Nei ratti, eliminare la proteina mitocondriale TSPO altera la maturazione dei neuroni olfattivi, riduce la produzione energetica delle cellule progenitrici e si associa a peggiori prestazioni nei test di olfatto e memoria di riconoscimento. È quanto emerge da uno studio pubblicato il 30 settembre 2026 su Scientific Reports.
Il lavoro non dimostra che TSPO sia una causa di perdita dell’olfatto nell’uomo e non indica una nuova terapia. Mostra però che questa proteina, già usata come biomarcatore di imaging in diversi studi neurologici, sembra avere un ruolo funzionale nella neurogenesi olfattiva.
Che cos’è TSPO
TSPO, o translocator protein, è una proteina mitocondriale di circa 18 kDa coinvolta in numerosi processi cellulari, tra cui metabolismo energetico, steroidogenesi, apoptosi e infiammazione. Nel cervello adulto sano i suoi livelli basali sono generalmente bassi, ma aumentano in alcune condizioni e per questo TSPO viene studiata anche come bersaglio per tecniche di imaging.

I ricercatori si sono concentrati su due aree in cui TSPO è presente in condizioni fisiologiche: il bulbo olfattivo e la mucosa olfattiva, tessuti caratterizzati dalla capacità di generare nuovi neuroni sensoriali anche nell’adulto.
Cosa hanno osservato nei neuroni olfattivi
Lo studio ha utilizzato ratti privi del gene Tspo. L’analisi a singola cellula dell’RNA ha mostrato alterazioni in vie legate alla sintesi proteica, alla respirazione mitocondriale e alla differenziazione dei neuroni olfattivi e dei loro progenitori.
In coltura, le cellule staminali olfattive senza TSPO mostravano una respirazione mitocondriale meno efficiente e una minore produzione di ATP. Durante la differenziazione comparivano inoltre meno marcatori tipici dei neuroni maturi.
Perché l’energia dei mitocondri conta nella neurogenesi
Trasformare una cellula progenitrice in un neurone maturo richiede una profonda riorganizzazione del metabolismo. Se il mitocondrio produce meno energia o cambia il modo in cui gestisce i substrati, la cellula può avere più difficoltà a completare il percorso di differenziazione.

Questo risultato si collega bene al nostro approfondimento su come il cervello costruisce la percezione degli odori: l’olfatto non dipende soltanto dai recettori periferici, ma da una catena di cellule e circuiti che devono restare funzionali.
I ratti senza TSPO avevano anche deficit comportamentali
Gli animali knockout hanno mostrato prestazioni peggiori in test legati alla discriminazione olfattiva e alla memoria di riconoscimento. Gli autori collegano almeno in parte questi risultati alle alterazioni cellulari osservate nei neuroni sensoriali olfattivi e nei loro progenitori.
È importante non trasformare questa associazione in una conclusione clinica. I test sono stati eseguiti nei ratti e non dimostrano che la riduzione di TSPO sia responsabile dei disturbi olfattivi o cognitivi nell’essere umano.
Perché TSPO interessa anche la ricerca sull’Alzheimer
TSPO viene usata da anni come biomarcatore in studi di neuroinfiammazione e imaging cerebrale, compresa la ricerca sull’Alzheimer. Il nuovo lavoro suggerisce che questa proteina possa avere anche funzioni cellulari dirette, almeno nei sistemi olfattivi del ratto.
Su Tech abbiamo seguito il tema dell’Alzheimer da altre prospettive, per esempio analizzando che cosa sta cambiando nelle terapie rivolte all’amiloide. Il nuovo studio su TSPO non modifica le cure disponibili: aggiunge un tassello alla comprensione della biologia dei neuroni e dei mitocondri.
Cosa serve prima di parlare di applicazioni mediche
- confermare il meccanismo in altri modelli e in cellule umane;
- capire se l’effetto dipende direttamente da TSPO o da adattamenti secondari del metabolismo;
- verificare se alterazioni simili siano presenti nelle malattie che causano perdita dell’olfatto;
- separare il ruolo di TSPO come biomarcatore dal suo possibile ruolo funzionale.
In sintesi: TSPO sembra contribuire al metabolismo e alla maturazione dei neuroni olfattivi nei ratti. È un risultato preclinico interessante, ma ancora lontano dal dimostrare una terapia o un test diagnostico nell’uomo.
La fonte primaria è lo studio The role of translocator protein in olfactory mucosa neurogenesis and behavior, pubblicato su Scientific Reports il 30 settembre 2026.