Chrome 153 va aggiornato senza rimandare: Google ha corretto 230 problemi di sicurezza e conferma che un exploit per CVE-2026-87491 è già in circolazione. La nuova versione Stable è in distribuzione dall’8 settembre 2026 su Windows, macOS e Linux. Se il browser non ha ancora completato l’update, conviene verificare subito la build installata e riavviare Chrome dopo l’aggiornamento.
Il punto importante non è soltanto il numero molto alto di correzioni. Google dichiara esplicitamente di essere a conoscenza di uno sfruttamento nel mondo reale per CVE-2026-87491. Questo porta Chrome 153 nella categoria degli aggiornamenti da trattare come prioritari, soprattutto sui computer usati ogni giorno per email, pagamenti, lavoro e accesso a servizi con credenziali salvate.

Chrome 153: quali versioni controllare
Nel bollettino ufficiale Chrome Releases dell’8 settembre 2026, Google indica Chrome 153 come nuova versione Stable per desktop. Il rollout è progressivo, quindi non tutti i dispositivi ricevono l’aggiornamento nello stesso minuto.
| Sistema | Build Chrome 153 indicata da Google | Azione |
|---|---|---|
| Windows | 153.0.8010.36 / 153.0.8010.37 | Controlla l’update e riavvia Chrome |
| macOS | 153.0.8010.36 / 153.0.8010.37 | Controlla l’update e riavvia Chrome |
| Linux | 153.0.8010.36 | Aggiorna dal canale previsto dal sistema |
Una versione 152 o precedente non contiene l’intero pacchetto di correzioni introdotto con Chrome 153. Se il browser è gestito da un’azienda, la distribuzione può essere controllata tramite policy e canali dedicati. In quel caso non conviene forzare installazioni esterne alle procedure IT, ma la presenza della zero-day rende opportuno verificare rapidamente lo stato del rollout.
CVE-2026-87491 è già sfruttata: cosa significa
Google scrive che un exploit per CVE-2026-87491 esiste nel mondo reale. Il bollettino non pubblica ancora tutti i dettagli tecnici della vulnerabilità, una scelta abituale quando una parte consistente degli utenti deve ancora ricevere la correzione. Limitare le informazioni riduce il rischio di facilitare nuovi attacchi durante la finestra di aggiornamento.
Per chi usa Chrome la conseguenza pratica è più semplice della descrizione tecnica della falla: la patch è disponibile e l’exploit non è soltanto teorico. Non serve aspettare che emergano dettagli aggiuntivi per decidere se aggiornare. Il browser elabora ogni giorno codice e contenuti provenienti dal web, quindi una vulnerabilità già sfruttata merita tempi di intervento brevi.
È un caso distinto dalla recente zero-day CVE-2026-85046 corretta in Chrome 152. Avere installato quella patch non significa essere già protetti dalla nuova CVE: ora il riferimento desktop è Chrome 153.
Perché 230 correzioni non significano 230 zero-day
Il numero 230 indica le correzioni di sicurezza incluse nella release secondo Google. Non significa che esistano 230 vulnerabilità sfruttate attivamente, né che ogni problema abbia la stessa gravità. Alcuni bug vengono individuati internamente durante lo sviluppo, altri arrivano dai ricercatori e possono essere corretti prima che raggiungano gli utenti.
Il dato da separare è quindi questo: 230 security fix complessive, una CVE per la quale Google conferma l’esistenza di un exploit in circolazione. È proprio questa distinzione a evitare allarmismo senza minimizzare l’aggiornamento.

Come aggiornare Chrome 153 su Windows e macOS
- Apri Google Chrome.
- Premi il menu con i tre puntini in alto a destra.
- Vai su Guida > Informazioni su Google Chrome.
- Attendi il controllo automatico della versione.
- Lascia completare il download dell’aggiornamento.
- Premi Riavvia quando richiesto.
- Riapri la stessa pagina e verifica che la versione sia 153.0.8010.36 o 153.0.8010.37, in base al sistema e al rollout.
Il riavvio è parte dell’aggiornamento. Lasciare Chrome aperto per giorni dopo il download può mantenere in esecuzione la vecchia build fino al riavvio del browser. Prima di chiuderlo salva moduli, bozze e attività web non ancora inviate.
Chrome non mostra ancora la versione 153: devo preoccuparmi?
Google distribuisce la Stable nell’arco di giorni e settimane, quindi il rollout può non essere simultaneo su tutti i dispositivi. Aprire la pagina Informazioni su Chrome forza comunque il controllo previsto dal browser e permette di capire se l’update è già disponibile per quella macchina.
Se Chrome resta fermo a una release vecchia per motivi di compatibilità del sistema operativo, non è utile scaricare installer da siti non ufficiali. Abbiamo spiegato separatamente cosa fare quando Chrome non si aggiorna più su macOS Monterey. In un ambiente aziendale, invece, controlla se il browser è gestito dall’organizzazione.
Chrome 153 avvia anche il ciclo di aggiornamenti ogni due settimane
La release introduce anche un cambiamento nel modo in cui Chrome viene distribuito. Google ha confermato nel blog ufficiale Chrome for Developers che dalla versione 153 il canale Stable passa da un ciclo principale di quattro settimane a uno di due settimane.
L’obiettivo dichiarato è ridurre il tempo necessario per portare agli utenti nuove funzioni, miglioramenti e correzioni. Per la sicurezza il vantaggio è concreto: una cadenza più rapida accorcia la finestra tra sviluppo del fix e diffusione di una release stabile. Per gli utenti significa anche vedere il numero principale di Chrome cambiare più spesso.
Devo aggiornare anche Edge, Brave e gli altri browser Chromium?
Molti browser usano Chromium come base, ma non ricevono necessariamente la stessa build nello stesso momento. Non usare quindi il numero 153 di Chrome come unico riferimento per Edge, Brave, Opera o altri prodotti. Apri la pagina di aggiornamento del browser che utilizzi e installa la versione più recente proposta dal produttore.
La stessa logica vale per Firefox, che segue un progetto e un ciclo diversi. Se lo usi su altri dispositivi, trovi le versioni da verificare nel nostro approfondimento su Firefox 155 e le relative patch di sicurezza.
Basta evitare siti sospetti finché non arriva l’update?
No, evitare pagine sospette non sostituisce una patch. Ridurre i comportamenti rischiosi resta utile, ma una vulnerabilità del browser può essere sfruttata tramite contenuti preparati appositamente e non sempre un utente può riconoscere in anticipo ogni pagina compromessa o ogni catena di reindirizzamento.
Non installare estensioni che promettono di proteggere dalla singola CVE. Un’estensione non corregge il componente vulnerabile di Chrome e, se proviene da una fonte poco affidabile, può aggiungere una nuova superficie di rischio. La misura principale è usare la build corretta distribuita da Google.
Chrome 153: cosa fare adesso
| Situazione | Cosa fare |
|---|---|
| Chrome 152 o precedente | Controlla subito l’aggiornamento |
| Chrome 153 scaricato ma browser non riavviato | Riavvia Chrome e ricontrolla la build |
| PC aziendale gestito | Verifica lo stato del rollout con l’IT |
| Update non disponibile | Ricontrolla dal canale ufficiale, senza installer di terze parti |
| Altro browser Chromium | Aggiorna dal canale del relativo produttore |
La presenza di un exploit attivo rende Chrome 153 un aggiornamento prioritario. Non serve interpretare il numero di 230 fix come se fossero tutti attacchi in corso: basta il dato confermato da Google su CVE-2026-87491 per giustificare il controllo immediato della versione. Aggiorna, riavvia il browser e verifica che la nuova build sia effettivamente in uso.