Nei bambini con miopia alta, l’atropina allo 0,10% usata ogni sera per 24 mesi ha rallentato la progressione più dello 0,01%, ma con una maggiore frequenza di fotofobia. È il risultato di un trial multicentrico, randomizzato e in doppio cieco pubblicato il 2 ottobre 2026 su Nature Communications. Lo studio non significa che la concentrazione più alta sia automaticamente la scelta giusta per ogni bambino: dose, tollerabilità e indicazione restano decisioni cliniche.
Come è stato condotto lo studio
Il trial ha arruolato 219 bambini tra 6 e 12 anni con miopia di almeno -5 diottrie. I partecipanti sono stati assegnati a collirio di atropina allo 0,01%, 0,04% oppure 0,10%, una volta ogni sera in entrambi gli occhi per 24 mesi. L’endpoint principale era la variazione dell’equivalente sferico in cicloplegia.

Quanto cambia la progressione della miopia
Dopo 24 mesi la progressione media è stata di -0,92 D con atropina 0,01%, -0,78 D con 0,04% e -0,56 D con 0,10%. La concentrazione allo 0,10% ha quindi ridotto la progressione di 0,35 D rispetto allo 0,01%, una differenza statisticamente significativa. Il confronto tra 0,04% e 0,01% non è risultato significativo al termine dei due anni, anche se a 12 mesi entrambe le concentrazioni maggiori mostravano un rallentamento più marcato.
Quali effetti indesiderati sono emersi
La fotofobia è stata l’evento avverso più comune e aumentava con la concentrazione. A 24 mesi è stata riportata nel 7,8% del gruppo 0,01%, nell’8,1% del gruppo 0,04% e nel 21,1% del gruppo 0,10%. Il dato aiuta a capire perché il controllo della miopia non possa essere ridotto alla sola domanda su quale dose funzioni di più: serve bilanciare beneficio e tollerabilità.

Cosa significa per famiglie e bambini
Lo studio riguarda bambini con miopia alta e non dimostra che lo 0,10% sia la dose ottimale per tutti i casi di miopia pediatrica. I partecipanti avevano caratteristiche precise e il trattamento è stato seguito in centri specialistici. Inoltre, il lavoro confronta tre concentrazioni di atropina ma non risponde a tutte le domande su durata ideale della terapia, sospensione, rebound e risultati a più lungo termine.
Nel nostro archivio abbiamo già affrontato altri problemi oculari, dalle varianti genetiche associate al glaucoma alle strategie sperimentali per guidare cellule verso la retina. Il nuovo trial aggiunge invece un dato clinico controllato sul rallentamento della miopia alta in età pediatrica.
Il punto più importante
Il risultato più utile è che la dose conta, ma conta anche la tollerabilità. Lo 0,10% ha mostrato il rallentamento maggiore nei due anni, insieme a una frequenza più alta di fotofobia. Per questo il lavoro rafforza l’idea di un trattamento personalizzato e seguito dall’oculista, non di un dosaggio universale.
La fonte primaria è lo studio Different concentrations of atropine in children with high myopia: a 2-year multicenter double-blind, randomized controlled trial, pubblicato su Nature Communications il 2 ottobre 2026.




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