Apophis 2029 sarà uno degli appuntamenti spaziali più importanti del decennio: il 13 aprile 2029 l’asteroide passerà a circa 32.000 chilometri dalla Terra, più vicino di molti satelliti geostazionari. Per studiarlo da vicino, la Tsinghua University sta preparando START, una missione smallsat guidata da studenti e pensata per inserirsi in una campagna internazionale di osservazione.
Apophis 2029: perché START vuole osservarlo da vicino

START, acronimo di Student-led Threatening Asteroid Reconnaissance of Tsinghua, è un piccolo veicolo spaziale di classe 200 chilogrammi. L’obiettivo è intercettare Apophis nel momento in cui la gravità terrestre potrebbe modificarne orbita, rotazione e superficie, offrendo dati utili per capire meglio gli asteroidi vicini alla Terra.
La missione dovrebbe partire all’inizio del 2028 come carico secondario su un razzo Zhuque-3 di Landspace. Dopo il rilascio in orbita terrestre, START userà propulsione elettrica solare allo xeno per salire gradualmente fino a circa 31.600 chilometri, preparando il flyby dell’asteroide.
Il passaggio di Apophis è rilevante anche perché non richiede una lunga crociera interplanetaria: il bersaglio, per una volta, arriva quasi alla porta di casa. Questo riduce costi e complessità, due fattori che di solito limitano le missioni verso piccoli corpi del Sistema Solare.
Cosa potrà misurare la missione START su Apophis
Nel piano attuale, START dovrebbe passare a circa 7 chilometri da Apophis con una velocità relativa di 8,74 chilometri al secondo. È una finestra di osservazione molto breve, quindi il satellite dovrà usare sistemi autonomi di tracciamento per mantenere le camere puntate sull’asteroide.
- camere a campo stretto e largo per riprendere forma e rotazione
- strumenti iperspettrali visibile-vicino infrarosso per leggere la composizione superficiale
- risoluzione prevista fino a 8 centimetri per pixel nelle condizioni migliori
Questi dati servirebbero a verificare se il passaggio vicino alla Terra può spostare massi, rimescolare regolite o generare piccoli cambiamenti superficiali. NASA spiega che la missione OSIRIS-APEX studierà proprio gli effetti fisici dell’incontro ravvicinato di Apophis con il nostro pianeta.
Il tema si collega alla difesa planetaria: conoscere meglio struttura, rotazione e risposta gravitazionale di un asteroide aiuta a valutare come deviare un oggetto pericoloso. È lo stesso ragionamento che rende importanti anche le ricerche tecnologiche su infrastrutture sensibili, come nel caso di Salt Typhoon e i domini esposti, dove il punto non è solo reagire, ma capire prima il rischio.
Non solo Cina: Apophis diventa un laboratorio internazionale
START non sarà sola. L’ESA lavora a RAMSES, missione pensata per arrivare ad Apophis prima del flyby e seguirne il comportamento durante il passaggio. NASA, invece, riutilizzerà OSIRIS-REx nella nuova fase OSIRIS-APEX, dopo il successo del campione riportato dall’asteroide Bennu.
La parte interessante è il ruolo di START: non una missione flagship da centinaia di milioni, ma un progetto dichiarato da circa 2,8 milioni di dollari, con supporto universitario, donazioni e sponsorizzazioni tecniche. Se funzionerà, potrebbe mostrare che piccoli satelliti mirati possono integrare le grandi missioni scientifiche.
Il programma racconta anche la crescita cinese nelle missioni asteroidali. Pechino sta già lavorando su test di deviazione e su missioni verso oggetti vicini alla Terra, mentre l’interesse per la sicurezza spaziale si intreccia con altri fronti tecnologici legati alla Cina, come il caso Storm-2077 nel campo cyber.
Apophis non è considerato una minaccia per la Terra nel 2029, ma il suo passaggio è raro e scientificamente prezioso. Se START riuscirà a riprendere il momento di massimo stress gravitazionale, potremmo ottenere una fotografia molto concreta di come un asteroide reagisce quando sfiora il nostro pianeta.