Sotto la calotta glaciale Flade Isblink, nel nord-est della Groenlandia, è stato individuato un lago subglaciale finora sconosciuto. Secondo l’Agenzia spaziale europea, il bacino può immagazzinare temporaneamente una parte dell’acqua prodotta dalla fusione superficiale, ritardandone il deflusso verso valle. La scoperta aiuta a ricostruire il percorso dell’acqua in un Artico sempre più caldo, ma non significa che il lago possa arrestare lo scioglimento dei ghiacci.
Dove si trova il lago scoperto in Groenlandia?
Il bacino è stato identificato sotto la Flade Isblink Ice Cap, una calotta glaciale situata nella Groenlandia nord-orientale. Non si tratta di un lago facilmente visibile in superficie: l’acqua si accumula al di sotto del ghiaccio. La scoperta è stata descritta il 15 ottobre 2026 nell’ambito delle attività scientifiche del progetto ARCTEX dell’ESA e delle ricerche del programma Living Planet Fellowship.
Come hanno trovato acqua sotto il ghiaccio?
Gli scienziati hanno combinato osservazioni satellitari della Terra e modelli climatici per ricostruire i processi idrologici nascosti. I dati permettono di collegare i cambiamenti osservati sulla superficie e il comportamento dell’acqua che scorre o ristagna alla base della massa glaciale. L’ESA presenta il risultato come una nuova evidenza di come un lago subglaciale possa funzionare da serbatoio temporaneo.
Il resoconto scientifico è disponibile direttamente sul portale Earth Observation for Society dell’ESA.
Perché questo lago è importante per il cambiamento climatico?
Una parte dell’acqua originata dallo scioglimento dei ghiacci non arriva immediatamente ai corsi d’acqua esterni: può essere trattenuta e poi rilasciata. Per capire gli effetti della fusione sulla disponibilità di acqua dolce e sugli ecosistemi artici bisogna quindi conoscere non soltanto quanta acqua si produce, ma anche quando e attraverso quali percorsi viene scaricata.
Il bacino scoperto nella Flade Isblink è importante proprio perché mostra un meccanismo nascosto che può modificare i tempi di rilascio dell’acqua. Non va però confusa la capacità di accumulo temporaneo con una riduzione della perdita totale di ghiaccio.
Che cosa sappiamo già della fusione dei ghiacciai?
Il servizio climatico europeo Copernicus documenta una perdita di massa prolungata per molti ghiacciai del pianeta. I ghiacciai, le calotte glaciali regionali e la grande calotta della Groenlandia sono componenti distinte della criosfera: non è corretto attribuire automaticamente a un singolo bacino subglaciale le dinamiche dell’intera isola.
La ricerca sulla Flade Isblink aggiunge quindi un tassello ai modelli idrologici. Comprendere la circolazione sotterranea può aiutare gli scienziati a interpretare meglio le misure satellitari e a stimare i tempi di arrivo dell’acqua negli ecosistemi a valle.
Quali sono i limiti della scoperta?
Il comunicato ESA descrive il lago come un serbatoio temporaneo e non presenta la scoperta come una soluzione allo scioglimento dei ghiacci. Restano da studiare l’evoluzione nel tempo del sistema di drenaggio e gli effetti delle condizioni climatiche future. La novità è la comprensione di un processo che prima era poco visibile, non la scoperta di una nuova riserva d’acqua utilizzabile.
Per approfondire la ricerca artica è disponibile anche il nostro articolo sulle valli individuate sotto il ghiaccio della Groenlandia, che affronta un aspetto diverso della geografia nascosta della regione.




Entra nella conversazione
Condividi il tuo punto di vista: non serve creare un account. I contributi restano soggetti alla moderazione editoriale.