Vacanze estive 2026, il numero da segnare è questo: una settimana in Italia per due persone costa in media 1.050 euro. Dentro ci sono sette notti e viaggio di andata e ritorno. Il dato arriva dall’indagine di Altroconsumo sulle vacanze estive, che ha confrontato 20 mete italiane. La media scende del 5% rispetto al 2025, ma non basta a dire che partire costi poco. Dipende molto da dove vai.
Vacanze estive 2026: dove spendi meno

Le città d’arte battono mare e montagna sul prezzo. Firenze è la meta meno cara della rilevazione: 641 euro per una settimana in due. Subito dopo ci sono Roma a 650 euro, Napoli a 659 euro e Milano a 687 euro. Venezia costa di più, ma resta sotto i 900 euro.
Il motivo è abbastanza chiaro. Ad agosto molte città d’arte perdono parte del turismo business e hanno più camere libere. Chi non cerca per forza spiaggia e ombrellone può tagliare parecchio il conto. Firenze, per esempio, segna anche un calo del 16% rispetto al 2025.
Sul mare la scelta pesa di più. Rimini resta la più leggera tra le mete balneari analizzate, con 682 euro. Cervia arriva a 708 euro. Jesolo, Sorrento e Gallipoli passano invece i 1.000 euro. Qui non paghi solo il letto: pesano anche spostamenti, parcheggi, pedaggi e giorni di alta richiesta.
Isole e montagna fanno salire il conto
Le isole maggiori restano care, soprattutto quando il volo entra nel totale. Villasimius arriva a 1.654 euro per due persone, Stintino a 1.522 euro e Taormina a 1.256 euro. Un alloggio che sembra accettabile può diventare molto meno conveniente quando aggiungi il viaggio.
La montagna non fa sconti. Ortisei è la meta più cara tra quelle rilevate, con 1.672 euro e un aumento del 17% sul 2025. Valdisotto arriva a 1.373 euro. Pila, inserita nella rilevazione di quest’anno, si ferma a 880 euro. Non è poco, ma resta sotto molte località alpine più note.
- Firenze: 641 euro per una settimana in due
- Rimini: 682 euro, la più economica tra le località di mare
- Villasimius: 1.654 euro, con il viaggio che pesa molto
- Ortisei: 1.672 euro, il prezzo più alto della rilevazione
Hotel o B&B: il risparmio non è sempre dove pensi

In media gli hotel costano il 15% in più dei B&B. Però la regola non vale ovunque. A Rimini, Jesolo e Livigno gli hotel risultano meno cari dei B&B. Prima di prenotare conviene quindi controllare entrambe le opzioni, non solo quella che sembra più economica per abitudine.
C’è anche un altro dato da guardare. Rispetto al 2025, gli hotel calano del 7%, mentre i B&B salgono del 17%. In montagna il confronto su cinque anni è ancora più netto: hotel su del 32%, B&B su del 67%. Se cerchi quote fresche ad agosto, il portafoglio lo sente.
La parte tecnologica entra nel viaggio prima ancora della partenza. Tra prenotazioni, app, voli e trasporti, il prezzo cambia da un giorno all’altro. Servizi come Uber Reserve at Airports per le vacanze possono aiutare a fissare un trasferimento, ma non cancellano il costo del volo o dell’alloggio.
Un’altra voce spesso ignorata è la casa lasciata vuota. Chi parte per una settimana guarda il prezzo dell’hotel, ma dovrebbe pensare anche a serrature, allarmi e consegne sospese. Il tema torna anche parlando di ladri in azione durante le vacanze, perché un viaggio economico perde senso se al ritorno trovi danni o furti.
Il dato utile è netto: se vuoi tagliare la spesa, guarda prima città d’arte e Adriatico. Se punti a isole o Dolomiti nella prima settimana di agosto, parti già con un conto vicino o sopra i 1.500 euro. A quel punto il vero risparmio non sta nel trovare l’offerta miracolosa, ma nel cambiare meta o settimana.