa dominante osservando il cane in più attività, non in un solo gesto. Il test combina prove pratiche, come manipolare un gioco con cibo o raggiungere uno snack sotto un mobile, con azioni di movimento, come scendere da una piattaforma o dalle scale.
L’approccio riprende l’articolo su Royal Society Open Science, dove il test viene presentato come adattamento canino dell’Edinburgh Handedness Inventory, lo strumento usato da decenni per misurare la dominanza manuale negli esseri umani.
La differenza rispetto ai test più semplici è importante. Guardare una sola azione può essere fuorviante: un cane può usare una zampa per bloccare un gioco e l’altra per iniziare un movimento. Il Doginburgh Inventory prova a mettere insieme più dati e a trasformarli in un indice di lateralità.
Cani destrimani o mancini: cosa ha trovato lo studio
Lo studio ha coinvolto circa 40 cani e ha diviso i risultati in cinque categorie: forte preferenza destra, debole preferenza destra, nessuna preferenza chiara, debole preferenza sinistra e forte preferenza sinistra. Il punto non è solo sapere quale zampa vince, ma quanto è stabile quella preferenza.
I dati indicano che circa un terzo dei cani mostra una forte lateralizzazione, spesso verso sinistra. Quasi metà del campione ha una preferenza più debole, mentre circa 20% risulta ambidestro o comunque senza una scelta evidente. È un campione piccolo, quindi va letto come base di lavoro, non come fotografia definitiva di tutti i cani.
Il tema rientra nella ricerca sulla lateralità motoria, cioè la tendenza di un lato del corpo a essere usato più dell’altro. Nei cani questo dato può variare in base al tipo di compito, al sesso e forse anche a tratti comportamentali, anche se le prove non sono ancora tutte concordi.
Perché la zampa dominante può servire anche fuori dal laboratorio

Per un proprietario, sapere se il cane è destro o mancino non cambia l’educazione di base. Può però aiutare a leggere meglio alcuni comportamenti. Se un cane usa sempre la stessa zampa per stabilizzare un gioco, risolvere un problema o iniziare un movimento, quella ripetizione può diventare un piccolo indicatore da osservare.
Il Doginburgh Inventory è interessante anche perché mostra come la tecnologia scientifica non sia fatta solo di sensori, app o IA. A volte l’innovazione è un protocollo più ordinato per misurare qualcosa che avevamo sotto gli occhi. È lo stesso principio che rende utili riflessioni su dati quotidiani e memoria digitale, come nel caso di Google Drive conserva più ricordi di quanto pensi.
C’è poi un limite pratico: un test del genere richiede ripetizioni, contesto controllato e attenzione a non forzare l’animale. Non basta chiedere una zampa una volta e decidere. La scienza comportamentale funziona quando riduce il rumore, non quando trasforma un singolo gesto in una diagnosi.
La prossima domanda riguarda l’uso reale di questi dati. Se la lateralità nei cani sarà collegata in modo più solido a stress, apprendimento o risposta emotiva, test come il Doginburgh Inventory potrebbero diventare strumenti utili per veterinari, educatori e ricercatori. Per ora sono un modo più serio per osservare ciò che il tuo cane fa ogni giorno, senza ridurlo a un trucco da salotto.