Il cratere di Ames, nascosto sotto l’Oklahoma, potrebbe essere molto più giovane di quanto si pensasse: nuove datazioni dei cristalli di zircone indicano un’età di circa 370 milioni di anni, vicino alla grande crisi biologica del tardo Devoniano. Questo non dimostra che l’impatto abbia causato l’estinzione, ma cambia il contesto geologico in cui il cratere va interpretato.
Per anni la struttura di Ames è stata collegata a un evento meteoritico molto più antico, risalente all’Ordoviciano. Il nuovo studio pubblicato su Meteoritics & Planetary Science mette in discussione quella ricostruzione usando datazioni radioisotopiche e analisi microscopiche dei minerali provenienti dalle rocce d’impatto.
Dove si trova il cratere di Ames
La struttura si trova sotto la città di Ames, in Oklahoma, ed è completamente sepolta. Il cratere misura circa 14-16 chilometri di diametro e non è quindi visibile in superficie come un classico bacino d’impatto.
La sua origine extraterrestre è nota da tempo, ma stabilire quando si sia formato è stato più difficile. Le ricostruzioni precedenti si basavano anche sui fossili presenti nei sedimenti che hanno riempito il cratere, suggerendo un’età ordoviciana.
Come è stata ricalcolata l’età del cratere
I ricercatori hanno analizzato zirconi e plagioclasi estratti dalle rocce coinvolte nell’impatto. Lo zircone è particolarmente utile per la geocronologia perché può conservare rapporti isotopici di uranio e piombo che funzionano come un orologio geologico.
I cristalli più giovani hanno restituito una media ponderata di 369,7 ± 5,9 milioni di anni. Gli autori interpretano questo valore come la migliore stima disponibile per un evento ad alta temperatura compatibile con la formazione del cratere, pur riconoscendo le incertezze dovute alla storia termica successiva delle rocce.
Perché il Devoniano è importante
Quella fascia temporale cade vicino al confine Frasniano-Famenniano, una delle principali crisi biologiche del tardo Devoniano. In quel periodo scomparvero numerosi organismi marini e gli ecosistemi oceanici subirono profonde trasformazioni.
La coincidenza temporale rende Ames più interessante, ma non autorizza a trasformare una correlazione in una causa. Il cratere ha dimensioni molto inferiori rispetto a strutture associate a catastrofi globali e gli stessi autori parlano di un possibile contributo da valutare insieme ad altri impatti e ad altri fattori ambientali.
Un impatto può davvero provocare un’estinzione di massa?
Dipende dall’energia liberata, dal luogo dell’impatto, dalla composizione delle rocce colpite e dagli effetti sull’atmosfera e sugli oceani. Un singolo asteroide può sollevare enormi quantità di polveri e aerosol, modificare temporaneamente la radiazione solare e innescare effetti climatici.
Su iCrewPlay Tech abbiamo già visto come le simulazioni di un grande impatto possano alterare temperatura e produzione alimentare nell’articolo su cosa accadrebbe se un asteroide come Bennu colpisse la Terra. Abbiamo anche seguito la ricerca sugli oggetti vicini alla Terra con la missione START dedicata ad Apophis.
Il cratere di Ames ha causato l’estinzione?
Non possiamo dirlo. Lo studio dimostra soprattutto che la vecchia cronologia va rivista e che Ames potrebbe appartenere a un gruppo di impatti avvenuti nel Devoniano. Il collegamento con l’estinzione resta un’ipotesi da confrontare con la durata della crisi, le dimensioni del cratere e gli altri segnali geologici disponibili.
Tra i meccanismi discussi per le estinzioni del tardo Devoniano ci sono cambiamenti nell’ossigenazione degli oceani, attività vulcanica, variazioni climatiche e possibili eventi extraterrestri. Una nuova datazione non sostituisce questo quadro complesso, ma aggiunge un tassello.
Perché la nuova datazione conta
Capire quando si è formato un cratere permette di confrontarlo con cambiamenti ambientali registrati nelle rocce e nei fossili. Se le date coincidono, gli scienziati possono cercare indicatori indipendenti, come ejecta, anomalie geochimiche o altri crateri della stessa epoca.
La fonte primaria è lo studio open access The Ames impact structure, Oklahoma: New radioisotopic constraints and implications for North American impact chronology. Il risultato più solido è la nuova finestra temporale; il ruolo dell’impatto nella crisi del Devoniano rimane invece da dimostrare.




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