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WASP-107b perde pezzi: il James Webb scopre enormi nubi di elio in fuga da un pianeta “super-puff”

Il James Webb fotografa un pianeta che si sta letteralmente sgonfiando nello spazio: enormi nubi di elio rivelano come gli esopianeti cambiano forma e storia nel tempo

3 min di lettura
Wasp-107b

Un team internazionale di ricercatori (che include astronomi dell’Università di Ginevra (UNIGE) e del National Centre of Competence in Research PlanetS) ha osservato gigantesche nubi di elio che si staccano dall’esopianeta WASP-107b e si disperdono nello spazio.

Wasp-107b perde pezzi: il james webb scopre enormi nubi di elio in fuga da un pianeta “super-puff”

Le osservazioni, ottenute con il James Webb Space Telescope (JWST), sono state analizzate tramite modelli sviluppati proprio a Ginevra. I risultati, pubblicati su Nature Astronomy, gettano nuova luce su uno dei processi più importanti dell’evoluzione planetaria: la fuga atmosferica.

Le atmosfere, come quella di WASP-107b non sono eterne (nemmeno la nostra)

Anche la Terra perde costantemente materiale nello spazio: più di 3 kg di gas al secondo, soprattutto idrogeno; niente di drammatico per noi, ma per i pianeti che orbitano vicinissimi alla loro stella la storia è molto diversa: il calore estremo può innescare vere e proprie evaporazioni planetarie, trasformando il mondo in poche centinaia di milioni di anni.

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La prima rilevazione di elio su un esopianeta da parte del James Webb

Il JWST ha individuato ampi flussi di elio che si allontanano da WASP-107b, un pianeta che si trova a oltre 210 anni luce dalla Terra.

È la prima volta che il telescopio spaziale rileva questo elemento nell’atmosfera di un esopianeta, aprendo la strada ad analisi molto più precise dei gas in fuga.

Un pianeta grande come Giove… ma “gonfio” come una mongolfiera

WASP-107b è stato scoperto nel 2017 e orbita strettissimo attorno alla sua stella, più vicino di quanto Mercurio sia al Sole e ha un raggio simile a Giove ma solo un decimo della sua massa: una densità bassissima che lo fa rientrare nella categoria dei super-puff, pianeti enormi ma sorprendentemente leggeri.

Wasp-107b perde pezzi: il james webb scopre enormi nubi di elio in fuga da un pianeta “super-puff”

La sua esosfera (lo strato atmosferico più esterno) è talmente estesa da cominciare a oscurare la stella prima ancora che il pianeta inizi il transito.

“I modelli confermano flussi di elio davanti e dietro il pianeta, estesi fino a dieci volte il suo raggio“, spiega Yann Carteret (UNIGE), co-autore dello studio.

Acqua sì, metano no: la chimica racconta il passato del pianeta

Oltre all’elio, il James Webb ha rilevato:

  • acqua
  • monossido di carbonio
  • anidride carbonica
  • ammoniaca

Quello che non ha trovato, invece, è il metano: un’assenza sorprendente, dato che JWST è perfettamente in grado di rilevarlo.

Wasp-107b perde pezzi: il james webb scopre enormi nubi di elio in fuga da un pianeta “super-puff”

Questa combinazione di elementi suggerisce che WASP-107b non si è formato dove si trova oggi: probabilmente nacque lontano dalla sua stella e solo in seguito migrò verso l’interno: un viaggio del genere spiega sia l’atmosfera gonfia sia l’enorme perdita di gas che osserviamo oggi.

Capire la fuga atmosferica significa capire i pianeti

Questi risultati forniscono una chiave fondamentale per interpretare l’evoluzione dei mondi lontani.

“La fuga atmosferica potrebbe spiegare molte caratteristiche osservate negli esopianeti“, sottolinea Vincent Bourrier, ricercatore e co-autore dello studio.

Sulla Terra non è un fenomeno distruttivo, ma potrebbe essere stato decisivo per l’aridità estrema di Venere, e potrebbe erodere l’atmosfera di molti pianeti rocciosi al di fuori del Sistema Solare.

Insomma, WASP-107b sta letteralmente perdendo pezzi nello spazio, e grazie al James Webb possiamo finalmente osservare da vicino come un pianeta “super-puff” sta cambiando sotto i nostri occhi.

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