Se Windows 11 26H2 ti sta causando problemi dopo l’aggiornamento, Microsoft permette di tornare alla versione precedente per un periodo limitato. Dopo un upgrade di versione, l’opzione “Torna indietro” è normalmente disponibile per 10 giorni, finché Windows conserva i file necessari al rollback.
Il ritorno a Windows 11 25H2 mantiene i file personali, ma rimuove app, driver e modifiche alle impostazioni installati dopo il passaggio a 26H2. Prima di procedere conviene quindi fare un backup dei dati importanti e controllare di avere la chiave di ripristino BitLocker se la cifratura è attiva.

Quando puoi tornare da Windows 11 26H2 a 25H2
La documentazione ufficiale Microsoft sulle opzioni di ripristino di Windows indica che, dopo l’aggiornamento a una nuova versione, il ritorno alla versione precedente è disponibile per 10 giorni. La funzione dipende però dalla presenza dei file del vecchio sistema.
- Se hai appena aggiornato a 26H2, controlla subito la pagina Ripristino.
- Non eliminare Windows.old e non eseguire pulizie aggressive se pensi di tornare indietro.
- Salva i documenti importanti prima del rollback.
- Annota le app e i driver installati dopo l’upgrade: potrebbero essere rimossi.
Come usare “Torna indietro”
- Apri Impostazioni.
- Vai in Sistema > Ripristino.
- Cerca la voce Torna indietro.
- Segui la procedura guidata e indica, se richiesto, perché vuoi ripristinare la versione precedente.
- Collega il portatile all’alimentazione e non interrompere il riavvio.
- Dopo il ritorno a 25H2, controlla Windows Update, driver e applicazioni principali.
Se la voce non compare, non significa necessariamente che il PC sia guasto. Il periodo utile potrebbe essere scaduto oppure i file della versione precedente potrebbero essere stati rimossi.

Cosa viene mantenuto e cosa può essere rimosso
Microsoft specifica che il rollback conserva i file personali. Le modifiche introdotte dopo l’upgrade non sono invece garantite: app, driver e impostazioni aggiunti o cambiati con 26H2 possono essere rimossi. Per questo è utile evitare il rollback alla cieca se il problema riguarda una sola applicazione facilmente riparabile.
Prima prova le soluzioni meno invasive
Se Windows si avvia, prova prima Windows Update, il troubleshooter pertinente e l’eventuale reinstallazione della versione corrente. Se il problema è iniziato subito dopo una patch mensile, potrebbe bastare disinstallare quell’aggiornamento invece di tornare da 26H2 a 25H2.
Per i problemi più seri puoi valutare anche Point-in-time restore, mentre se il PC entra in un ciclo di avvio può essere utile Quick machine recovery.
Se “Torna indietro” non è più disponibile
Quando i 10 giorni sono trascorsi o i file del vecchio sistema non esistono più, tornare a 25H2 può richiedere una reinstallazione. È un’operazione più invasiva: prima di usare ISO o supporti di installazione verifica backup, licenza, BitLocker, driver e compatibilità hardware.
Se invece 26H2 non è ancora installato e vuoi capire perché non viene proposto, consulta la guida su Windows 11 26H2 che non compare in Windows Update. Evita di forzare l’upgrade se Microsoft o il produttore hanno applicato un blocco di compatibilità.
Quando il rollback ha senso
Il ritorno a 25H2 è ragionevole quando un problema importante è iniziato soltanto dopo il cambio di versione e impedisce di lavorare normalmente. Se invece il PC funziona e il difetto è limitato a una funzione secondaria, attendere un aggiornamento correttivo può essere meno rischioso.
La regola pratica è semplice: se vuoi mantenere la possibilità di tornare a 25H2, non aspettare troppo e non cancellare i file della vecchia installazione. Dopo il rollback verifica subito che dati, driver, rete e applicazioni principali funzionino correttamente.