La terapia a due farmaci con dolutegravir e lamivudina raggiunge il tessuto dei linfonodi e le aree che contengono o circondano cellule HIV-positive. È quanto emerge da un’analisi del trial randomizzato DUALITY pubblicata il 2 ottobre 2026 su Nature Communications. Il dato non dimostra l’eliminazione dei reservoir virali, ma offre una prova spaziale importante sul fatto che la terapia arriva in uno dei principali compartimenti anatomici in cui HIV può persistere.
Perché i linfonodi sono importanti nell’HIV
La terapia antiretrovirale può sopprimere il virus nel sangue, ma HIV può persistere in cellule e tessuti che formano reservoir difficili da eliminare. I linfonodi sono uno di questi compartimenti. Per questo, quando si valuta una strategia con meno farmaci, una delle domande è se la pressione antivirale resti adeguata anche nei tessuti e non soltanto nel sangue periferico.

Cosa ha misurato il trial DUALITY
Lo studio ha confrontato una terapia di prima linea con dolutegravir e lamivudina, indicata come DTG/3TC, con una terapia tripla basata su dolutegravir. L’endpoint primario già previsto dal trial, la variazione del DNA provirale di HIV-1 nelle cellule CD4 positive del sangue a 48 settimane, era risultato simile nei due gruppi.
Nella nuova analisi i ricercatori si sono concentrati su endpoint secondari: persistenza virale e distribuzione dei farmaci nei linfonodi. In 39 partecipanti sottoposti a escissione di un linfonodo inguinale all’inizio dello studio o durante il primo anno di trattamento, il team ha usato tecniche di imaging molecolare per localizzare sia HIV-1 DNA e RNA sia i farmaci antiretrovirali.
I farmaci arrivano vicino alle cellule infette?
Sì. I farmaci sono stati rilevati in modo ampio nelle regioni del tessuto linfonodale che contenevano o erano adiacenti alle cellule positive per HIV. Le cellule infette sono inoltre diminuite rapidamente dopo l’inizio del trattamento in entrambi i gruppi.

Questo significa che il reservoir viene eliminato?
No. Lo studio mostra distribuzione tissutale e una diminuzione delle cellule infette, ma non dimostra eradicazione di HIV. Il reservoir virale resta uno dei principali ostacoli alla cura definitiva. La dimensione del sottostudio tissutale è inoltre limitata e l’analisi riguarda persone che iniziavano la terapia di prima linea.
Su iCrewPlay Tech abbiamo già raccontato le ricerche che puntano a colpire il virus latente e i progressi di farmaci a lunga durata come lenacapavir. Il nuovo lavoro affronta una domanda diversa: se una terapia duale raccomandata riesca a raggiungere un importante reservoir anatomico.
Cosa cambia davvero
I dati rafforzano le osservazioni ottenute nel sangue mostrando che DTG/3TC non resta confinata alla circolazione: i farmaci sono presenti anche nei linfonodi, vicino alle cellule HIV-positive. È un’informazione utile sulla distribuzione della terapia, ma non sostituisce i dati clinici di efficacia e non autorizza modifiche autonome del trattamento.
La fonte primaria è lo studio First-line dolutegravir/lamivudine in HIV-1 infection: lymph node penetration and reservoir decline in a randomized open-label clinical trial, pubblicato su Nature Communications il 2 ottobre 2026.




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