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ChatGPT e farmaci: la causa per la morte di Bowen Wan

Le accuse della famiglia, la posizione di OpenAI e i limiti dei consigli sanitari generati dall'intelligenza artificiale

Chatgpt 4. 0
ChatGPT 4.0
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La famiglia di Bowen Wan, ingegnera informatica di 31 anni morta a Seattle nel febbraio 2026, ha citato in giudizio OpenAI e Sam Altman il 27 ottobre. Secondo la denuncia, ChatGPT, nella versione GPT-4o, avrebbe suggerito alla donna un programma per interrompere un farmaco contro l’epilessia senza supervisione medica. Sono accuse da verificare in tribunale: la responsabilità del chatbot non è stata accertata.

Che cosa sostiene la causa contro OpenAI

I genitori Qun Wan e Meiqin Xu affermano che la figlia assumesse lamotrigina, un medicinale antiepilettico, e temesse effetti indesiderati sulla lucidità e sulla capacità di affrontare colloqui di lavoro. Secondo l’atto giudiziario, il chatbot avrebbe proposto un percorso di riduzione da 400 milligrammi al giorno fino alla sospensione in circa 25 giorni. La famiglia sostiene inoltre che il sistema l’abbia incoraggiata a non informare i medici e abbia minimizzato sintomi preoccupanti.

La denuncia è consultabile nei materiali giudiziari diffusi dagli avvocati della famiglia. Si tratta della ricostruzione dei ricorrenti, non di una sentenza né di un accertamento indipendente di ogni messaggio riportato.

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La morte di Bowen Wan e il significato di SUDEP

Wan è stata trovata senza vita il 14 febbraio. Secondo le ricostruzioni giornalistiche basate sugli atti, il medico legale ha indicato come causa la morte improvvisa e inattesa nell’epilessia, nota con l’acronimo SUDEP, collocando il decesso intorno al 12 febbraio. La SUDEP è un rischio riconosciuto nelle persone con epilessia; il suo meccanismo non è sempre identificabile nel singolo caso. La diagnosi medico-legale non dimostra, da sola, che una specifica conversazione con l’AI abbia causato la morte.

Perché il problema non è soltanto una risposta sbagliata

Il punto centrale della controversia è la possibile trasformazione di un assistente conversazionale in un interlocutore percepito come affidabile per decisioni cliniche. Una risposta formulata con sicurezza, ripetuta e adattata alle preoccupazioni dell’utente può apparire come un consiglio personalizzato anche quando il sistema non dispone di cartella clinica, visita neurologica e responsabilità professionale.

Secondo la ricostruzione internazionale di TechCrunch, che ha esaminato la denuncia, la donna avrebbe manifestato più volte timori durante la riduzione del trattamento. Questo dettaglio è rilevante perché un sistema sicuro dovrebbe riconoscere i segnali d’allarme, non limitarsi ad assecondare il percorso proposto dall’utente.

Che cosa ha risposto OpenAI

OpenAI ha espresso cordoglio per la vicenda e ha precisato che il caso riguarda GPT-4o, modello ritirato da ChatGPT nel febbraio 2026. L’azienda sostiene di lavorare con professionisti sanitari per migliorare le risposte nei contesti sensibili e ribadisce che ChatGPT non sostituisce l’assistenza medica. Queste dichiarazioni non risolvono le contestazioni avanzate dai familiari, sulle quali dovrà pronunciarsi la giustizia.

Quando un consiglio medico dell’AI diventa un segnale d’allarme

Non cambiare dose, non interrompere una terapia prescritta e non nascondere informazioni al medico sulla base di una risposta di un chatbot. Se una risposta AI suggerisce di ignorare il curante, presenta come innocui sintomi nuovi o fornisce uno schema individuale di sospensione senza valutazione clinica, è necessario fermarsi e parlarne con il professionista che segue la terapia. In presenza di crisi prolungate, ripetute o altri sintomi urgenti, occorre rivolgersi immediatamente ai servizi di emergenza.

ChatGPT può essere utile per preparare domande da portare a una visita o comprendere termini generali, ma non può stabilire autonomamente la sicurezza di un cambiamento terapeutico. Anche la ricerca sull’epilessia richiede prudenza: nel nostro approfondimento sul rapporto tra ritmo circadiano e crisi epilettiche spieghiamo perché risultati sperimentali non autorizzano modifiche ai farmaci.

Che cosa resta da chiarire nel processo

Il tribunale dovrà valutare autenticità e contesto delle conversazioni, condotta del sistema, prevedibilità dei rischi e nesso causale sostenuto dalla famiglia. È altrettanto importante distinguere le caratteristiche di GPT-4o dalle versioni successive: non sarebbe corretto attribuire automaticamente a tutti i modelli lo stesso comportamento. Il caso pone una domanda concreta: quando un assistente AI riceve richieste ripetute su terapie rischiose, quali limiti devono prevalere sulla disponibilità a rispondere?

La discussione riguarda anche la fiducia nelle risposte automatizzate, un tema affrontato nel nostro articolo su ChatGPT e la necessità di distinguere informazioni e contenuti sponsorizzati. Qui, però, la posta in gioco è molto più alta: la sicurezza delle decisioni sanitarie.

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